Manifestazione Sabato 13 marzo Parigi, Pont des Arts alle 14h

Quanto è accaduto in questi giorni in Italia circa la presentazione delle liste in Lazio e il conseguente DL Salvaliste dimostra ancora una volta la mancanza di rispetto delle regole da parte della maggioranza di centro destra e rinforza l’impressione che l’attacco alla democrazia e alla legalità si faccia sempre più inquietante.
Per manifestare contro questo attacco alla Costituzione e al rispetto delle leggi che garantiscono a tutti i cittadini italiani, in Italia e all’estero, il diritto di voto nella trasparenza delle informazioni e dell’accesso al voto, il PD Parigi organizza una mobilitazione per sabato 13 marzo a Parigi: una lettura pubblica della Costituzione Italiana, articolo per articolo, a testimonianza che anche dall’estero saremo in piazza per difendere la Costituzione e il principio che la legge è uguale per tutti.
Parigi Sabato 13 marzo 2010 dalle 14h alle 16h sul Pont des Arts, nel cuore del centro parigino.
Partecipano alla manifestazione anche altre associazioni italiane e il gruppo parigino del No B Day.
Se vuoi porta con te una copia della Costituzione Italiana e vieni a leggerla insieme a noi.

Stranieri di nome, Europei di fatto


Venerdi’ 5 marzo, la federazione parigina del Partito Socialista francese ha ospitato  il dibattito «Stranieri di nome, Europei di fatto», appuntamento della campagna sull’immigrazione promossa dai Giovani Democratici.
All’incontro, organizzato dalla sezione del PD Parigi, introdotto dal Segretario Beatrice Biagini, sono intervenuti Fausto Raciti, Segretario nazionale dei GD, Khalid Chaouki, Responsabile della campagna e la candidata nelle liste del PS nell’Ile-de-France Mme Magali Vergnet.
La discussione, moderata da Barbara Revelli è partita dalla proposta dei GD per riformare la condizione dei nuovi italiani e ha toccato i vari aspetti della questione, ponendo in parallelo la situazione in Francia e nel nostro paese.
Chaouki ha presentato la proposta dei GD, tra i punti ci sono apparsi interessanti la proposta per riformare il diritto di cittadinanza, la  legge quadro sul diritto d’asilo, la cancellazione del reato di clandestinità, i fondi per le scuole elementari ad alto tasso di presenza di bambini stranieri, una nuova legge sulla libertà religiosa. La campagna, che ha coinvolto diverse province italiane, è ospitata anche su un blog del sito de L’Unità http://nuoviitaliani.blog.unita.it/
Raciti ha tenuto a sottolineare come il problema non sia solo di carattere legislativo, per tradurre le leggi in realtà, é necessario lanciare una proposta culturale alternativa, smontando i pregiudizi e le paure presenti tra molti « vecchi » italiani. La paura verso il diverso, alimentata ad arte dai mezzi di informazione, genererà uno scontro frontale tra poveri, aumentando le difficoltà attuali. E’ necessario articolare la nostra proposta in termini diversi, la questione centrale é la distribuzione delle risorse, « ricchi e poveri », non italiani e stranieri. Cosi’ facendo, rifiutando le semplificazioni e la demagogia, la società italiana potrà giungere ad un punto nuvo di integrazione di tutti i suoi cittadini, italiani vecchi e nuovi.
All’iniziativa era presente anche un delegazione dei GD Piemonte, impegnata a sostenere i candidati e le liste del PS per le elezioni regionali francesi. I GD Piemonte hanno promosso una collaborazione con il Movimento dei Giovani Socialisti Francesi, MJS, di reciproco sostegno per le elezioni regionali nei rispettivi paesi, nello spirito della collaborazione europea, sancita dall’alleanza dei Socialisti e dei Democratici. La settimana precedente infatti,  i compagni di MJS erano stati ospiti a Torino per partecipare alla campagna elettorale del PD e di Mercedes Bresso.
L’incontro, molto partecipato, ha avuto diversi contributi dal pubblico, con alcune testimonianze  personali di emigrati e  di azioni politiche sul proprio territorio.  L’immigrazione é stata utilizzata dalla destra per alimentare la paura dei cittadini, richiamando istinti di diffidenza, agitando dati falsi attraverso le televisioni e i giornali. Il Partito Democratico, i Giovani Democratici, intendono partire da una corretta informazione per costruire una proposta di integrazione che rispetti le identità di ciascuno e pretenda il rispetto delle leggi, nello spirito della solidarietà tra i cittadini, come previsto dalla nostra Costituzione.
Il PD Parigi, attraverso gli interventi di alcuni suoi aderenti , ha dato disponibilità per sostenere la campagna dei Giovani Democratici, mettendo a disposizione anche le esperienze dei numerosi italiani emigrati all’estero.

