Cosa si celebra l’Otto Marzo?

L’Otto Marzo è una ricorrenza nella quale le donne affermano il proprio diritto alla parità con gli uomini, nel lavoro e nella vita. Ma qual è l’origine storica della Festa internazionale delle donne?
Diversamente da quanto a volte capita di leggere, l’evento storico che si celebra ogni anno l’8 Marzo non è il rogo della fabbrica statunitense Cotton (o Cottons), nella quale, si narra, morirono molte operaie: tale fabbrica in realtà non è mai esistita. Un evento simile si verificò il 25 Marzo del 1911 a New York, in una fabbrica tessile di nome Triangle, nel cui rogo morirono effettivamente molte giovani operaie, in prevalenza immigrate est europee.
Ma quell’evento non ha niente a che vedere con la Festa delle donne.
L’evento che si celebra ogni anno è un corteo che si tenne, per l’appunto, l’8 marzo del 1917 a San Pietroburgo, in Russia: in quell’occasione migliaia di donne del nascente movimento socialista sfilarono in testa a un grande corteo per le strade della loro città per chiedere la fine della guerra, aprendo la stagione delle lotte operaie che qualche mese dopo culminò nella Rivoluzione.
In Italia l’8 Marzo fu festeggiato per la prima volta nel 1922, su iniziativa del Partito Comunista d’Italia, all’epoca ispirato da Antonio Gramsci. La prima celebrazione nell’Italia liberata dal fascismo risale al 1945, su iniziativa dell’Unione delle Donne in Italia, federazione di donne comuniste, socialiste e della sinistra democristiana.
A quel periodo, peraltro, risale l’uso della mimosa, che in Italia fiorisce i primi di marzo.
Buon Otto Marzo a tutte: un pensiero va alle 21 donne elette nell’Assemblea Costituente del 1946 e alle tante donne che lottano ogni giorno, ovunque nel mondo, contro l’oscurantismo, il fascismo e la violenza dei regimi maschilisti.

Rinnovo delle cariche del circolo

A gennaio 2013 è finito il mandato della segreteria politica del circolo PD Parigi, e, in ottemperanza con lo statuto del PD estero, in qualità di Presidente del Circolo, è mio compito principiare le procedure per il rinnovo delle cariche del circolo. Visti l’articolo 10 comma 1 dello statuto del PD estero, il mandato del segretario politico del Circolo PD Parigi è scaduto e quindi dichiaro aperta la fase di rinnovo delle cariche e le candidature per il nuovo segretario politico.
Ricordo che, visto l’articolo 10 comma 4 del suddetto statuto, possono candidarsi a segretario politico quanti siano iscritti al circolo quattro mesi prima la data odierna, ovvero possono candidarsi quanti quattro mesi prima questa convocazione (ovvero il 03/11/2012) risultino iscritti al circolo.
Per presentare la propria candidatura è necessario presentare una dichiarazione di candidatura corredata da un numero minimo di 3 sottoscrizioni di iscritti al circolo e una dichiarazione politica di candidatura come stabilito dall’articolo 10 comma 3 del suddetto statuto. Le candidature dovranno pervenire al Presidente del Circolo e in copia ad Eugenio Marino, responsabile del PD Mondo, entro il 15/03/2013. L’elezione del nuovo segretario avverrà, qualora nessuna circostanza ostativa si sia presentata, previa verifica delle condizioni richieste dall’articolo 9 comma 7, dall’articolo 10 comma 4 e dall’articolo 14 commi 1 e 2 del suddetto Statuto, il 18/03/2013 alle ore 20h00 contestualmente all’AG dell’Associazione Democratici Parigi, al 32 rue Alexandre Dumas, Paris (sede della Federazione Paris del PS), secondo l’ordine del giorno :
1. Rapporto morale del presidente ;

