Rosarno e dati sull’immigrazione (Andrea Garnero)

Vi segnalo questo lavoro dei “Quattro gatti” sull’immigrazione, quanto mai di attualità dopo Rosarno.
http://www.quattrogatti.info/index.php?option=com_content&view=article&id=108&Itemid=82#Comments

Dati, statistiche e studi sull’impatto dell’immigrazione sul mercato del lavoro, stato sociale e criminalità. Per contrastare luoghi comuni e idee diffuse, scientificamente.

Per un commento: Immigrazione, istruzioni per l’uso, di Andrea Garnero, pubblicato su Lo Spazio della Politica.

Vi segnalo un altro bel lavoro sui luoghi comuni a proposito dell’immigrazione fatto dalla ditta Civati&Co. http://www.civati.it/mandiamoliacasa.pdf

In presa diretta da Copenhagen (Pierpaolo Cazzola)

Qualche riga su energia e Copenhagen, visto che il tema è di grande attualità (e visto che sono a Copenhagen…).
Se volete seguire l’evoluzione dei negoziati, consiglio http://en.cop15.dk/.
Per capire la bozza di trattato stilata dai danesi (e rifiutata – purtroppo – dal G77), potete far riferimento a questo articolo del Guardian: http://www.guardian.co.uk/environment/2009/dec/08/copenhagen-climate-summit-disarray-danish-text. Vi consiglio caldamente anche la lettura del testo originale, disponibile qui: http://88.80.16.63/leak/23831690-091127copenhagen.pdf. Si parla di riduzioni delle emissioni dell’80% per i paesi sviluppati, comprese Italia e Francia. Non è poco (anzi: è moltissimo), come potrete intuire.
Un tale obiettivo avrebbe delle ricadute notevolissime sul piano della struttura economica dei paesi occidentali, specie se non esiste una strategia per affrontare il problema e se il tema è rimasto nel dimenticatoio per decenni (come nel caso dell’Italia), mentre il resto del mondo sviluppato si svegliava prima (come, per esempio, nel caso della Danimarca).
La ragione dell’80% è dovuta alla necessità di dimezzare le emissioni di gas serra da qui al 2050 su scala globale per far sì che la concentrazione di CO2 resti sotto le 450 ppm (parti per milione), come indicato dall’ultimo rapporto dell’IPCC (gli scienziati, per intenderci). Le 450 ppm corrispondono ad un aumento medio della temperatura globale di circa due gradi (il target annunciato già nel Protocollo di Kyoto).
[Per aggiungere sale alla questione, vi faccio anche notare che la possibilità di arrivare a limitare la concentrazione di CO2 sotto le 450 ppm è stata messa in discussione in un interessante articolo di Carlo Carraro ed Emanuele Massetti apparso di recente su LaVoce.info.]
La ragione dell’aumento di due gradi è da associarsi alle colossali conseguenze stimate in caso di un aumento maggiore. Per darvi un’idea, lo scioglimento dei ghiacciai di catene montuose come le Alpi o l’Himalaya – compatibile com aumenti medi di temperatura maggiori – rischia di risultare, secondo l’IPCC, in profondi cambiamenti dell’assetto idrogeologico (e potenzialmente di fronte a mancanza d’acqua) di intere regioni del mondo, comprese Europa ed Asia (la portata della conseguenze deve considerare il ruolo dei grandi fiumi asiatici – come l’Indo, il Gange, il Fiume Giallo, il Fiume Rosso, ed il Mekong, ad esempio – per l’approvvigionamento d’acqua nel continente, alla luce del ruolo dell’acqua nell’agricoltura, e va pesato sulla base dell’immensa popolazione che vive sulle loro rive). Maggiori informazione, assai più precise e dettagliate di quello di cui ho sentito parlare io, sono contenute nel rapporto dell’IPCC linkato qualche giorno fa in risposta a Roberto Casati.
L’altra faccia della medaglia, assai poco citata nei circoli ufficiali – è l’incertezza legata alla portata di una riduzione delle emissioni del 50% su scala globale. La realtà è che le trasformazioni in gioco a livello economico (si pensi alla necessità di stoccare immense quantità di CO2 – prodotte da centrali elettriche a carbone, per esempio – sotto terra, o alla necessità di aumentare notevolmente il contriuto delle rinnovabili alla generazione elettrica, o anche al nucleare, oppure alla transizione verso un sistema dei trasporti basato di veicoli più leggeri ed elettrici) potrebbero avere effetti assai profondi nel contesto industriale. Non ho mai letto nulla in merito alla questione dal punto di vista sociale, ma sono convinto che la trasformazione in gioco rischi di dover essere così rapida e radicale da portare a grandi conflitti laddove non ci si è preparati per tempo ad una transizione (ovvero in molte delle economie occidentali, compresa ovviamente l’Italia.).
Non solo: l’impatto di una decisione di questo genere (se decisione di questo genere ci dovesse essere, alla fine del negoziato), ancorché sensato per evitare il peggio, può avere effetti non trascurabili sulla ripresa e sullo sviluppo economico in generale, specie se si considera la quantità di investimenti richiesta per un simile cambiamento ed il rischio di un aumento del prezzo dell’energia sullo sviluppo economico (aumento sicuro se l’economia tornerà a crescere – ed aumento che, come è successo per esempio negli anni settanta o – forse e probabilmente solo in parte – dopo il picco del petrolio del 2008, rischia di rallentarla di nuovo).
Un ultimo fattore importante è la disponibilità di materie prime e fonti energetiche convenzionali (come il petrolio). Laddove non si facesse nulla, il rischio è quello di andare comunque incontro ad un aumento dei prezzi del petrolio (e – più in generale – dell’energia) legato alla concentrazione del petrolio rimasto nelle mani dell’OPEC e dal rafforzamento della sua posizione di quasi monopolio, se non ad una limitazione delle opportunità di approvvigionamento legate alla quantità finita di risorse ed all’aumento di tempi ed investimenti necessari a rimpiazzare i giacimenti che si stanno esaurendo.
Meglio forse darsi da fare per avviarsi su un cammino virtuoso anziché continuare a far finta di nulla?
A voi il responso…
Pierpaolo