Lettera aperta in risposta all’intervista di Giuseppe De Rita

Lettera aperta in risposta all’intervista di Giuseppe De Rita, presidente del CENSIS, rilasciata su La Stampa, il 3 marzo 2010.

Gentili studiosi del CENSIS,

nonostante il giudizio espresso dal giornalista Fabio Martini, abbiamo una certa difficolta’ a riconoscere al vostro presidente una qualsivoglia “autorita’ morale”, dopo l’intervista rilasciata a La Stampa.

Vi si legge che l’inizio dell’illegalita’ diffusa in Italia sarebbe da riscontrarsi in don Milani e nel suo invito alla disobbedienza civile.

Prendere la punta piu’ alta dell’impegno sociale e della cultura pacifista italiana (don Milani) e usarla come scusante per l’immoralita’ attuale e’ un’operazione tipicamente vetero-italica, il cui fine e’ rimescolare le carte in tavola e confondere gli onesti coi disonesti, per la pacifica immunita’ di tutti.

Non crede, il signor De Rita, che la differenza la faccia in maniera sostanziale il fatto che l’obiezione a cui incitava Milani fosse indissociabile da un fine (lottare contro le ingiustizie) e dall’assunzione delle proprie responsabilita’ (fino al carcere)?

Cosa ha in comune questa lotta nonviolenta con l’affarismo individualista e privo di scrupoli in cui ci troviamo oggi?

E potrebbe spiegarci come dovrebbero fare ora i giovani, se, come afferma, solo chi e’ formato da un’autorita’ morale puo’ essere in grado di diventare una classe dirigente etica?

Per fortuna alla nuova generazione resta un’Italia fatta di luminosi esempi come don Milani, per resistere al giogo dell’ideologia e potere ancora sperare che un giorno supereremo anche questa fase decadente, in cui siamo circondati dall’esternazione di idee stagnanti e prive di speranza, tipiche di anziani collusi e/o disillusi.

Associazione Democratici Parigi

Partito Democratico Parigi

I diritti degli immigrati: 1° e 5 marzo due giornate di mobilitazione

Il Pd parigino sarà il 1° marzo a fianco degli immigrati con le associazioni italiane.
Il ritrovo è all’Hotel de ville tra le 12h e le 14h di lunedi 1° marzo.
Per il 5 marzo il Partito Democratico di Parigi organizza in collaborazione con i Giovani Democratici una serata dedicata ai temi dell’immigrazione e della cittadinanza a pochi giorni di distanza dallo sciopero degli immigrati del 1° marzo. L’incontro si terrà venerdì 5 marzo 2010 alle ore 19 presso Federazione PS Paris , in 32, rue Alexandre Dumas (métro Rue de Boulets). L’iniziativa si inserisce nello scambio tra Giovani Democratici del Piemonte e il Mouvement des Jeunes Socialistes dell’Ile-de-France in occasione delle elezioni regionali che si tengono a un paio di settimane di distanza in Francia e in Italia. Durante la serata, introdotta da Beatrici Biagini, segretario PD Paris, interverranno Fausto Raciti, segretario nazionale GD e Khalid Chaouki, responsabile immigrazione GD. Sarà presentata la campagna “Stranieri di nome, Italiani di fatto” dei Giovani Democratici alla luce dello sciopero dei migranti che si terrà in Francia e in Italia il 1° marzo.

fonti di energia e/o risparmio energetico

A cura di Andrea Formica

Prendento spunto da una lettera pubblicata sul Corriere, il “bar” virtuale del PD Parigi e’ stato teatro di una discussione interessante sul tema “Energia” che cerco qui di sintetizzare.

Hanno partecipato  a questa discussione: PierPaolo Cazzola, Luca Saini,  Emanuele Dolce, Stefano Zacchiroli, Andrea Formica , Barbara Revelli, GiovanBattista Patalano, Orazio Comisi

Riporto in primo luogo la lettera del Corriere.