2. Bilancio del tesoriere ;

3. Elezioni del segretario politico e del bureau dell’associazione ;

4. Modifica della sede dell’Associazione Democratici Parigi ;

5. Varie ed eventuali.

Si ricorda che, visto l’articolo 10 comma 4 dello Statuto PD Mondo, hanno diritto di voto attivo per il segretario politico del Circolo gli iscritti al PD Parigi e coloro che siano nell’albo degli elettori del Partito Democratico (ovvero quanti risultino nell’albo degli elettori costituito durante le Primarie Italia Bene Comune del 2012, come già stabilito per le primarie dei parlamentari tenutesi in Italia il 29 e 30 dicembre 2012) o che ne facciano richiesta al momento del voto.

Contestualmente, in seguito all’elezione del nuovo segretario politico, si procederà all’elezione del Presidente del Circolo e del Tesoriere del Circolo. Si ricorda che Presidente e Tesoriere devono essere iscritti al Circolo PD Parigi. Il Presidente è votato dall’assemblea degli iscritti, ovvero solo dagli iscritti al PD Parigi.

Quando saranno pervenute le candidature e dopo aver verificato la loro validità, verranno diffuse a iscritti e simpatizzanti e riportate su questo sito.

Riccardo Spezia, Presidente PD Parigi

Il dopo non-vittoria

Potremmo trovare molteplici scuse alla non-vittoria del centrosinistra. In parte è attribuibile a una legge elettorale che il centrodestra ha confezionato su misura per sfavorire in maniera sistematica il centrosinistra, giocando sulle distribuzioni geografiche profondamente diverse delle rispettive basi elettorali. Certamente il Movimento 5 Stelle ha sottratto una parte decisiva dell’elettorato del PD con una campagna populista e contestataria che ha risuonato a meraviglia in una congiuntura di profonda crisi e sofferenza socio-economica. Senza dubbio, Berlusconi, come da copione, ha compiuto una campagna di promesse demagogiche irrealizzabili, ma ad alto effetto su una buona fetta dell’elettorato.

Riguardo Bersani e la campagna del PD ? Ne riparliamo tra un momento.

Con un Senato in pratica diviso in tre e col pallino in mano a seguito della maggioranza strappata alla Camera, grandi spazi di manovra il centrosinistra non ne ha. Un pragmatismo di circostanza si impone. Nel clima attuale e viste le profonde divergenze, una ‘grande’ alleanza col centrodestra non ci appare sensata, è assolutamente impopolare colla nostra base ed è già stata amaramente sperimentata con l’esperienza del governo Monti. Inoltre si rischierebbe alla prossima tornata elettorale un’ulteriore amplificazione del successo di Grillo. Non resta che cercare un governo di minoranza che traghetti l’Italia per qualche mese e che promuova dei provvedimenti utili al paese e che riceveranno probabilmente un sostegno almeno parziale dei Grillini (riduzione del numero dei parlamentari, legge sul conflitto di interesse, stimolo all’economia…). E bisognerebbe cercare di fare una legge elettorale con una larga maggioranza con l’ambizione che questa possa durare per anni a venire, per il bene del paese e non basata su miopi interessi a corto termine. E qualora eventuali punti di intesa programmatici si esaurissero, bisognerà tornare a votare. E sarebbe consigliabile nel frattempo di rinnovare in maniera tangibile e visibile la classe dirigente del partito. Per esempio, attraverso un congresso straordinario che rinfreschi la segreteria e lo staff annesso, che definisca con urgenza una strategia chiara. Di giovani dinamici con già una certa esperienza e motivazione ce ne sono. E di primarie ? Bisogna sempre farle, per ogni tornata, senza eccezione alcuna.

