Assemblea PD: Voci dal PD Parigi

Abbiamo raccolto una selezione dei messaggi che in questi giorni discutono sulla nostra mailing list la questione delle dimissioni di Veltroni e della nuova direzione:

Barbara Revelli:

Questa sera mi è giunta la conferma che l’Assemblea Costituente si riunirà a
Roma sabato 21 febbraio, alle 10.00.
Nell’attesa di scoprire la versione definitiva dell’ordine del giorno, molte
sono le perplessità e i dubbi che affollano la mia mente di fronte alla
necessità di decidere, stante le dichiarazioni rilasciate oggi dalla
Finocchiaro, se

a. eleggere direttamene in Assemblea il nuovo Segretario, il quale  deciderà i
tempi entro i quali organizzare il Congresso
b. Votare per l’organizzazione immediata di nuove primarie (ma quali primarie?)

Parlando oggi con Riccardo, ci siamo posti alcune domande:

1. La prossima Assemblea Costituente sarà nuovamente chiamata alla semplice
ratifica di accordi e compromessi raggiunti altrove ?

Come ho già avuto modo di raccontarvi più volte, eccezion fatta per il lavoro
attivo e costruttivo che il gruppo dei costituenti eletti nella ‘circoscrizione
estero’ ha avuto il privilegio di svolgere (proposte; riunioni; dibattiti;
emendamenti), l’Assemblea Costituente Nazionale è un organismo progressivamente
caduto in disuso. I lavori dell’ultima Assemblea Costituente (giugno 2008) sono
stati disertati dalla maggioranza degli aventi diritto (800 presenti circa su
2800 eletti). L’entusiasmo delle prime due riunioni (ottobre 2007 e febbraio
2008) e la speranza che l’Assemblea Costituente potesse attivamente contribuire
alla costruzione di un nuovo soggetto politico, hanno lasciato gradualmente il
posto alla disillusione e a un sentimento di frustrazione. Questo triste ruolo
al quale era predestinata l’Assemblea Costituente era in gran parte inscritto
nella scelta di andare alle primarie del 14 ottobre 2004 con liste bloccate.
Sin qui il ruolo dell’Assemblea Costituente si è esaurito nella ratifica di una
direzione nazionale, di uno statuto, di un codice etico, di un manifesto sui
contenuti dei quali (laicità, struttura del partito, ecc.) solo una cerchia
molto ristretta è stata chiamata ad esprimersi. Risultato: l’Assemblea
Costituente è disertata dalla maggior parte degli eletti e il gruppo dirigente è
sempre più diviso sull’identità del partito, sulla linea politica e sul sistema
delle alleanze.
Questa sera, alla domanda sul percorso che il PD dovrà intraprendere nelle
prossime settimane, Bersani rispondeva: « È necessario valutare i tempi e le
forme per una discussione approfondita e di questo si occuperà l’assemblea, che
è sovrana ». Non resta quindi che sperare che, sabato, l’Assemblea Costituente
“sovrana” non sia chiamata a ratificare una sintesi discussa e elaborata
altrove.

