Un parere discordante sul rinvio della manifestazione per la libertà di informazione del 19 settembre 2009 (Roberto Casati)

Se non con la lettera, sono molto d’accordo con lo spirito dell’appello di Peacelink, che invita a una manifestazione spontanea in sostituzione di quella revocata oggi per la libertà di informazione.  Vorrei dedicare un po’ del mio tempo, sperando di non importunarvi se userete il vostro per leggere queste mie, a una riflessione sull’opportunità di sospendere la manifestazione di oggi; dato che – per dirlo subito – non sono assolutamente d’accordo con la sospensione, diciamo questa riflessione è il mio modo di manifestare oggi.

La difficoltà della situazione italiana è tutta imperniata sulla questione della libertà di stampa. Un gruppo editoriale è al potere; l’opposizione sembra essere ridotta a un altro gruppo editoriale. La manifestazione di oggi era di un’importanza capitale. Perché è stata rimandata?

Il sito della FNSI (http://www.fnsi.it) adduce:

““Con profondo rispetto verso i caduti, nell’espressione di un’autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e plurale capace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d’intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, Libertà e Giustizia e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo.”

La ragione è il rispetto verso i caduti. (Non ne sono completamente sicuro, peraltro: la formulazione è “con profondo rispetto”, non “per profondo rispetto”; ma non si vedono altre spiegazioni nella frase della FNSI):

Ora, una ragione di questo tipo è buona oggi quanto lo sarà in futuro. Se il mattino del tre ottobre un’altra bomba crea altrettanti morti a Kabul? Non voglio però fermarmi a questa eventualità. Se il due ottobre muoiono venti persone in un megatamponamento sulla Milano-Venezia? Se l’uno ottobre ci sono cinque morti sul lavoro?

A questo punto vengono le domande difficili. Mi pare che nessuno le sollevi in questa forma, ma non è una ragione per eluderle. In che senso le morti dei militari, in una missione, hanno un peso differente, tale da far rimandare una manifestazione di importanza cruciale?

Il punto non è tanto se le morti dei sei soldati siano un fatto grave. Lo sono. Il punto è capire se sono un fatto più grave dei mille infortuni sul lavoro l’anno, o dei seimila morti per incidenti stradali l’anno. Non lo sono; non foss’altro per ragioni puramente quantitative. L’esperienza di altri paesi mostra che un’azione determinata del Governo può ridurre queste cifre, che non hanno nulla di ineluttabile (l’esempio della Francia è straordinario in questo senso). Trovo abbastanza difficile da accettare che il Governo e il Parlamento passino anche una sola ora a preoccuparsi della vita di militari in una missione a dir poco opaca (non sappiamo se missione di pace o di guerra secondo esponenti della maggioranza) e non dedichino che del tempo marginale agli infortuni sul lavoro o agli incidenti stradali.

L’unica ragione per dare più peso alle sei morti di militari, ripeto: al punto di sospendere una manifestazione di importanza cruciale, è il loro evidente impatto mediatico.

Ma se questa è la motivazione, sospendere la manifestazione di sabato è un grave errore politico. Significa capitolare di fronte al dogma inaccettabile per cui l’agenda politica è determinata solo dall’impatto emotivo delle breaking news, e tanto più grave è la capitolazione in quanto la manifestazione riguarda proprio la libertà di stampa. Significa rinunciare implicitamente all’esigenza legittima di essere informati e non coinvolti emotivamente. Significa inoltre indicare che in futuro si sarà pronti a disdire manifestazioni sulla base di considerazioni puramente mediatiche.

Anche di fronte alla morte di queste persone, non è chiaro che la sospensione della manifestazione esprima un vero rispetto. In che senso avrebbe loro mancato di rispetto manifestare? L’informazione libera ha contribuito a rendere trasparenti i processi decisionali, smascherato gli interessi delle guerre, in fin dei conti tutelato la vita dei cittadini che si sono trovati di fronte a decisioni belliche senza poterle controllare democraticamente. Sospendere la manifestazione è allora una questione di pura convenienza mediatica? Oltre a essere politicamente sbagliata, la sospensione diventa ai miei occhi moralmente inaccettabile.