E che dire dunque della campagna nazionale del PD e della sua classe dirigente attuale ? Una campagna di successo dipende molto dall’entusiasmo della base elettorale, da una narrativa incisiva che dia una prospettiva agli elettori per un futuro potenzialmente migliore. E anche da un uso intelligente dei mezzi di comunicazione. E pure da una certa spregiudicatezza nell’attaccare gli avversari. Certo, bisogna essere prudenti nel fare paragoni, ma il fatto è che negli USA Obama l’Onesto, Obama il Buono ha effettuato una campagna spregiudicata demolendo Romney senza pietà e caricaturandone molti punti deboli. E ha vinto. E ora puo’ promuovere la sua agenda progressista. Il fine giustifica i mezzi, talvolta, anche se si è di sinistra. E’ evidente che Bersani ha voluto seguire l’esempio del candidato ‘normale’ alla Hollande. Con la differenza che in Francia Sarkozy non aveva la forza mediatica di Berlusconi in Italia, era profondamente impopolare con i francesi. E in Francia c’è il sistema del doppio turno, che tanto vorremmo perché responsabilizza di più gli elettori, una gran bella differenza.

La campagna del PD è stata tremendamente non coraggiosa e proprio non vigorosa per continuare a usare questo linguaggio del non essere. Il PD avrebbe dovuto rivendicare in maniera più aggressiva certi temi condivisibili della campagna di Grillo e che potranno essere il contenuto di quella manciata di leggi che scaturiranno ipoteticamente dal futuro governo di minoranza. Bersani dice che non ha voluto ingannare gli elettori facendo false promesse. Benissimo. Ma di qui a fare una campagna deprimente-depressiva con lo slogan ‘Ragassi, non siamo mica qui a fare questo o quell’altro’ ce ne vuole. Un conto è la demagogia menzognera berlusconiana, un conto è osare con un minimo di coraggio e aggressività nel proporre una visione ottimista alla gente.

A proposito della comunicazione, come al solito ci siamo fatti surclassare da Berlusconi sulle televisioni e non solo sulle reti Mediaset. Bersani è sparito dalle televisioni per 2 settimane e ha iniziato la campagna in ritardo rispetto al centrodestra che cosi’ ha avuto tutto il tempo di ritrovare una dinamica e prendere di fatto l’iniziativa. E riguardo il Web, sarebbe bene che gli strateghi del PD studino in dettaglio quello che Grillo è riuscito a fare creando una piattaforma informatica talmente agile e ricettiva che il numero dei sostenitori è aumentato esponenzialmente in un brevissimo lasso di tempo. Il PD dovrebbe forse meditare sul modo di interagire con la propria base attivista e elettorale, superando schemi di organizzazione sul territorio forse antiquati e cercando di investirsi con più convinzione e coraggio nei nuovi mezzi di comunicazione.

E se possibile cercando di parlare con un atteggiamento meno paternalistico e un po’ più vicino alla gente. Il PD smetta di dare l’impressione di essere un partito di salotto e torni a parlare alla gente nelle piazze.

Si deve avere il coraggio di andare avanti piuttosto che andare non indietro.

E loro voteranno lo stesso

In occasione delle imminenti elezioni politiche italiane,  alcune categorie importanti di cittadini residenti all’estero non potranno esercitare il diritto di voto.

Ma adottando una forma civilissima e condivisibile di protesta lo faranno comunque ed in molte città europee e nel resto del mondo.

A Parigi, apriranno un seggio dove chiunque vorrà esprimere un voto simbolico lo potrà fare:

Sabato 23 Febbraio in Place du Panthéon dalle ore 12 alle ore 16

Solidarizzando con l’iniziativa riportiamo il comunicato stampa che hanno redatto:

In occasione delle elezioni politiche italiane del 24 e 25 Febbraio, gli italiani non residenti all’estero, esclusi dal dl. 223 del 18/12/2012, stanno organizzando nelle maggiori città europee un’iniziativa di protesta: il 23 Febbraio costituiremo seggi elettorali nelle piazze, nei centri culturali, nelle università estere, a cui tutti gli italiani non residenti potranno recarsi per esprimere il proprio diritto di voto, anche se non avrà valore legale, e dimostrare la partecipazione e l’intenzione degli italiani all’estero di far valere questo diritto, pur non essendo iscritti all’AIRE.

