Il giorno migliore per iscriversi al PD è oggi

Il nostro comunicato contro la proposta di Franco Marini Presidente della Repubblica, scritto solo tre giorni fa, ci è valso un ampio sostegno dei circoli del PD in Europa, un lancio dell’ANSA, e soprattutto molte risposte di vicinanza da parte di tanti di voi.

Le vostre parole, la vostra presenza alla riunione di lunedì scorso, ci incoraggiano a non mollare neanche oggi, dopo la disastrosa votazione di venerdì—che ci ha fatto vergognare per la vigliaccheria di più di 100 dei nostri deputati—e dopo il risultato di ieri, che ratifica la repellenza al cambiamento e al coraggio della nostra classe dirigente.

Vogliamo condannare le larghe intese e la mancanza di strategia e vigore con cui sono state condotte le fasi pre e post elettorali, ma soprattutto vogliamo cominciare già da oggi a lavorare perché il Partito Democratico possa finalmente nascere dalle macerie di questa situazione, che giudichiamo l’ultimo atto di una gestione rovinosa della dirigenza e dei funzionari del Partito.

Ora la segreteria nazionale è azzerata, il congresso sarà presto convocato: il giorno migliore per iscriversi al PD è oggi.

Il PD è la casa di chi rispetta le istituzioni, la democrazia, la legalità, i diritti delle persone e dei lavoratori, di chi si allena a pensare ad un mondo che non finisce ai confini del proprio paese e che è capace di una visione sociale, economica, ecologica, politica al passo con il terzo millennio.

Il PD comincia dai circoli sul territorio, da noi e da voi che non abbiamo correnti e appartenenze se non quella all’onestà e alla volontà di vedere presto un’Italia migliore.

Il giorno migliore per iscriversi al PD è oggi.

Scriveteci a partitodemocraticoparigi@gmail.com e seguiteci su www.partitodemocraticoparigi.org

Facciamo capire al PD nazionale cosa vuole la base. Facciamoglielo capire con i metodi e il linguaggio di un partito vero, che si confronta con lealtà nelle sedi opportune e che, con coraggio, arriva a posizioni che puo’ difendere a testa alta, sostenuto pienamente dai suoi elettori.

Vi auguriamo un buon 25 aprile e buon 1° maggio, le nostre feste.

La Segreteria del PD di Parigi

Caro Segretario, Marini è un errore

La segreteria del Partito Democratico Francia riafferma la sua stima verso Franco Marini, ex Presidente del Senato, membro fondatore del Partito Democratico, personalità sempre in prima linea per i diritti dei lavoratori.

Nonostante questo, esprimiamo profondo rammarico e incomprensione per la scelta del segretario Pierluigi Bersani di candidare Franco Marini alla Presidenza della Repubblica. Tale candidatura, determinata dalla ricerca di un profilo condiviso anche da altre forze politiche, non tiene minimamente in conto della necessaria unità delle componenti del PD, né dell’alleanza Italia Bene Comune, presentatasi di fronte agli elettori appena due mesi fa.

Nonostante le innegabili qualità umane e politiche, Franco Marini non può essere il Presidente della Repubblica atteso dai cittadini italiani che hanno manifestato chiaramente la loro voglia di cambiamento con il loro voto. Né lo sarebbe la costituzione di un qualsivoglia governo condiviso da PD e PDL, nella continuità di una sua eventuale elezione al Quirinale.

La segreteria del PD Francia si dissocia di consequenza dalla scelta del segretario politico Pierluigi Bersani.

Good luck Andrea, next MEP

Il Partito Democratico Francia saluta la decisione del Labour di candidare Andrea Biondi, già candidato alle elezioni legislative italiane del 24 e 25 febbraio 2013 nelle nostre fila, alle prossime elezioni europee. Il talento e la passione politica di Andrea, apporteranno un contributo importante al dibattito sull’Unione Europea nel Regno Unito. Il fatto stesso di candidare un cittadino italiano nelle liste britanniche per delle elezioni europee, è un segnale importante di realizzazione di quella europeanizzazione della cittadinanza e del dibattito politico che sono alla base del programma europeo del Partito Democratico.