2. Cosa votare?

Come già annunciato a Riccardo, io voterò solo se i membri eletti dell’Assemblea
Costituente saranno chiamati ad alzare la mano per ‘scegliere’ tra le opzioni
che saranno messe all’ordine del giorno e non per ‘ratificare’ una sintesi
frutto di lunghe trattative segrete che hanno come unico scopo quello di creare
un’unità apparente e precaria per il bene di un partito ancora tutto da
costruire.
In realtà la drammatica situazione alla quale ci troviamo confrontati ci offre
la grande opportunità di costruire un vero soggetto politico. A differenza di un
anno fa, oggi abbiamo dei circoli attivi sul territorio nazionale e estero. È
quindi giunto il momento di dare la parola a quella nuova base di militanti che
contribuiranno ad abbattere i vecchi steccati e a costruire un PD le cui
frontiere politiche saranno sensibilmente diverse da quelle immaginate il 14
ottobre 2007. La fase post-veltroniana, dovrebbe consistere, come dice
giustamente Riccardo, nell’inaugurazione di una sana e appassionata battaglia
politica interna che sola potrà contribuire all’elaborazione di quelle idee, di
quello spirito progettuale e di quella creatività sin qui incarnati da molti
circoli e gruppi di lavoro. Strumento di questa battaglia: le primarie.
Ovviamente, bisognerà capire se, nell’attuale contesto, per primarie si intende:
a. il modello adottato il 14 ottobre 2007
b. il modello che consisterebbe nell’organizzare delle primarie in due tempi: 1)
in un primo tempo le primarie di ‘preselezione’ delle mozioni e dei relativi
candidati a Segretario. Queste primarie sono riservate agli iscritti i quali
eleggeranno i delegati delle diverse mozioni; 2) in un secondo tempo, dopo il
Congresso, le primarie aperte a tutti gli elettori i quali sceglieranno tra i
candidati a Segretario selezionati.

Nel primo come nel secondo caso, io sarei propensa a votare per la soluzione
delle primarie. Perché votare per la nomina di un segretario-reggente che ci
chiederà di aspettare gli appuntamenti elettorali di giugno per capire quale
cammino intraprendere? Le polemiche degli ultimi mesi (giustizia, riforme
costituzionali, testamento biologico) hanno infatti dimostrato che le frontiere
politiche del PD non corrispondono più a quelle dei DS e della Margherita. Si
sono venute a configurare delle nuove trasversalità che potranno consolidarsi
solo grazie all’organizzazione delle primarie attraverso le quali i militanti e
gli elettori saranno invitati a discutere e a scegliere tra le diverse mozioni
che concorreranno in vista del congresso.

Sabato scoprirò l’ordine del giorno, i termini entro i quali l’Assemblea
Costituente sarà chiamata a votare/ratificare e se, nel corso della giornata, si
costituiranno degli eventuali gruppi spontanei che si faranno promotori di
proposte alternative a quelle presentate dalla presidenza dell’Assemblea.



Beatrice Biagini:

Dal dibattito sembra davvero che l’assemblea di sabato rischi di diventare la ratifica della reggenza Franceschini.
come abbiamo fatto in passato il circolo di parigi potrebbe presentare un documento (della cui redazione posso incaricarmi insieme a barbara e riccardo) che poi facciamo girare per commenti e aggiunte.

chiediamo ovviamente un congresso subito, preparato con procedure trasparenti e al quale si possano presentare i candidati che vogliano partecipare.
il tesseramento è partito e quindi non credo ci si possa nascondere dietro la scusa che mancano gli iscritti, sta ai circoli fare tessere e la base dimostra di iscriversi se pensa di poter contare nel partito;

ribadisco che secondo me questa è un’occasione per fondare il vero partito democratico, frutto di condivisione di progetti e contenuti (laicità, solidarietà, onestà dei dirigenti, innovazione, merito e democrazia) e uscire finalmente dalperiodo della fusione;

chi ci sta entra e chi crede che i propri valori individuali siano più importanti dei valori delle istituzioni resti fuori dal partito democratico che si fonda sulla democrazia e sul rispetto delle istituzioni.

Riccardo Spezia:

per entrare nel merito, anche in base alla lettura mattutina dell’unità (che credo anche barbara e beatrice facciano visto che stanno in italia, comunque è tutta online nel pomeriggio).
Pare le possibilità sul piatto siano 3, a questo punto:
1) Franceschini reggente e congresso a ottobre come previsto
2) Congresso subito (che non capisco bene però cosa voglia esattamente dire … )
3) primarie come nel 2007 il 19 aprile

il 3) sarebbe fuori dallo statuto a meno che l’assemblea non voti una mozione che probabilemente qualcuno presenterà. Questa ipotesi per me è la peggiore, continuerebbe quella vacuità che ha portato il PD così come sta, sarebbe la vittoria dell’emotività e della plastica, si andrebbe con “candidati da salotto TV”, insomma un porta a porta spacciato per democrazia.