Siamo studenti Erasmus, lavoratori precari con contratti di pochi mesi, ragazze alla pari che studiano e risiedono in Europa per un tempo inferiore a un anno.

Il Consiglio dei ministri del governo Monti il 22 gennaio ha dichiarato, con una discussione sommaria, l’impossibilità di concederci il voto.

La ragione?

Questioni tecniche e “la discrezionalità di scelta che eserciterebbe il Consiglio con questa decisione” che “contrasta con i principi di partecipazione democratica, eguaglianza ed effettività del diritto di voto previsti dalla Costituzione”.
L’abbiamo reputata una risposta beffarda: ledere il diritto di voto di chi si trova temporaneamente all’estero, non solo rappresenta una delle tante falle dell’attuale legge elettorale, ma è ancor più una violazione dell’art. 48 della Costituzione. Questa non-delibera, non cambiando nulla, di fatto limita il nostro diritto di voto. Abbiamo guardato le offerte per i voli praticate da Alitalia, ma non tutti, tra lavoro, impegni universitari e disponibilità finanziarie, hanno la possibilità di tornare in Italia per esprimere il proprio voto.

Attraverso i social network abbiamo creato una rete di contatti in tutta Europa e ci siamo organizzati per manifestare il nostro dissenso e dar voce comunque ai nostri voti (i soli studenti Erasmus sono oltre 25.000).

Tenteremo così almeno di raccontare questi voti che per il nostro Paese non contano.

In un’elezione in cui i temi della distanza della politica dalla cittadinanza e quelli della “rottamazione”, dei volti giovani, del nuovo che avanza, hanno un ruolo primario, noi (giovani, studenti, lavoratori, in Europa per ampliare la propria cultura e vivere un’esperienza profondamente formativa, o per cercare possibilità lavorative che il nostro Paese non offre) veniamo privati della voce e del nostro diritto di esprimerci.

Per mostrare che la nostra voce resiste anche da lontano.
Ci auspichiamo che il nuovo Governo prenda in considerazione questa grave situazione degli italiani temporaneamente all’estero e vi ponga rimedio adeguandosi al resto degli stati europei.

RICHIESTA DI DELUCIDAZIONI DA PARTE DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI PARIGI!

Buongiorno a tutti,

chiedo a tutti di fare uno sforzo per diffondere la petizione e farla firmare a un numero importante di persone; altre iniziative si stanno organizzando e credo che il nostro ruolo sia quello di stare a fianco di chi a Parigi e in Italia chiede un chiarimento sul modo di agire di un rappresentante, seppur nominato, del nostro paese a Parigi.
Grazie del vostro aiuto

Beatrice Biagini

Segretario PD Parigi

RICHIESTA DI DELUCIDAZIONI DA PARTE DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI PARIGI!

Ogni singola persona che si unisce a noi rafforza il nostro invito ad agire. Ti prego di prenderti un minuto per condividere questo link con chiunque conosci:

http://www.avaaz.org/it/petition/RICHIESTA_DI_DELUCIDAZIONI_DA_PARTE_DELLISTITUTO_ITALIANO_DI_CULTURA_DI_PARIGI/?taCjBab


Qui c’è la petizione da inoltrare ai tuoi amici:

RICHIESTA DI DELUCIDAZIONI DA PARTE DELL’ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI PARIGI

Con il presente documento si richiede espressamente alla Dottoressa Marina Valensise, Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi un comunicato ufficiale di delucidazioni riguardo ai fatti inerenti alla presentazione del seminario Giovanni Gentile: un pensiero in atto, svoltosi il 2 febbraio 2013 presso i locali dell’Università della Sorbona di Parigi e sponsorizzato dal medesimo Istituto Italiano di Cultura.