Per l’Italia, per il Regno Unito, per l’Unione Europea, questa candidatura è un’eccellente notizia.

Good Luck Andrea, next MEP.

Sostegno alla manifestazione anti-omofobia di Act Up Parigi

Il PD Parigi condanna con assoluta fermezza gli odiosi atti di omofobia commessi negli ultimi giorni a Parigi.

Riabdiamo il nostro sostegno al progetto di legge sul “mariage pour tous” voluto dal Presidente Hollande e sosteniamo la manifestazione organizzata da Act Up Paris, oggi 10 Aprile 2013, alle 20, al Parvis de l’Hotel de Ville.

Prossima riunione Lunedì 15 Aprile ore 20h

Cari tutte e tutti,

Ho il piacere di invitarvi alla prossima riunione del circolo di Parigi del Partito Democratico, lunedi 15 aprile alle ore 20h, presso la sede dell’associazione “Les Garibaldiens” 20 rue des Vinaigriers, 75010 Paris.
Questo l’ordine del giorno:
  1. Presentazione della nuova segreteria : obiettivi, deleghe funzionali, appello a contribuzioni
  2. Riunione coordinamento europa del 27 aprile
  3. Aspetti amministrativi (cambio sede legale e altro)
  4. Dibattito sulla situazione politica italiana
  5. Varie ed eventuali
La partecipazione è libera e aperta a tutti.
Chi lo desidera potrà tesserarsi al circolo PD Parigi.
Vi aspetto numerosi,
Fabio Liberti
Segretario PD Parigi

Rinnovo delle cariche del circolo

A gennaio 2013 è finito il mandato della segreteria politica del circolo PD Parigi, e, in ottemperanza con lo statuto del PD estero, in qualità di Presidente del Circolo, è mio compito principiare le procedure per il rinnovo delle cariche del circolo. Visti l’articolo 10 comma 1 dello statuto del PD estero, il mandato del segretario politico del Circolo PD Parigi è scaduto e quindi dichiaro aperta la fase di rinnovo delle cariche e le candidature per il nuovo segretario politico.
Ricordo che, visto l’articolo 10 comma 4 del suddetto statuto, possono candidarsi a segretario politico quanti siano iscritti al circolo quattro mesi prima la data odierna, ovvero possono candidarsi quanti quattro mesi prima questa convocazione (ovvero il 03/11/2012) risultino iscritti al circolo.
Per presentare la propria candidatura è necessario presentare una dichiarazione di candidatura corredata da un numero minimo di 3 sottoscrizioni di iscritti al circolo e una dichiarazione politica di candidatura come stabilito dall’articolo 10 comma 3 del suddetto statuto. Le candidature dovranno pervenire al Presidente del Circolo e in copia ad Eugenio Marino, responsabile del PD Mondo, entro il 15/03/2013. L’elezione del nuovo segretario avverrà, qualora nessuna circostanza ostativa si sia presentata, previa verifica delle condizioni richieste dall’articolo 9 comma 7, dall’articolo 10 comma 4 e dall’articolo 14 commi 1 e 2 del suddetto Statuto, il 18/03/2013 alle ore 20h00 contestualmente all’AG dell’Associazione Democratici Parigi, al 32 rue Alexandre Dumas, Paris (sede della Federazione Paris del PS), secondo l’ordine del giorno :
1. Rapporto morale del presidente ;

2. Bilancio del tesoriere ;

3. Elezioni del segretario politico e del bureau dell’associazione ;

4. Modifica della sede dell’Associazione Democratici Parigi ;

5. Varie ed eventuali.

Si ricorda che, visto l’articolo 10 comma 4 dello Statuto PD Mondo, hanno diritto di voto attivo per il segretario politico del Circolo gli iscritti al PD Parigi e coloro che siano nell’albo degli elettori del Partito Democratico (ovvero quanti risultino nell’albo degli elettori costituito durante le Primarie Italia Bene Comune del 2012, come già stabilito per le primarie dei parlamentari tenutesi in Italia il 29 e 30 dicembre 2012) o che ne facciano richiesta al momento del voto.