Il congresso subito mi lascia un po’ perplesso sui tempi. Sono d’accordo di aprire la fase che porta al congresso, ma con calma. Pensiamo al medio periodo, e quindi iniziare prima con la conferenza programmatica vera e poi individuare le differenti linee e conseguenti candidati. Questo al livello di tempi può voler dire giugno, luglio, settembre. Purtroppo hanno ragione che in molti posti il tesseramente non è concluso, vi dico solo che a ROMA lo stanno ancora facendo (a ROMA non a Parigi o NY).
Da qui l’idea che le ipotesi 1 e 2 non sono così incompatibili. Un “reggente” o meglio un “arbitro” che gestisca la preparazione del congresso. E credo che in questo Franceschini sia il meno peggio.
Voglio dire solo due cose

1) credo che la nuova fase si debba caratterizzare da un dibattito delle idee ma anche da l’estromissione di tutti i vecchi “big”, e faccio un elenco a braccio: D’Alema, Bersani, Fassino, Rutelli, Veltroni, Letta, Bindi, Parisi, Finocchiaro, Soro etc … e debba essere fatto e condotto anche nello scontro delle idee da una nuova classe che ESISTE sui territori, ma magari non nei salotti televisivi. E a braccio ancora cito: Mogherini, Cuperlo, Scalfarotto, Renzi, Civati, Concia, Meo, Marino etc …

2) credo che sarebbe doveroso, nonché consequenzialmente logico, che alle dimissioni del segretario seguano quelle di tutto il coordinamento

Riccardo Spezia

Leggendo in giro pare che la pseudo diatriba sia “congresso subito” vs “reggenza (Franceschini) per congresso a ottobre”. Francamente non ho una particolare affinità per l’una o l’altra. Un po’ perché mi sono proprio rotto di passare il tempo a discutere di regole, ma vorrei che si iniziasse a parlare, a discutere, a scontrarsi per arrivare a definirli però ai temi veri che riguardano la vita di tutti, italiani in italia e anche un po’ italiani all’estero.
Così vorrei che si parlasse di europee non come un sondaggio per il post-veltroni, ma per l’impatto che le politiche europee avranno nei prossimi anni, per una costruzione di una europa quotidiana, a partire dai cittadini e dai loro diritti (e doveri) uguali in tutta l’unione.
Come si sposa questo con il problema pratico del “che fare ora?” . Credo che per esempio si possa iniziare facendo della già programmata “assemblea programmatica” di aprile un momento vero e aperto di confronto, non affidando un tema ad una fondazione e uno ad un’altra. Vorrei che le fondazioni siano un fenomeno laterale, preparatorio, dei piccoli club per discutere tra amici per esercitarsi, ma che la discussione si svolga tra tutti, condivisa, alla luce del sole.

Elena Pasquinelli

d’accordo sull’analisi del reggente, ma solo se c’è una chiara volontà di iniziare e subito le procedure congressuali, proprio perché sono lunghe, e di andare in fondo col tesseramento, presen tandolo come la carta per scegliere le politiche del pd e il suo segretario

attenzione ai big che si sono già estromessi (D’Alema) e ai finti non-big
D’Alema per esempio è in parlamento, non nelle cariche del partito
questa è già una buona cosa perché il principio: se sei in parlamento non hai cariche di partito e viceversa andrebbe messo nello statuto
ma ci vorrebbe anche una regola sul cumulo delle cariche (verticale non orizzontale):
Cuperlo era segretario della FGCi quando c’ero io, e lo sapete che non sono giovanissima
attenzione a non guardare solo le età, ma a guardare anche al fatto che ci sono persone che hanno fatto sempre e solo vita di partito
per questo sono per evitare il cumulo delle cariche
per me non si tratta di sbattere fuori delle persone (anche se sono d’accordo con le dimissioni di un coordinamento che ha accompagnato un segretario uscente) ma di farne entrare di nuove grazie ai meccanismi delle primarie e di liste non pilotate
con questi due sistemi il problema si risolve da solo