I FATTI
Il 30 gennaio sul sito dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, viene annunciato un seminario in onore di Giovanni Gentile. La presentazione in italiano è così formulata: “Giovanni Gentile: un pensiero in atto: In occasione della traduzione in francese di Spirito, atto puro e de La Rinascita dell’Idealismo presso le Edizioni Hermann, Andrea Bellantone, specialista del filosofo italiano, e docente all’Istituto Cattolico di Parigi, organizza un convegno alla Sorbona attorno al pensiero del grande filosofo del XX secolo Giovanni Gentile”.

Cliccando sulla dicitura “français”, la presentazione continua e istruisce il lettore francese definendo Gentile “il filosofo dell’idealismo che fu teorico dell’atto puro, rifondatore del liceo italiano e che finì tragicamente i suoi giorni, vittima della guerra civile del 1944, assassinato a Firenze da una banda di partigiani”.

Il 30 gennaio medesimo, la presente nota biografica scatena immediatamente accese e sdegnate reazioni. Enrico Persico Licer, Presidente della sezione ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) di Parigi invia una lettera di protesta alla Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Dott.ssa Marina Valensise e per conoscenza al console generale Andrea Cavallari; Elio Rampino, presidente della Sezione ANPI della Repubblica Ceca, scrive una lettera di protesta alla Dottoressa Marina Valensise; Olivier Favier, storico e italianista francese, scrive un vibrante articolo di protesta sul sito onnedormirajamais.org; una lettera, redatta in italiano e in francese, è indirizzata alla Dott.ssa Marina Valensise da moltissimi cittadini italiani e francesi che ribadiscono con forza di avere a cuore i fondamenti delle loro rispettive Repubbliche.

Sempre il 30 gennaio, il Professor Andrea Bellantone, organizzatore del seminario su Giovanni Gentile nonché professore di Filosofia Moderna presso l’istituto Universitario Cattolico di Parigi, scrive diverse e-mail indirizzate a Olivier Favier, nelle quali assicura a più riprese la sua totale non adesione alla presentazione di Gentile, così come redatta dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.

Il 31 gennaio il sito dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi corregge la nota biografica su Gentile in questi termini: “rifondatore del liceo sotto il fascismo e che finì tragicamente i suoi giorni, pagando i suoi errori politici in favore della dittatura, all’epoca della guerra civile e di Liberazione.”

Il 2 febbraio, come previsto, si svolge il seminario, secondo una normale e ineccepibile prassi accademica. La partenza anticipata della direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Dottoressa Marina Valensise, non le permette di dare spiegazioni sul testo contestato o di rispondere a domande sullo stesso durante il dibattito con gli astanti, tra cui erano presenti, tra gli altri, dei rappresentanti della sezione di Parigi dell’ANPI, Bruna Lo Biundo, francesista e ricercatrice per diversi istituti storici, Gerardo Maffei, autore e regista italiano e Olivier Favier.

Ad oggi nessuna spiegazione ufficiale o in via privata è stata fornita ai mittenti delle lettere di protesta dal loro destinatario.
MOTIVAZIONI E CONTESTO
Giovanni Gentile, da un punto di vista storico, che non può essere ignorato tanto il suo pensiero si conforma alle sue azioni, è un gerarca fascista: Ministro della Pubblica Istruzione, nominato da Mussolini, dal 1922 al 1924; redattore del Manifesto degli intellettuali fascisti del 1925; dal 1928 al 1941 ricopre importanti cariche universitarie e accademiche; nel 1938 è il primo firmatario del Manifesto della Razza (apertamente antisemita); il 24 giugno 1943, in una fase critica della seconda guerra mondiale, tiene al Campidoglio il tristemente famoso Discorso agli italiani, che esorta la nazione a restare unita sotto la guida del Duce e che porterà alla fondazione della Repubblica Sociale Italiana; dal 1943 alla morte nel 1944 segue Mussolini a Salò (RSI).