Roberto Casati

Congresso di circolo a Parigi

Il Circolo di Parigi è arrivato a quasi cento iscritti e diamo il benvenuto a tutti coloro che hanno deciso di prendere la tessera entro il 21 luglio proprio per poter partecipare al voto congressuale.
Come da regolamento le riunioni di circolo devono svolgersi entro il 30 settembre e hanno il compito di eleggere i delegati per la Convenzione Nazionale dell’11 ottobre. In particolare all’estero (circoscrizione per la quale è stato preparato un regolamento specifico che trovate qui e in allegato) ogni circolo eleggerà alcuni delegati che parteciperanno alla convenzione della ripartizione Europa che si terrà il 4 di ottobre, passaggio di selezione dei delegati che parteciperanno alla convenzione nazionale dell’11.


E’ convocata pertanto l’assemblea del Circolo PD di Parigi per l’elezione dei delegati alla convenzione di ripartizione e per la presentazione delle mozioni dei candidati alla carica di segretario nazionale per

venerdi 25 settembre 2009 presso  la Fédération de Paris du Parti socialiste alle 19h30

32, rue Alexandre Dumas, 75011 Paris

Per poter votare all’assemblea di circolo è necessario essere iscritti, ma la partecipazione è aperta a tutti, cosi come gli interventi.

Desideriamo inoltre informare tutti gli iscritti che a Parigi come in tutta Europa si sono costituiti i comitati a sostegno delle tre mozioni dei candidati segretari in vista del congresso.
Per Parigi potete contattare:
Andrea Garnero per la mozione Bersani
Barbara Revelli per la mozione Franceschini
Riccardo Spezia per la mozione Marino

Liberté de la presse – soutenons “La Repubblica”

Nous adressons ce texte aux principaux journaux français:

Le chef du gouvernement italien réclame un million d’euros de dommages-intérêts à votre confrère italien le quotidien La Repubblica jugeant “diffamatoires” les dix questions sur sa vie privée publiées quotidiennement.

Des menaces de plainte sont également proférées par le Président du Conseil italien à l’encontre du quotidien espagnol El Pais et de l’hebdomadaire français Le Nouvel Observateur.

En Italie circule un appel de trois juristes, Franco Cordero, Stefano Rodotà et Gustavo Zagrebelsky dont voici le contenu :

« Les attaques à l’encontre de «Repubblica» dont la dernière plainte en justice pour diffamation est simplement l’ultime épisode, est interprétable uniquement comme une tentative de réduire au silence la presse libre, d’anesthésier l’opinion publique, de nous isoler de la circulation internationale des informations et en définitive de faire de notre pays une exception à la démocratie. Les demandes adressées au Président du Conseil sont de vraies questions qui ont suscité un intérêt non seulement en Italie mais dans la presse mondiale. Si l’on considère celles-ci comme rhétoriques parce qu’elles suggéreraient des réponses non agréables à celui auxquelles elles sont adressées, il n’y a qu’un seul moyen de les démonter : ne pas vouloir faire taire celui qui les pose mais y répondre.

Au contraire, la voie empruntée est celle de l’intimidation à l’encontre de celui qui exerce le droit et le devoir de « chercher, recevoir et diffuser avec tous moyens d’expression, sans considération de frontières, les informations et les idées » comme l’indique la Déclaration universelle des droits de l’homme de 1948 approuvé par le concert des Nations à un moment où était encore présent à l’esprit le souvenir de la dégénérescence de l’information en propagande sous les régimes non libéraux et antidémocratiques du siècle dernier ».

En solidarité avec le quotidien Repubblica pouvez vous publier cet appel ainsi que les questions posées quotidiennement au Président du Conseil italien:

1 When did you first meet Ms Letizia? On how many occasions did you meet her? And where did you meet her? Have you ever consorted with, or do you still consort with, underage girls?

2 What was the precise reason that prevented you from telling the truth during the past two months, causing you to provide four versions of how you came to know Ms Letizia before making two tardy admissions?

3 Do you not believe that it is a serious matter, for Italian democracy and for your leadership, that you rewarded the girls who called you Papi with political candidacies and promises of political responsibility?

4 You spent the night of November 4, 2008, with a prostitute. According to magistrates’ investigations dozens of call girls were brought to your residences. Did you know that these girls were prostitutes? If you did not know, are you able to give assurances that those encounters in no way made you vulnerable or laid you open to blackmail – as demonstrated for example by the recordings made by Patrizia D’Addario and the photographs by Barbara Montereale?

5 Have official state aircraft ever been used to fly female guests to parties at your residences without you on board?

6 Are you absolutely certain that your relationships have in no way compromised affairs of State? Can you reassure this country and its allies that no woman guest of yours has in their hands today means of blackmail that might in any way affect your political autonomy on internal or international matters?