Francesco Avvistati:

Come dopo le grandi catastrofi si fa in solidarietà con le vittime, verrebbe quasi da dire:

Siamo tutti PD.

il che significa anche: il PD siamo noi. C’è Andrea Romano che lo fa meglio di me:

http://andrearomano.ilcannocchiale.it/post/2175853.html

Contrapporre la politica fatta con “la gente” alla politica fatta con “le fondazioni”, però, mi sembra un falso dibattito e soprattutto una cattiva soluzione; chiunque abbia fatto un po’ di militantismo di partito sa che (con la fantastica eccezione del PD Parigi) le sezioni non sono una fabbrica di innovazione e di coerenza programmatica. Né in Italia, né in Francia, né negli Stati Uniti, né in Spagna, ecc.. Le nuove idee nasceranno sempre dalle discussioni tra poche persone; l’equilibrio ottimale sarebbe ovviamente che queste persone si confrontino anche con “la fanga”, e permettere questo dialogo è uno dei ruoli dei militanti.

PS.
Per “uccidere il padre” e voltare pagina, io mi sono (ri)letto “Compagni di Scuola”: http://www.lafeltrinelli.it/products/9788804576761/Compagni_di_scuola/Andrea_Romano.html

Andrea Formica:

Sono d’accordo, anche sul fatto che in realta’ le nuove idee debbano nascere da gruppi piu’ ristretti che non

“tutta la base”….il grosso problema qui e’ che nuove idee nascono anche da persone nuove…le quali stentano
ad emergere per la struttura stessa della dirigenza o di gruppi di potere paralleli ben impiantati.
L’altro grosso problema , decisioni a parte, e’ quello di vincere le elezioni … e qui purtroppo dobbiamo solo
constatare, come disse qualcuno anni fa, che con questa classe dirigente non possiamo vincere le elezioni…
anche se d’improvviso diventassero i dirigenti piu’ lungimiranti della terra…

Sette punti contro la crisi

Il PD ha presentato un piano in sette punti contro la crisi.

A mio avviso importante è il primo punto che chiede una riforma degli ammortizzatori sociali di cui si sente la necessità da tempo ma è diventata fondamentale in periodo di crisi (per motivi sociali e per rilanciare la domanda). Praticamente solo in Italia manca un sistema coerente di minimi sociali (Luciano Canova ne parla sul sito di Nel Merito).
In secondo luogo, degna di nota è la richiesta di tassazione differenziata per le donne che segue una proposta di Andrea Ichino e Alberto Alesina per aumentare l’occupazione femminile, ancora molto bassa soprattutto in certe zone d’Italia.

Buonissima l’idea di dare priorità alle opere immediatamente cantierabili dei Comuni, perché per rispondere alla crisi non si può e non si deve aspettare anni e anni di progetti, VIA etc etc. Ovviamente è necessario un controllo per evitare abusi, corruzioni e appalti truccati, ça va sans dire…
Infine da federalista europeo mi rallegro della novità di bonds europei per finanziare grandi progetti a livello comunitario: non serviranno per superare la crisi attuale, ma per lo meno potrebbero aiutare la costruzione di un’ Europa unita non solo a livello  monetario.
Andrea Garnero, Parigi

Due lettere al Presidente Napolitano dal PD Parigi: difesa della Costituzione e Medaglia al Valor Civile per Beppino Englaro

Oggi alle 18 consegnamo al Console Italiano in Francia due lettere per il Presidente Napolitano.