L’articolo 1 della Costituzione Italiana sancisce che «L’Italia è una Repubblica Democratica», quindi fondata su valori, che essa condivide con la Francia, che sono contro ogni forma di dittatura, a fortiori fascista. La lotta di tutti coloro che si opposero al fascismo storico ha avuto forme e colori politici diversi. Tra esse è innegabile, dal punto di vista storico, l’importanza della lotta armata partigiana. Il 25 aprile, festa nazionale italiana, si celebra la « Liberazione » dell’Italia dal fascismo ad opera delle forze alleate e dei partigiani italiani.

Assodati questi fatti, è doveroso indignarsi che un’Istituzione Italiana, finanziata da denaro pubblico, faccia uso di termini quali «guerra civile» per definire la guerra di Liberazione, e «banda» per definire i resistenti italiani, facendo inoltre passare per «vittima» uno dei maggiori intellettuali del fascismo e istigatore della leva forzata per la difesa della Repubblica di Salò.
Sdegno tanto più necessario in un momento in cui sono chiari e sempre più presenti i segnali di un nuovo revisionismo che va ben al di là dei confini italiani e che per l’Italia, tra i molteplici esempi, si manifesta con il discorso del 27 gennaio 2013 all’inaugurazione del Memoriale della Shoah di Milano in cui Silvio Berlusconi dichiara «Il fatto delle leggi razziali è la peggior colpa del leader Mussolini che per tanti altri versi invece aveva fatto bene»; con la costruzione, finanziata dalla Regione Lazio, nell’agosto 2012, di un mausoleo al criminale di guerra Rodolfo Graziani, generale d’armata fascista e ministro della difesa della Repubblica di Salò; con la richiesta di disegno di legge presentata nel 29 marzo 2011 dal senatore del Pdl, Cristano De Eccher, al Senato per l’abolizione della XII norma transitoria e finale della Costituzione Italiana, ovvero quella che sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

Olivier Favier, storico e italianista, redattore della petizione
Bruna Lo Biundo, francesista e ricercatrice per diversi istituti storici, redattrice della petizione
Gerardo Maffei, autore e regista, redattore della petizione
Maria Cristina Mastrangeli, traduttrice e regista, redattrice della petizione

http://www.avaaz.org/it/petition/RICHIESTA_DI_DELUCIDAZIONI_DA_PARTE_DELLISTITUTO_ITALIANO_DI_CULTURA_DI_PARIGI/?taCjBab

Aux urnes

Chers compatriotes, chers camarades

Le 24 et le 25 février, les italiens seront conviés au rendez-vous des élections législatives.

Les primaires du mois de novembre dernier ont désigné Pierluigi Bersani candidat au poste de premier ministre pour la coalition de centre-gauche (coalition qui voit réunis le Partito Democratico, le parti de Sinistra Ecologia e Libertà, le Parti Socialiste Italien et le Centro Democratico).

Le vote du 24 et du 25 février concerne aussi les italiens résidents à l’étranger qui pourront ainsi contribuer à la victoire de la gauche. En Europe, la circonscription législative des italiens établis hors d’Italie, s’apprête à élire 5 députés et 2 sénateurs (la circonscription électorale des italiens hors de l’Italie a adopté, depuis le scrutin de 2006, le système proportionnel avec vote préférentiel. Chaque électeur peut choisir personnellement son élu). Dans quelques jours, tous les italiens hors d’Italie qui sont régulièrement inscrits dans les listes électorales des consulats, recevront les bulletins de vote. Chaque électeur devra expédier l’enveloppe avec son vote au consulat avant l’échéance du 21 février.

