Cassa integrazione per i precari? (di Andrea Garnero)

VERO O FALSO?

«Oggi non c’è nessuno che perdendo il lavoro non venga aiutato dallo Stato. C’è la cassa integrazione per i precari, così come per i lavoratori a progetto». Berlusconi a Porta a Porta (04/06/09):

FALSO

I precari e i lavoratori a progetto non hanno la cassa integrazione guadagni. Il decreto legge “anticrisi” n.185 convertito in legge con modifiche il 28 gennaio 2009 prevede un intervento una tantum a beneficio dei lavoratori parasubordinati che hanno percepito almeno 5000 euro e meno di 13819 euro all’anno nel 2008 da parte di un unico committente in almeno tre mensilità e che ora risultano senza commesse di lavoro e svolgono attività in settori o zone dichiarati in stato di crisi (poi soppresso nel decreto attuativo). Si tratta di un intervento di sostegno del reddito in via sperimentale e non di un’indennità di disoccupazione. Il valore del sussidio è del 20% del reddito percepito l’anno precedente per il 2009 e del 10% successivamente.

I lavoratori parasubordinati, infatti, sono considerati autonomi dal punto di vista previdenziale, e dunque senza diritto alle prestazioni di disoccupazione. I particolari requisiti necessari per accedere ai sussidi (per esempio, due anni almeno di iscrizione alla cassa) escludono la maggior parte dei lavoratori a tempo determinato, ma soprattutto quelli con un contratto di lavoro somministrato o interinale per non parlare degli apprendisti. Il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, nelle sue Considerazioni finali del 29 maggio ha dichiarato: “La crisi ha reso più evidenti manchevolezze di lunga data nel nostro sistema di protezione sociale. Esso rimane frammentato. Lavoratori altrimenti identici ricevono trattamenti diversi solo perché operano in un’impresa artigiana invece che in una più grande. Si stima che 1,6 milioni di lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento” (pag. 12, http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2009/cf_08/cf08/cf08_considerazioni_finali.pdf).

Inoltre, le imprese con meno di 15 dipendenti, tessuto fondamentale del nostro paese, possono fare ricorso solamente alla Cassa integrazione guadagni in deroga con lunghi tempi di attivazione e scarse risorse tanto che in alcune zone d’Italia le banche e le Fondazioni bancarie si sono attivate per anticipare il versamento.

In un primo momento si era parlato anche di interventi formativi per riqualificare i lavoratori che perdono il proprio posto, ma nella legge e nel decreto attuativo non se ne trova traccia.

Maggiori approfondimenti http://www.lavoce.info/articoli/-lavoro/pagina1000787.html e la proposta alternativa di Boeri e Garibaldi per risolvere queste disparità http://www.lavoce.info/articoli/-lavoro/pagina1000994.html

(Testo di Andrea Garnero)

Assemblea generale Associazione democratici Parigi

L’associazione Democratici Parigi è l’associazione 1091 di sostegno al circolo PD di Parigi, ma non solo. Simpatizzanti del PD, critici, appassionati sostenitori e appassionati detrattori del PD sono membri dell’associazione che lavora a fianco del circolo per creare contenuti e idee sulle quali approfondire dibattiti e proposte. Prima di chiudere l’anno in vista della pausa estiva l’associazione fa una Assemblea Generale alla quale siete tutti invitati. L’ AG si terrà il giovedì 11 giugno alle 19 al 33, rue Croulebarbe 75013 Paris (sede dell’associazione). 

Si tratta di approvare il bilancio, rinnovare le cariche e sentire un breve bilancio “morale” del presidente; in più faremo il punto sulle prossime attività in particolare quelle per allargare il numero di soci.

Assemblea Generale Associazione Democratici Parigi

Giovedi 11 giugno alle 19h00 al 33 rue Croulebarbe 75013

Appello per una Repubblica che rispetti le donne

Anche noi del PD Parigi aderiamo all’appello lanciato da donne, deputate, candidate del PD e non solo affinchè nella Repubblica italiana le donne siano rispettate.

Le utlime settimane hanno fatto toccare con mano il degrado cui stanno andando incontro la cultura ela  società italiane.  Dalla dichiarazione sulla possibilità di fare figli di Eluana Englaro alla caduta libera delle rivelazioni di questi giorni, il Presidente del Consiglio sta toccando il fondo.

Chi volesse aderire all’appello e aiutarci a diffonderlo puo’ contattare appelloperledonne@gmail.com.