Nella prima il PD Parigi e l’Associazione Democratici Parigi ribadiscono il loro attaccamento alla Carta Costituzionale ed esprimono il sostegno al Presidente Napolitano che ha difeso e difende la Costituzione.

Leggi: Lettera di Sostegno PD Parigi a Napolitano

Nella seconda lettera chiediamo che Beppino Englaro sia nominato alla Medaglia al Valor Civile della Repubblica Italiana.

Leggi: Lettera a Napolitano per la nomina di Englaro alla Medaglia al Valor Civile

Se questa iniziativa trova il vostro consenso, potete riutilizzare le lettere e inviarle a vostro nome.

circolo PD Lione

SABATO 7 FEBBRAIO ore 15,30 il Partito Democratico, sezione di Lione, ha convocato un’assemblea
presso i locali del Circolo Sardo “G.Deledda”
(46, Rue de la Madeleine 69007 Lione)
per discutere il seguente Ordine del Giorno:

  1. Situazione politica ed economica italiana
  2. Elezioni in Sardegna ed Elezioni Europee

Era presente Beatrice Biagini del PD di Parigi.

In questo momento il nostro Paese attraversa una profonda crisi e la
sinistra si trova in una fase difficile. Tutto ciò ha dei riflessi
importanti sulla vita degli Italiani all’estero.

Contiamo sul vostro apporto di idee e di proposte per creare a Lione
una sezione del Partito Democratico, che possa essere un momento
di dibattito e di scambio tra noi.

Per contattarci: partitodemocraticolione@gmail.com

Una richesta alla Direzione del PD: Posizione netta sul caso Englaro

Il Governo italiano ha ieri varato un Decreto Legge volto a impedire la procedura di interruzione dell’alimentazione a Eluana Englaro. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva segnalato il suo disaccordo in nome “del fondamentale principio della distinzione e del reciproco rispetto tra poteri e organi dello Stato”, che “non consente di disattendere la soluzione che per esso è stata individuata da una decisione giudiziaria definitiva sulla base di principi, anche costituzionali, desumibili dall’ordinamento giuridico vigente” (Vedi Lettera di Napolitano.). Il Governo ha deciso di ignorare la lettera del Presidente della Repubblica e di dar comunque via libera al provvedimento.

In merito all’azione del Governo, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato, tra le altre cose, che “”Se il Capo dello Stato decidesse di caricarsi della responsabilità di una vita, e considerasse di non firmare il decreto inviteremo il Parlamento a riunirsi ad horas e approvare in 2-3 giorni una legge che anticipi la legge già all’esame delle Camere, che contiene questa norma”, esplicitamente offendendo il Presidente Napolitano equiparando la sua azione a un’omissione di soccorso. Ha inoltre asserito che tra i motivi che ispirano la sua azione c’è il seguente:  la Englaro è “una persona che potrebbe anche avere un figlio”. (Vedi Dichiarazioni di Berlusconi.)

I membri del Circolo di Parigi del Partito Democratico e l’Associazione Democratici Parigi, di fronte alle gravissime ed irresponsabili azioni e parole del Presidente del Consiglio e del Governo da lui diretto, chiedono con forza alla Direzione Nazionale di assumere le seguenti iniziative:

1. Prendere una posizione netta e inequivoca sul caso di Eluana Englaro, riconoscendo la validità giuridica e il buon fondamento morale delle decisioni di giustizia. Se per caso ci fossero ancora indecisioni nel PD, proporre una mozione alla Direzione, con il vincolo di attenersi al risultato del voto per tutti i parlamentari del PD.

2. Censurare l’operato del Governo sullo strappo istituzionale e indicare la volontà chiara di non procedere a nessun dialogo istituzionale se non vengono prima offerti segnali inequivocabili di rispetto delle prassi istituzionali e dei principi della Costituzione. In particolare presentare le proprie scuse formali al Presidente Napolitano.