Copenhagen istruzioni veloci per l’uso

Per orientarsi sulla conferenza, cominciare da http://www.ipcc.ch/. Per iniziare consiglio il “synthesis report”. Altre letture interessanti sono quelle del protocollo di Kyoto (http://unfccc.int/resource/docs/convkp/kpeng.pdf) e della convenzione che ha dato vita all’UNFCCC (http://unfccc.int/resource/docs/convkp/conveng.pdf).
Per capire meglio quello che succederà (o non succederà) a Copenhagen, potete farvi un’ idea introduttiva qui: http://unfccc.int/essential_background/items/2877.php.
(A cura di Pierpaolo Cazzola)

IL PD PARIGI AL NO B DAY di PARIGI

Questo l’intervento del PD Parigi alla manifestazione del 5 dicembre a Parigi.

“Intanto grazie di averci invitato. Siamo qui come PD Parigi oggi perché qui a Parigi gli organizzatori ci hanno invitato. Ci siamo venuti incontro in un modo che ci dispiace non possa essere stato possibile a Roma. In Italia i partiti sono stati invitati a NON partecipare.  Probabilmente anche se in Italia il PD fosse stato effettivamente invitato, non sarebbe andato! Ci piacerebbe dunque interpretare questo come un laboratorio di collaborazione.
Noi crediamo nella politica in Parlamento, siamo militanti di un partito. Certo la piazza è importante ma i veri cambiamenti si fanno con gli organi democratici della politica (non c’è una procedura per cui la piazza possa sfiduciare un premier: sono i parlamentari a chiedere un voto di sfiducia). Ma essere qui oggi pensiamo che sia importante dato che l’Italia vive un momento critico. L’Italia di Berlusconi è in mano a un gruppo di persone che ha come solo pensiero quello di fare i propri interessi. Il nostro presidente va in giro per il mondo a fare accordi privati, economici con capi di altri paesi, spesso dittatori, interpreti non di valori democratici ma di interessi privati, a scapito dei diritti delle persone. Berlusconi ha reso l’Italia più povera, culturalmente ed economicamente, abbiamo perso credibilità sul piano internazionale. Berlusconi ci ha dato un’Italia meno solidale, meno attenta. Un’Italia in cui noi non ci riconosciamo.