Gent.Le lettore, uno dei grandi problemi del nucleare è proprio che
non regge dal punto di vista occupazionale. E’ un investimento capital-
intensive e non work-intensive come le cd grandi opere. Quindi i pochi
posti di lavoro creati hanno costi di investimento per singolo posto
di lavoro troppo alti. Inoltre il nucleare è anche antieconomico. Un
decimo di dollaro investito in risparmio energetico produce 10 (dieci)
volte l’energia prodotta dal medesimo investimento in nucleare (fonte
a. Lovins RM Institute) Quindi un suggerimento per il governo ce
l’avrei: Invece di spendere miliardi in centrali pronte tra vent’anni
per occupare pochi tecnici (francesi perloppiu’ ) e molti manvovali
perchè non spendete i soldi delle mie tasse per avviare un serio
programma DIFFUSO bastao su teconolgie di risparmio energetico? Non si
creano solo posti di lavoro qualificati, si crea un’economia che puo’
avere un futuro (Germania docet). Per inciso, secondo il libro bianco
della UE. il riparmio energetico ha potenziali altissimi in Italia (si
parla del 40% dei consumi elettrici) e si fa da oggi, invece il primo
kwh del nucleare-paleolitico che ci vogliono rifilare lo vedremo tra
20 anni e le 4 centrali progettate copriranno il 15 % dei consumi. Ma
di che stiamo parlando? Cordialmente

La discussione si e’ focalizzata sul tema del risparmio energetico. Nella lettera questo viene considerato una fonte di energia, per quanto ovviamente non lo sia in senso stretto.

ll risparmio energetico è comunque quasi equiparabile ad una fonte di energia, poiché permette di non sfruttare risorse, rendendole disponibili per il futuro (si veda la fig. 2.1 qui: http://www.iea.org/textbase/nppdf/free/2007/millennium.pdf)

In aggiunta, il risparmio energetico è associato alla concezione e manifattura di prodotti di alta qualità, e dunque anche – probabilmente (non ho dati sottomano) – all’impiego di persone in attività motivanti (ricerca, sviluppo, costruzione di oggetti all’avanguardia della tecnologia, per esempio), ed alla produzione di benefici per la competitività del sistema produttivo dell’intero paese (per via dello stimolo ad essere in anticipo su altri dal punto di vista tecnologico).

A favore del risparmio energetico si potrebbe anche sottolineare come, mentre l’energia elettrica prodotta dalle rinnovabili “costa” di piu’, e pertanto puo’ avere un impatto negativo sul sistema produttivo, per il risparmio energetico questo non vale.

Tuttavia alcuni commenti hanno sottolineato come “sorgente di confusione” la presenza nella lettera di un discorso a favore del risparmio energetico e a scapito del nucleare, poiche’ le due cose non stanno esattamente sullo stesso piano. Il risparmio energetico e’ una cosa su cui in ogni modo si dovra’ investire, indipendentemente dalla sorgente dell’energia che si vuole per l’appunto risparmiare. Sono stati citati esempi di fabbisogno energetico che non saranno certo compensati da investimenti solo sul piano del risparmio (Inghilterra).

Cercando di capire le potenzialita’ del risparmio energetico alcuni esempi pratici estratti da esperienze dirette lavorative hanno mostrato come le potenzialita’ del risparmio siano considerevoli, ma si scontrino per ora con le questioni economiche che non sempre favoriscono il risparmio nel breve termine. Se manca una volonta’ politica e’ difficile talvolta giustificare una spesa maggiore in nome
del risparmio energetico.

Sul tema sono stati inviati altri  documenti nel corso della discussione: uno relativo alle possibili scelte energetiche per l’Italia, presentato come una lettera aperta al ministro Tremonti sul perché il
nucleare sia una scelta sbagliata, e firmato da varie persone di
provenienza universitaria.

I link :

che contengono diatribe varie sul futuro energetico e la green economy.

Infine uno studio (2007) dell’Institut Montaigne (per la versione integrale: http://www.institutmontaigne.org/quelle-politique-de-l-energie-pour-l-ue-2545.html)
e:

che espongono alcune idee sull’energia idroelettrica in Italia.