Le slogan de la campagne électorale du centre-gauche italien est « L’Italie Juste ». Comme l’a très bien dit Pierluigi Bersani nous pouvons avoir la fierté d’affirmer que « voter pour le Partito Democratico c’est voter pour le changement » et que « cette campagne électorale doit inaugurer la reconstruction morale et économique de l’Italie ». Mais pour ce faire, pour permettre que le Partito Democratico puisse s’affirmer électoralement, il faut s’engager à le soutenir ici, en France, dans les lieux de travail, dans les associations, partout où nous pouvons rencontrer des amis italiens pour transmettre les valeurs politiques que nous souhaitons voir triompher dans le prochain Parlement italien.

Nous souhaitons remercier, tout particulièrement, les camarades du Parti Socialiste français qui sont à nos côtés et qui, comme toujours, non seulement nous aident à organiser la campagne électorale du Partito Democratico en France, mais nous supportent politiquement. L’appui de François Hollande et de Harlem Désir à Pierluigi Bersani témoigne encore un fois de la volonté de faire en sorte que chaque campagne électorale nationale puisse contribuer à la construction d’un espace politique européen, un espace des citoyens, des travailleurs, des étudiants et non uniquement d’un espace de la finance.

Ci-dessous, vous trouverez les liens qui renvoient aux sites des candidats dans la circonscription Europe ainsi qu’aux différents sujets du programme du Partito Democratico :

CANDIDATS CIRCONSCRIPTION EUROPE DES ITALIENS HORS D’ITALIE:

http://www.partitodemocratico.it/doc/248945/pd-ecco-la-lista-dei-candidati-nellacircoscrizione-estero.htm

EUROPE:

http://www.partitodemocratico.it/doc/100299/dalla-crisi-si-esce-con-pi-europa.htm

http://www.partitodemocratico.it/doc/213628/italia-ed-europa-nel-mondo-nuovo.htm

http://www.partitodemocratico.it/aree/home.htm?area=22

JEUNES:

http://www.partitodemocratico.it/doc/205607/stagisti-tirocinanti-e-praticanti-dal-pdtre-proposte-a-precariet-zero.htm

FAMILLE et RETRAITES:

http://www.partitodemocratico.it/doc/202915/persone-e-famiglie-al-centro-di-unasociet-pi-giusta-libera-e-solidale.htm

http://www.partitodemocratico.it/aree/home.htm?area=49

IMMIGRATION, CITOYENNETÉ (DROIT DE VOTE AUX ETRANGERS):

http://www.partitodemocratico.it/doc/108997/impariamo-a-vivere-insieme.htm

http://www.partitodemocratico.it/aree/home.htm?area=10

http://www.partitodemocratico.it/doc/226917/cittadinanza-la-soluzione-c.htm

INSTITUTIONS ET FEDERALISME:

http://www.partitodemocratico.it/doc/108995/per-una-profonda-riforma-dello-stato-edelle-autonomie.htm

http://www.partitodemocratico.it/area/7/id_tipodoc/59,57,58/t/aree-documentiindice/indice.htm

http://www.partitodemocratico.it/aree/home.htm?area=7

FIN DE VIE:

http://www.partitodemocratico.it/doc/230605/biotestamento-marino-bene-balduzziserve-legge-per-libert-di-scelta-cure.htm

http://www.partitodemocratico.it/doc/213209/biotestamento-avete-ucciso-la-volont.htm

UNIVERSITE et RECHERCHE

http://www.partitodemocratico.it/doc/249320/un-futuro-per-la-ricerca.htm

Comme Pierluigi Bersani l’a dit, le moment est venu de rassembler toutes celles et tous ceux qui veulent contribuer à cette campagne électorale. Le moment est venu de montrer l’attachement de nous tous à l’Italie en aidant le Partito Democratico à battre la droite. Un nouveau gouvernement de la gauche socialiste et progressiste européenne est nécessaire pour aider l’Europe à sortir de cette crise.

Riccardo Spezia, président PD Paris

Beatrice Biagini, secretaire politique PD Paris

Barbara Revelli, elue à l’assemblé nationale du PD en Europe