Per questo ci sono persone come noi che hanno scelto di militare nel PD. E se un partito che rappresenta la parte più importante dell’opposizione non ci piace, possiamo cercare di cambiarlo, dall’interno! Con le regole democratiche che ci siamo dati.
In quanto PD Parigi siamo riusciti a far risalire le nostre proposte attraverso normali canali di comunicazione e collaborazione con i nostri deputati, perché si deve anche smentire questo teorema per cui per fare politica si ha bisogno di amicizie particolari o strani contatti clientelari.

Noi del PD Parigi siamo un centinaio di persone che lavorano, si scambiano idee e elaborano proposte per cambiare il PD, perché il PD cambi l’Italia, perché il PD possa tornare al governo e fare una politica migliore di quella che sta facendo il centro  destra. Speriamo oggi di incontrare nuovi compagni di viaggio: siamo aperti a tutte le proposte creative per fare opposizione e per presentare le nostre idee. Raccogliamo volentieri suggerimenti e contatti.

Grazie agli organizzatori, di averci invitato e di aver fatto il lavoro eccezionale per rendere possibile questa manifestazione.”

Beatrice Biagini

NO B DAY A PARIGI

Il circolo del PD Parigi parteciperà alla manifestazione del 5 dicembre a Parigi.

La manifestazione si terrà a Parigi sul piazzale di Diritti dell’uomo al Trocadero
dalle 14 alle 17
Siete pregati di diffondere.

NO B DAY PARIS

Date :
samedi 5 décembre 2009
Heure :
14:00 – 17:00
Lieu :
Trocadéro – Parvis des droits de l’homme

Description

Le 5 décembre à Rome aura lieu une énorme manifestation pour demander la démission de Silvio Berlusconi: l’initiative est née sur le net, elle n’est liée à aucun parti politique, ce sont les singles citoyens sur des blogs qui ont lancé cette idée.

Tous les Italiens dans le monde entier sont en train d’organiser des manifestation parallèles à celle de Rome.
La manifestation n’est pas que pour les Italiens : les personnes de toutes les nationalités sont les bienvenues.

Site officiel: http://www.noberlusconiday.org/
Facebook:
http://www.facebook.com/#/no.berlusconi.day?ref=ts (282,820 fans le 17/11/09, à 17.47)

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Une manifestation nationale pour demander la démission de Silvio Berlusconi

Une mobilisation pacifique et indépendante des partis.

Un premier pas vers une classe politique plus digne.
Les citoyens, au dela des appartenances politiques, en dehors des partis, descendent dans la rue pour demander la démission de Silvio Berlusconi.

Parce que celui qui :
– nie l’égalité des citoyens face à la loi,
– outrage l’éthique publique et la dignité de l’Italie,
– fait passer ses intérêts personnels avant le bien commun,
– bafoue la liberté de la presse,
– attaque la constitution,

ne peut pas être Président du Conseil.

La politique doit se faire avec les mains propres. (Sandro Pertini)

Offerta di stage sulle politiche della ricerca

L’Associazione Democratici Parigi propone uno stage di ricerca sui progetti di riforma del sistema universitario italiano. Lo stage è finalizzato alla produzione di un questionario online, alla raccolta e valutazione dei dati. Il/la candidato/a dovrebbe avere una conoscenza di base dei metodi delle scienze sociali, dimestichezza con o desiderio di apprendere il funzionamento di un semplice strumento di gestione di questionari online, e interesse per la politica della ricerca.