Grazie.

Campagna elettorale – dov’è l’Europa? (Beatrice Biagini)

La campagna elettorale che stiamo vivendo oggi è molto diversa da quella del 2004. La tensione costruttiva che stava alla base di quella che era stata per molti la campagna per la Nuova Europa (si sarebbe compiuto in quel mandato l’allargamento ai paesi dell’Est) era carica di aspettative, di curiosità verso un insieme di istituzioni che si stavano modificando, di speranze progressiste nei confronti di un’unione che aveva l’ambizione di allargare le sue frontiere e di aprire le sue relazioni prendendosi la responsabilità di giocare un ruolo nel contesto internazionale. Fu una campagna che si univa davvero alla campagna per le amministrative. I candidati sindaci ne approfittavano per “lanciare” i loro programmi nella dimensione europea; i progetti europei, la possibilità di mettere in rete le regioni d’Europa, le opportunità del Fondo Sociale venivano presentati come un modo nuovo di gestire il governo locale, di amministrare in modo moderno e innovativo i territori riconosciuti e valorizzati dalla dimensione comunitaria. “Uniti nella diversità”, appunto. L’identità diventava un valore e smetteva di essere un’arma se messa in relazione con le altre mille identità europee.

Continua a leggere

Il PD Parigi sostiene la proposta di destinare i fondi dell’8 per mille (Stato) all’emergenza Abruzzo

(Redazione di Dario Taraborelli)

Il ministro Tremonti ha dichiarato che una causale supplementare per devolvere il 5×1000 alla ricostruzione dopo il terremoto non creerà nessuno squilibrio: una causale in più lascia intatta la libertà di scelta del contribuente. In realtà la proposta è doppiamente problematica perché uccide i finanziamenti al terzo settore e la ricerca che da quando è stato istituito il 5×1000 ne traggono un significativo beneficio economico e perché richiede la creazione di una causale dedicata. Usare l’8×1000 come fonte offrirebbe invece una serie di vantaggi:

– L’8×1000 ha già lo Stato Italiano tra i suoi possibili destinatari e prevede espressamente le calamità naturali tra gli ambiti definiti dalla legge per la quota di competenza dello Stato.

– Per la ridestinazione del 5×1000 andrebbero ristampati tutti i modelli della dichiarazione IRPEF (aperta dal 1 aprile), mentre non ce ne sarebbe bisogno per l’8 per mille.

– A differenza del 5 per mille, dove il numero delle scelte espresse nel 2007 è stato del 61%, nel caso dell’8 per mille meno della metà dei contribuenti esprime attualmente una scelta. Un’opzione d’uso dell’8 per mille per la ricostruzione in Abruzzo nuocerebbe quindi meno alla “libertà” di chi una scelta l’ha espressa che nel caso del 5×1000, come vorrebbe Tremonti. Renderebbe inoltre più efficace il principio dell’8×1000 le cui scelte espresse faticano a decollare.

Senza il bisogno di una causale dedicata, e con una campagna di promozione autonoma dell’iniziativa (che potrebbe essere sostenuta da partiti e organizzazioni, dal momento che risaputamente lo Stato è l’unico dei 7 destinatari dell’8 per mille a non farsi mai pubblicità), si potrebbe risolvere il problema di come ottenere fondi per la ricostruzione a partire dal gettito fiscale.

I tempi sono stretti, ma la cosa potrebbe funzionare. C’è anche un gruppo su Facebook per la destinazione dell’8 per mille (Stato) all’emergenza Abruzzo che ha ripreso l’iniziativa

Tre senatori radicali hanno depositato un’interrogazione al capo del governo il 9 aprile con un’idea analoga: http://www.radicali.it/view.php?id=140380

Proponiamo al PD nazionale di associarsi all’interrogazione.

Treno PD a Parigi

Il Dipartimento formazione del PD organizza un treno per l’Europa.

“Un treno per l’Europa è una scuola di formazione in viaggio alla scoperta di culture unite da secoli nel segno della civiltà e della democrazia.
400 giovani, iscritti e non al PD, partiranno il 22 aprile da Torino alla volta di Parigi, Berlino, Praga e Venezia.”

A Parigi il treno arriva il 23 aprile e i partecipanti insieme agli italiani e ai francesi presenti a Parigi potranno seguire le iniziative organizzate dal PD Parigi insieme alla Federazione PS di Parigi e il Dipartimento Formazione del PD nazionale.