3. Richiedere le scuse formali e ufficiali del Presidente del Consiglio a tutte le donne italiane, offese dalle parole sventate e inaccettabili che mostrano di considerare la donna come semplice portatore di figli a prescindere dalla propria volontà di averne, parole tanto più gravi in quanto riferite all’esempio dolorosissimo di Eluana Englaro.

4. Proporre che il padre di Eluana, Beppino Englaro, sia nominato per la Medaglia al Merito Civile della Repubblica Italiana per la sua coraggiosa battaglia civile.

I Democratici Parigi

Una questione di rispetto

Qualcuno si è chiesto cosa prova una donna a sentirsi dire che il corpo di una donna in stato vegetativo può avere figli?

Non parlo di problemi di bioetica, o di laicità, o di decidere dove comincia e dove finisce la vita.
Vi lascio le questioni spinose, e anche quelle pseudo-scientifiche.
Viva o morta, una cosa è sicura: quella donna non può decidere di avere un figlio.
Ipotizzare che abbia un figlio, è ammettere che un corpo di donna possa essere usato per avere un figlio senza che la volontà di questa donna c’entri per nulla.
Come donna mi sento profondamente offesa da un presidente del consiglio che si permette impunemente di calpestare la sensibilità e la libertà delle donne.
E come donna chiedo al nostro partito di prendere una posizione dura, netta, senza compromessi sull’operato di questo governo.
Che non esita a calpestare né lo Stato né  suoi cittadini. Che finge di chiedere giustizia di fronte alla violenza contro le donne, ma poi non perde occasione di fomentare un clima di mancato rispetto verso le donne, di svuotare le scelte che riguardano il loro corpo di qualsiasi significato e valore.
Che non si giustifichi questa volta e come al solito con un “mi hanno frainteso”, o che almeno lo faccia ufficialmente, con delle scuse alle donne.
E che il PD queste scuse le chieda in maniera ufficiale, nel momento in cui chiederà, spero, chiarimento su un comportamento istituzionale inaccettabile in un paese democratico e dotato di una costituzione.
Vi chiedo, come PD di inviare una lettera ai nostri vertici per chiedere scuse ufficiali da parte del Presidente del Consiglio, da leggere in Parlamento e da pubblicare sui giornali e sui diversi blog del partito
Elena Pasquinelli, Parigi

MSF : petizione sul diritto all’assistenza sanitaria

“Il 3 febbraio prossimo il Senato voterà un emendamento volto a sopprimere il principio di “non segnalazione” alle autorità per il migrante irregolare che si rivolge ad una struttura sanitaria.”

In quanto italiani all’estero siamo particolarmente vigili riguardo a atti legislativi che limitano o ledono i diritti fondamentali di chi vive in un paese diverso da quello d’origine, e invitiamo a firmare l’appello di Medici senza Frontiere.

http://www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it

Se approvato, l’emendamento

“spingerà verso l’invisibilità una fetta di popolazione straniera che in tal modo sfuggirà ad ogni tutela sanitaria;
– incentiverà la nascita e la diffusione di percorsi sanitari ed organizzazioni sanitarie “parallele”, al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanità pubblica (gravidanze non tutelate, rischio di aborti clandestini, minori non assistiti, …);
– creerà condizioni di salute particolarmente gravi poiché gli stranieri non accederanno ai servizi se non in situazioni di urgenza indifferibile;
– avrà ripercussioni sulla salute collettiva con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili, a causa dei ritardi negli interventi e della probabile irreperibilità dei destinatari di interventi di prevenzione;
– produrrà un significativo aumento dei costi, in quanto comunque le prestazioni di pronto soccorso dovranno essere garantite e, in ragione dei mancati interventi precedenti di terapia e di profilassi, le condizioni di arrivo presso tali strutture saranno verosimilmente più gravi e necessiteranno di interventi più complessi e prolungati.”

Associazione Democratici Parigi