Lo stage sarà diretto da Roberto Casati con la collaborazione di Riccardo Spezia e di Stefano Zacchiroli. La piattaforma informatica viene messa a disposizione.

Lo stage non è remunerato. Può venir svolto anche a distanza. Si prevede un impegno non continuativo sull’arco di un semestre. Il contributo del/la candidato/a verrà riconosciuto in eventuali pubblicazioni, anche elettroniche, che dovessero risultare dallo stage.

L’Associazione Democratici Parigi è un’associazione di diritto francese (Legge 1901) costituita a sostegno del Circolo parigino del Partito Democratico. Per la partecipazione allo stage proposto non è richiesto nessun tipo di adesione agli scopi e finalità dell’Associazione o del Partito Democratico. Tuttavia i risultati dello stage resteranno di proprietà dell’Associazione Democratici Parigi e potranno essere utilizzati ai fini di articolare una proposta politica in linea con le finalità dell’Associazione.

Per contatti: partitodemocraticoparigi AT gmail PUNTO com

Per favore indicare “Stage ricerca” nell’oggetto della mail.

Diritto a non soffrire

http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_16/anestesisti_ferie_6b9533a0-d27d-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml

Segnalo un articolo di cronaca, di quelli che possono tranquillamente passare inosservati. Non si parla di grandi riforme né di Berlusconi, solo di un diritto fondamentale: quello a non soffrire.
Un diritto che si cerca di garantire a tutti ma che in certi domini stenta a prendere campo.
In un ospedale di Milano, vi faccio un breve riassunto, nel periodo natalizio, causa ferie il servizio di epidurale gratuita non potrà essere garantito: gli anestesisti sono in vacanza, quelli che restano sono accaparrati dalle urgenze.

Alle donne che devono partorire non resta che farlo nel dolore. Uso una frase che fa parte di una cultura (magari di matrice cattolica, ma ben più diffusa) e vi invito a fare un piccolo esperimento mentale se per caso quella del partorire senza epidurale (in un mondo in cui la tecnologie lo rende possibile) vi sembrasse una eventualità trascurabile.

Immaginatevi di andare in ospedale e di dover togliere un neo, ricucire un taglietto un po’ più lungo del normale, ma anche qualcosina di più; se siete passati vicino ad un ospedale e avete sentito le urla delle partorienti senza epidurale potete fare un piccolo parallelo con una operazione chirurgica senza anestesia. E immaginate che tocchi a voi, un giorno qualunque della vostra vita, perché all’ospedale hanno finito l’analgesico, o l’anestesista è alle Maldive, con buona pace e autorizzazione della sua struttura ospedaliera.

Quanti di voi non rimarrebbero a bocca aperta?
Ora, l’epidurale non è cosa nuova, ma in Italia non crediate che tutte se la possano permettere. Io ho due amiche che hanno partorito nel dolore perché non potevano fare altrimenti. Una delle due ha anche ottenuto la seguente rassicurazione : “Ma signora, ma non lo sa che se non soffre durante il parto non produce gli ormoni necessari ad amare il suo bambino quando nasce?” La buona parola veniva da un’infermiera. Non so se c’è un peggio alle idee barbare travestite da pseudo-scienza.

Una barbarie che si consuma sul corpo delle donne: il corpo espropriato per eccellenza, quello su cui sono altri a decidere se deve soffrire, se puo’/deve avere figli, che prezzo vale, quanto si deve umiliare in televisione o alle feste di un berlusconi (e non c’è solo lui) per ottenere un posticino, una vetrincina, magari sotto un tavolino di plexiglas (per chi non l’ha visto: “Il corpo delle donne” è un documentario che bisogna guardare). In altre società – per chiarire che il male è più ampio del nostro paesello in forma di stivale – quanto devono essere lunghi i suoi piedi, il collo, quando deve e puo’ essere sverginata e infibulata.