Chiusura Consolati: un commento sul caso Lille

ASSEMBLEA DEL COMITES DI LILLE SUL FUTURO DEL CONSOLATO
Sabato 6 febbraio si é svolto al consolato di Lille un incontro pubblico, organizzato dal Comites per le associazioni italiane delle regioni Nord e Picardie, al quale é intervenuto il Sen. Claudio Micheloni (PD-circoscrizione Europa). Argomento principale è stato ovviamente la riorganizzazione della rete consolare nel cui contesto é stata annunciata ad inizio luglio 2009 la prossima chiusura del consolato di Lille, una vicenda che é seguita da vicino anche dalle testate giornalistiche locali.
Il presidente del Comites di Lille, Bruno de Santis, ha fatto un breve resoconto ai numerosi rappresentanti associativi presenti delle iniziative seguite a questo annuncio che tocca da vicino circa 35000 nostri connazionali che fanno riferimento a questo consolato. Dopo prima manifestazione di fronte al consolato nel luglio 2009, una successiva raccolta di firme per una petizione contro la chiusura del consolato ha coinvolto anche numerosi consiglieri municipali e sindaci, di piccoli paesi come di citta’ quali Lille e Dunkerque, i quali hanno anche sollecitato le autorità francesi ad intervenire per evitare la fine di una presenza ufficiale dell’Italia in questa regione (la quarta della Francia per importanza economica e culturale) che dura da oltre un secolo.
Le risposte delle autorità italiane date finora al Comites ed agli altri rappresentanti ufficiali dell’emigrazione a Roma sono state insufficienti, se non contraddittorie, riguardo sia ai motivi della chiusura sia alle misure previste per limitare gli evidenti disagi. Come spiegato dal Sen. Micheloni, questa reazione istituzionale é simile a quella osservata per altri consolati oggetto di una riorganizzazione che è motivata non tanto da ragioni economiche, che sono contestabili cifre alla mano, quanto piuttosto dagli interessi politici e di carriera che girano attorno alla rete consolare. Al Senato anche i rappresentanti della maggioranza hanno riconosciuto recentemente il problema, approvando una mozione dell’opposizione per bloccare questo piano. La questione ritornerà in discussione al parlamento nelle prossime settimane, ma la data di luglio 2011 viene ancora indicata dal Ministero degli Esteri per la chiusura del consolato di Lille.
Il Sen. Micheloni ha confermato il sostegno del PD a questa mobilitazione, comune anche ad altre sedi consolari per spingere il governo italiano a fornire misure concrete alla necessità che, come i diversi interventi del pubblico hanno evidenziato, riguardano sia i servizi per la comunità italiana locala sia la promozione dell’economia e della cultura italiana all’estero. Chiudendo l’assemblea, il Sen. Micheloni ha confermato che l’opposizione parlamentare continuerà a combattere questa battaglia ma ha comunque invitato a mantenere la pressione sulle autorità italiane e francesi per mantenere a Lille un servizio consolare adeguato. Per questo, oltre alla petizione che ha già ricevuto 8000 firme, una nuova manifestazione é prevista per martedi 16 febbraio alle ore 10 davanti al consolato di Lille (2, rue d’Isly; metro  Cormontaigne).
Luca Falciola (PD-Lille)

Démocratie en danger: tema di tutti


Grazie al MeetUp di Parigi e all’associazione Newropeans, sabato 6 febbraio si é svolto nel dodicesimo arrondissement un incontro con Beppe Grillo e Marco Travaglio dal titolo « La Démocratie en danger ».

Un successo, sia per numero di presenti (almeno 500 persone), sia per il calore riservato all’accoglienza di Grillo e Travaglio.


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Per quanto riguarda i contenuti non é stato detto niente che non si sappia già seguendo i blog di Grillo e leggendo il Fatto o guardando Annozero.
Come al solito di Grillo ti godi la veemenza e ti fai un sacco di risate, con Travaglio apprezzi la lucidità dell’esposizione. Dopo entrambi gli interventi ti metti le mani nei capelli per lo stato terribile in cui versa la … democrazia?… nel nostro paese.


E ti chiedi se in un paese normale, effettivamente, ci sarebbe cosi’ bisogno di loro due. Uno  farebbe il comico, l’altro sarebbe un giornalista scupoloso tra i tanti.

Riguardo tutto il resto che non siano i contenuti…
I pregiudizi tipici verso Grillo sono due:
1. che con i toni accesi soffoca i contenuti
2. che si lamenta dei politici, ma poi agisce da capopopolo senza prendersi le responsabilità di esserlo.