7 Your behaviour is in contradiction with your politics. Would you still feel able to take part in Family Day or to sign a law punishing the clients of a prostitute?

8 Do you believe you will still be able to stand for election as President of Italy? And if you do not, do you believe that someone whom public opinion believes to be unfit for the Quirinal palace should be allowed to perform the functions of Prime Minister?

9 You spoke of being threatened by a “subversive plot”. Can you guarantee that you have never used, nor wish to use, the intelligence services or the police against witnesses, magistrates or journalists?

10 In the light of all that has emerged over the past two months, what is your state of health?

Les Democrates Parisiens

PS: Signez et faites signer la pétition de la Repubblica pour la liberté de la presse:

Tesseramento 2009

Come sapete oggi è finito il tesseramento valido per votare al congresso di circolo, riservato ai soli iscritti, che eleggerà i delegati provinciali (che per noi dovrebbero equivalere a “delegati Francia”) che poi eleggeranno i delegati alla convenzione nazionale dell’11 ottobre, data confermata oggi dalla direzione nazionale.
Il nostro circolo parigino, nato due anni fa e senza una struttura forte pre-esistente, ma anche grazie al lavoro di apertura fatto in precedenza, è arrivato alla quota di 92 iscritti questa sera. Crediamo sia un risultato di cui essere soddisfatti. E speriamo che riusciremo a tener vivo questo entusiasmo anche e soprattutto oltre la fase congressuale, aumentando di numero e continuando con le tante iniziative che ci hanno caratterizzati in questi due anni, per arrivare al meglio alle elezioni del 2013.
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Tesseramento!

Come già sicuramente saprete la Direzione Nazionale  ha  approvato, nella riunione del 26 giugno, il regolamento che stabilisce tempi e modi con il quale il Partito Democratico svolgerà il proprio congresso e arriverà all’elezione del  segretario e dell’assemblea nazionale.
La prima fase del percorso che porterà all’elezione del segretario e dell’assemblea nazionale è riservato a coloro che risultano iscritti al PD.

E’ possibile tesserarsi fino al 21 luglio.

Chi è interessato a iscriversi può contattarci su partitodemocraticoparigi@gmail.com o per telefono 06 31 90 83 77.

I candidati alla segreteria sono al momento (in ordine alfabetico): Mario Adinolfi, Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino.

Le regole per questa importantissima fase della vita del PD sono qui.

Esempi di Europa per i cittadini

Scattano i tagli per chiamate e sms in Europa: tariffe più accessibili per tutti

A partire dall’1 luglio mandare sms in roaming (cioè essendo all’estero) in tutta Europa costa solo 11 centesimi di euro IVA esclusa, con un tetto massimo di 13,2 centesimi IVA inclusa. Fare una chiamata costa al massimo 43 centesimi e riceverla non più di 19 centesimi al minuto. I tagli riguardano anche i prezzi per l’invio di email o immagini, navigazione in internet da telefonino o Pc portatile, download di film che con tariffe di circa 1 euro per megabyte (IVA esclusa).

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Riunione 29 Giugno 2009

La prossima riunione del PD Parigi, l’ultima prima la pausa estiva, si terrà il lunedi 29 giugno alle ore 19,00 presso la sede della Federazione del PS di Parigi al 32 di rue Alexandre Dumas 75011.
Ordine del giorno:

  1. Iniziative di solidarietà per la situazione iraniana
  2. candidature e congresso PD
  3. risultati europei
  4. iniziative in programma
  5. varie ed eventuali

Speriamo in questa occasione di incontravi e consegnarvi, per chi lo desidera, la tessera del circolo: si ricorda infatti che il 20 luglio è la data limite per l’iscrizione al PD in vista del voto delle mozioni dei candidati segretari. Alla prima fase di selezione delle mozioni potranno infatti votare solo gli ISCRITTI.

Voto negato agli italiani residenti in Europa?

Si stima che 50.000 persone in Europa siano state considerate d’ufficio dal Ministero degli Interni “optanti” per le liste del paese di residenza; ‘d’ufficio’ significa che non ne avrebbero fatto richiesta. Non hanno quindi potuto votare per i candidati italiani.

Un articolo del Manifesto sul diritto di voto negato agli Italiani residenti in Europa:

Interrogazione parlamentare di Laura Garavini:

interrogazione_europeegaravini20090608