Continua a leggere

L’illuminazione di una laica visionaria (Cecilia Resio)

Non dico che non ci avessi mai pensato, ma ci avevo pensato e basta, non era avvenuto il miracolo.
Poi mi è apparso.

E l’ho ascoltato e mi è piaciuto farlo, risentire le sue parole, la sua voce pacata e il modo chiaro e garbato
di esporre le proprie idee, manifestare i suoi dubbi, condividere le comuni inquietudini.
Romano Prodi mi ha convinta, così come talvolta non lo ha saputo fare,
così come a volte mi ha fatto ritornare sui miei passi, sulle mie incertezze.
Ho pensato che invece di gettarla, la spugna, la userò per cancellare vecchi errori,
disegni che erano abbozzi, brutti voti.

Presente, da oggi voglio essere presente.
E magari anche contagiosa col mio ottimismo, la mia energia.

Perché voglio dare un contributo, anche piccolo, ad aiutare lo Stivale a dare un calcio allo scoraggiamento,
alla rinuncia a lottare. Voglio essere positiva e smetterla di bere da un bicchiere mezzo vuoto.
Ringrazio Beatrice Biagini per aver colto la mia urgenza ad aderire al Partito,
per avermi offerto un caffé e per avermi offerto l’occasione di scrivere queste poche righe.
Ben trovati, tutti quanti.
Se volete rivedervi la puntata di Che tempo che fa con l’intervista di Prodi cliccate qui
http://www.youtube.com/watch?v=1tr8QOO8k68

Cecilia Resio

La riunione dei circoli e l'”agenda di Ispra”: che la direzione ci ascolti

Assemblea Circoli

In calce a questo post trovate un post di Paolo Marsili del circolo di Ispra del PD, che riguarda la riunione dei circoli a Roma il 21 di marzo 2009. Lo riprendiamo con piacere perché dice cose cui vorremmo che la Direzione ponesse la massima attenzione.

Mi sembra cosi’ importante che tanto per inventarsi uno slogan parlerei dell'”agenda di Ispra”.

Non so nel vostro lavoro, ma nel mio le riunioni importanti si organizzano con mesi, anni di anticipo. Si chiariscono i processi decisionali. Si stabilisce un ordine del giorno. Del meeting del 21 – da non sottovalutare, è l’unico spiraglio che sembra venir dato ai Circoli – invece si sa soltanto che il nostro circolo avrà sette minuti di tempo di parola. Non abbiamo nessuna idea del ruolo di questa comunicazione; quali effetti ci si aspetta che abbia? Le nostre proposte verranno registrate da qualcuno?

Ditemi quello che vi pare, tutto questo è dilettantesco, a dir bene, e in malafede a pensar male.

E farei anche notare che è vero che noi siamo diversi in quanto Berlusconi ci mette i soldi, come dice il circolo di Ispra; ma non va affatto sottovalutato il fatto che ha messo nel partito suo dei manager.  Ovvero gente che sa che cos’è la riunione del lunedi’ mattina. Ci piace, non ci piace, ma questa è la concorrenza: gente che sa come funziona il lavoro organizzato. Il nostro partito non è, ci mancherebbe, né lo vogliamo, un partito azienda, ma a nessuno di noi va di perder tempo e vedere intelligenza e azione vanificate per la disorganizzazione.

L’agenda di Ispra è questo: il partito non dev’essere gestito in modo dilettantesco. Il 21 sarà importantissimo muoversi a lato della kermesse assembleare per ottenere il massimo di scambi orizzontali con gli altri circoli.

Roberto Casati

Caro segretario Franceschini,

ho reperito quasi per caso la notizia che sabato prossimo si terrà  l’assemblea nazionale dei circoli PD.

Bene è una bella e importante iniziativa che ho scoperto sul sito nazionale del PD, ma per la quale non è venuta al nostro Circolo Aziendale PD-ISPRA alcuna segnalazione dalle strutture (o presunte tali) di Partito.

Ma allora mi domando ancora una volta: dove sta il Partito?

Ma i responsabili dell’organizzazione del Partito che cosa organizzano se per un evento importante come l’Assemblea Nazionale dei circoli PD non riescono a dare il giusto e necessario risalto?

Ma come si pensa di andare alle elezioni per il parlamento europeo se si continua a mortificare la base che sta tra la gente? Ma abbiamo proprio uno spirito suicida?