1. Rispetto ai toni : certo ha giudizi molto tranchant, ma questo fa la forza del suo stile.
Purtroppo la preminenza della retorica ogni tanto gli fa perdere il bandolo della matassa, e questo, se lo ricollochi nella categoria giullare glielo perdoni, se é nella categoria uomo politico (anche “suo malgrado”) glielo perdoni meno.
Un esempio di sabato: “l’Europa si é fermata con Delors e bisogna tornare alle sue origini, perché ora son solo funzionari che riempiono cartelline e non sanno per cosa lavorano.” Immagine sicuramente avvincente e probabilmente vicina alla realtà per molti, ma, d’accordo, Prodi non ti sta simpatico, ma senza Euro e Allargamento certo non avresti l’Europa di ora (e le lire italiane varrebbero come la pizza di fango del Camerun). Nonché, se sei onesto e hai un po’ studiato, sai che l’origine dell’Europa sono scambi commerciali, mica diritti per tutti i cittadini. Poi c’erano e ci sono dei sognatori che costruiscono un altro tipo di Europa, pian piano.
Pero’ il messaggio aleggiante quale resta ? Che “l’Europa” (quale Europa? quando é esistita? nell’Arcadia?) sia affossata.
E l’idea che va tutto male, ma che per fortuna ci sono gli eroi come lui, i “buoni” contrapposti ai “cattivi”, che vegliano su noi poveri pecoroni.

Ecco, questo é un po’ il punto cruciale per cui Grillo non ci convince, anche se molti dei suoi temi e argomenti sono anche i nostri. E questa riflessione permette il passaggio al secondo punto (2), per cui il pregiudizio é mitigato dalla constatazione che i Meetup hanno mandato dei giovani in diversi consigli comunali. Si danno da fare e questo é molto buono.
Ma resta che se vuoi portare avanti un’azione politica, la citata questione della raccolta delle firme (per i referendum contro l’ordine dei giornalisti, i contributi statali alla stampa e sulla legge elettorale) non la lasci a metà, nel Partito Democratico non vai ad candidarti segretario a data scaduta…


Detto questo, abbiamo molte cose da imparare dal suo modo di mescolare teatro e politica e arringare le folle.

Tutto quello che tocca Grillo diventa un tema di Grillo. Ma la banda larga, l’energia, la giustizia…. sono temi di Beppe Grillo? Dov’é il copyright? E allora perché lui riesce ad accaparrarseli e noi no? Perché a Bersani non riesci a riconoscere la paternità di un’idea e Beppe Grillo sembra che abbia inventato tutto lui?

Questa si chiama tecnica retorica, e a lui riesce proprio bene.

Ma finisce li’. Hanno delle qualita’ indiscutibili, e Grillo e Travaglio, ma il meglio sarebbe che fossero organici ad un rassemblamento composto di tante altre cose, di persone coese che fanno squadra sul territorio, di candidati che siano incensurati, ma abbiano anche delle vere esperienze.
Ma nell’attesa di un paese normale sono come le caramelle Dufour: non bastano, ma aiutano.

E come le caramelle… vanno prese a piccole dosi all’interno di una dieta equilibrata.

MCP

Per una tassonomia del disprezzo delle donne in TV

Per chi ha visto il documentario, e per chi non lo ha visto consiglio di farlo per provare un sano senso di rabbia, vergogna, indignazione, Il corpo delle donne è anche un blog continuamente aggiornato di “chicche” sul rispetto che la società e lo stato italiano (che paga gli stipendi RAI, valida con svariate commissioni i suoi dirigenti e programmi) portano alle donne che non portano il burqa.

Ecco qualche esempio tratto dal monitoraggio svolto nel 2009 sulla TV italiana.

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Per una tassonomia del velo

Le Monde pubblicava alcuni mesi fa una sorta di tassonomia del velo islamico (per sapere di cosa si parla quando si condanna il burqa è utile). La ripropongo su questo blog, insieme a reportage di Repubblica su ‘Io dentro il burqa per le strade di Milano‘. E insieme ad un articolo apparso il 24 gennaio sul Sunday Times che descrive in dettagli l’atteggiamento British (“live and let live”) verso il burqa nel mentre che discute le ragioni del rappresentante dell’UKIP per schierarsi per la proibizione del burqa.

Per tenersi informati.

Elena Pasquinelli