Insomma, quella per l’epidurale mi pare una battaglia che vale la pena, non solo per le donne coinvolte, ma per cambiare un modo di vedere il mondo e le donne, e un modo che le donne hanno di viversi, come ricettacoli di dolore inevitabile, marcate a vita da una colpa primordiale ben più grave di quella che per alcuni pesa sull’uomo; una colpa tale che merita solo di stenderci un velo sopra.

Elena Pasquinelli

L’assemblea dei delegati del PD all’estero ha eletto il suo presidente

Durante la giornata di sabato è stato votato all’unanimità di affidare la presidenza dell’assemblea dei delegati all’estero a Beatrice Biagini, eletta all’assemblea nazionale per la lista Marino nel collegio Europa 1.

Rosy Bindi e Ivan Scalfarotto, Presidente e Vice presidente dell’assemblea nazionale, hanno presieduto e accompagnato i delegati in questo momento importante della vita del PD all’estero. Per la prima volta dalle primarie del 2007 il Partito all’estero ha una presidenza dell’assemblea dei delegati all’estero.

Beatrice Biagini: “Accetto questo impegno sapendo che sarà un lavoro complesso, ma al tempo stesso un’opportunità che è data a me e a tutto il PD nel mondo per  cominciare a dare al partito lo stimolo e il contributo di chi vede l’Italia in difficoltà e vuole fare qualcosa attraverso la politica anche stando lontano.

Dalle politiche per l’infanzia, alla ricerca, ai diritti, alle priorità del lavoro e dell’innovazione, su tante delle cose su cui il nuovo segretario ha lanciato la nuova agenda del PD, gli italiani all’estero possono fornire un esempio, un’esperienza, un dato che contribuisca a capire cosa e come si fa all’estero.

E’ tempo che i 6.000 circoli italiani entrino in contatto con i 150 circoli all’estero, e questo puo’ accadere solo se le due strutture si parlano, cosa per la quale Rosy Bindi ha dato la sua disponibilità e per la quale Ivan Scalfarotto investirà la sua esperienza insieme a noi.”

L’assemblea dei delegati, composta di 44 eletti nelle quattro ripartizioni continentali (Europa, America del Nord, America Latina, Asia Australia e Africa) ha inoltre votato all’unanimità la composizione di una commissione che avrà il compito di riformare lo statuto della circoscrizione estero adeguandolo allo statuto nazionale in modo che si possa velocemente procedere alla definizione delle strutture territoriali del partito e dare regole di trasparenza e apertura affinché il PD nel mondo possa crescere e costruire quell’altrenativa di cui l’Italia ha bisogno.

“Sono onorata della fiducia degli eletti all’estero e mettero’ in questo incarico tutte le mie competenze e la mia passione, certa che il nuovo segretario Bersani saprà mettere al servizio  di tutto il partito l’esperienza dei tanti italiani all’estero che sono impegnati nel partito democratico”.

Prossima riunione PD PARIGI

La prossima riunione del circolo del PD Parigi per lunedi 9 novembre alle ore 20h si terrà

nella sede delle ACLI in rue Claude Tiller al n° 28

l’odg della riunione:
  • Valutazione primarie a Parigi e in Europa
  • assemblea nazionale del 7 novembre: comunicazione dei delegati
  • nuova segreteria e nuovi progetti di lavoro nel PD estero
  • iniziative del PD Parigi
  • varie ed eventuali
Nel corso di queste settimane sono arrivate alcune proposte per presentazioni di libri e iniziative particolari che pregherei i promotori di presentare in sede di riunione per poter organizzare il nostro calendario e condividere l’organizzazione delle manifestazioni nel corso dei prossimi mesi.
Grazie e in attesa di vederci lunedi vi auguriamo buona domenica
Beatrice Biagini
Riccardo Spezia