Il recente cambio al vertice del PD, al di là dei buoni/ottimi spunti che hanno finalmente messo in difficoltà il governo Berlusconi, che ripercussioni sta avendo sul piano interno del Partito?

Dove sono andati a finire i buoni propositi per un rinnovato rapporto con la base?

Dobbiamo forse risolvere ancora la questione del partito leggero e dell’esistenza o meno dei circoli territoriali e di quelli aziendali?

Sul sito ho cercato l’agenda dei lavori. Ciò che ho trovato è che si comincia alle ore 10:00 e si finisce alle ore 17:00. Di cosa si parlerà non si sa!

Agire in questo modo significa rendere impossibile la partecipazione della base.  Significa letteralmente respingere e annullare quel movimento costituito dai milioni di cittadini che sono andati alle primarie e, per ultimo, alla manifestazione del 25 ottobre 2008. Significa sprecare tanta energia, quella della parte migliore della nostra società. Significa volere e fare un partito sul modello del PDL senza sapere che quel modello funzionerà per il PDL solo fino a quando ci sarà un padrone e signore che con i suoi soldi e i suoi mezzi mediatici potrà disporre  di un potere mai visto in una democrazia occidentale.

Noi del PD non abbiamo e non vogliamo avere un padrone.

Noi ci siamo ripromessi di cambiare in meglio questa società.

Noi vogliamo un partito che sia della gente e tra la gente. Un partito popolare che trae la sua proposta politica dalla realtà vissuta e dai problemi dei cittadini collegando le soluzioni ai principi della equità sociale, del rispetto della persona, della solidarietà, dell’inclusione sociale, dello sviluppo, della tutela ambientale ….  in una ottica rigorosamente riformista.

Ma un partito di questo genere non può prescindere da un rapporto strettissimo  con la base, con la sua base.

E allora qui ritorno all’organizzazione che non c’è e che a questo punto assume una valenza politica che ha una drammatica ricaduta sulla “natura” del PD. Su quello che si vuole sia il PD.

Ebbene carissimi dobbiamo darci una mossa e uscire dalle secche di questo grande malinteso.

E’ ora che il partito a tutti i livelli, ma in particolare in quelli più alti, su questo punto prenda una posizione definitiva e poi, soprattutto, agisca di conseguenza.

Io sono disposto a combattere questa battaglia in ogni contesto nel quale posso accedere.

Voglio che il mio Partito si organizzi seriamente perché l’organizzazione non è solo il tramite ineludibile che permettere l’indispensabile osmosi di idee, progetti e di energie tra la base e il vertice, ma è l’elemento fondamentale attraverso il quale la discussione politica interna si sviluppa in modo ordinato e fattivo. E’  in ultima analisi una condizione necessaria per la formazione, definizione e confronto democratico delle proposte politiche .

Per questo, ripeto, lotterò per quanto saprò e potrò  e invito tutti democratici a lottare a non rinunciare al sogno che tutti abbiamo associato alla nascita del PD.

Caro segretario ti prego volgi lo sguardo all’organizzazione e fai qualcosa di più e al più presto perché così, temo, non si va da nessuna parte.

Ti auguro di cuore un grande in bocca al lupo!

Paolo Marsili

Coord. Circolo PD-ISPRA

Sette punti contro la crisi

Il PD ha presentato un piano in sette punti contro la crisi.

A mio avviso importante è il primo punto che chiede una riforma degli ammortizzatori sociali di cui si sente la necessità da tempo ma è diventata fondamentale in periodo di crisi (per motivi sociali e per rilanciare la domanda). Praticamente solo in Italia manca un sistema coerente di minimi sociali (Luciano Canova ne parla sul sito di Nel Merito).
In secondo luogo, degna di nota è la richiesta di tassazione differenziata per le donne che segue una proposta di Andrea Ichino e Alberto Alesina per aumentare l’occupazione femminile, ancora molto bassa soprattutto in certe zone d’Italia.

Buonissima l’idea di dare priorità alle opere immediatamente cantierabili dei Comuni, perché per rispondere alla crisi non si può e non si deve aspettare anni e anni di progetti, VIA etc etc. Ovviamente è necessario un controllo per evitare abusi, corruzioni e appalti truccati, ça va sans dire…
Infine da federalista europeo mi rallegro della novità di bonds europei per finanziare grandi progetti a livello comunitario: non serviranno per superare la crisi attuale, ma per lo meno potrebbero aiutare la costruzione di un’ Europa unita non solo a livello  monetario.
Andrea Garnero, Parigi