Contestualmente, in seguito all’elezione del nuovo segretario politico, si procederà all’elezione del Presidente del Circolo e del Tesoriere del Circolo. Si ricorda che Presidente e Tesoriere devono essere iscritti al Circolo PD Parigi. Il Presidente è votato dall’assemblea degli iscritti, ovvero solo dagli iscritti al PD Parigi.

Quando saranno pervenute le candidature e dopo aver verificato la loro validità, verranno diffuse a iscritti e simpatizzanti e riportate su questo sito.

Riccardo Spezia, Presidente PD Parigi

Il dopo non-vittoria

Potremmo trovare molteplici scuse alla non-vittoria del centrosinistra. In parte è attribuibile a una legge elettorale che il centrodestra ha confezionato su misura per sfavorire in maniera sistematica il centrosinistra, giocando sulle distribuzioni geografiche profondamente diverse delle rispettive basi elettorali. Certamente il Movimento 5 Stelle ha sottratto una parte decisiva dell’elettorato del PD con una campagna populista e contestataria che ha risuonato a meraviglia in una congiuntura di profonda crisi e sofferenza socio-economica. Senza dubbio, Berlusconi, come da copione, ha compiuto una campagna di promesse demagogiche irrealizzabili, ma ad alto effetto su una buona fetta dell’elettorato.

Riguardo Bersani e la campagna del PD ? Ne riparliamo tra un momento.

Con un Senato in pratica diviso in tre e col pallino in mano a seguito della maggioranza strappata alla Camera, grandi spazi di manovra il centrosinistra non ne ha. Un pragmatismo di circostanza si impone. Nel clima attuale e viste le profonde divergenze, una ‘grande’ alleanza col centrodestra non ci appare sensata, è assolutamente impopolare colla nostra base ed è già stata amaramente sperimentata con l’esperienza del governo Monti. Inoltre si rischierebbe alla prossima tornata elettorale un’ulteriore amplificazione del successo di Grillo. Non resta che cercare un governo di minoranza che traghetti l’Italia per qualche mese e che promuova dei provvedimenti utili al paese e che riceveranno probabilmente un sostegno almeno parziale dei Grillini (riduzione del numero dei parlamentari, legge sul conflitto di interesse, stimolo all’economia…). E bisognerebbe cercare di fare una legge elettorale con una larga maggioranza con l’ambizione che questa possa durare per anni a venire, per il bene del paese e non basata su miopi interessi a corto termine. E qualora eventuali punti di intesa programmatici si esaurissero, bisognerà tornare a votare. E sarebbe consigliabile nel frattempo di rinnovare in maniera tangibile e visibile la classe dirigente del partito. Per esempio, attraverso un congresso straordinario che rinfreschi la segreteria e lo staff annesso, che definisca con urgenza una strategia chiara. Di giovani dinamici con già una certa esperienza e motivazione ce ne sono. E di primarie ? Bisogna sempre farle, per ogni tornata, senza eccezione alcuna.

E che dire dunque della campagna nazionale del PD e della sua classe dirigente attuale ? Una campagna di successo dipende molto dall’entusiasmo della base elettorale, da una narrativa incisiva che dia una prospettiva agli elettori per un futuro potenzialmente migliore. E anche da un uso intelligente dei mezzi di comunicazione. E pure da una certa spregiudicatezza nell’attaccare gli avversari. Certo, bisogna essere prudenti nel fare paragoni, ma il fatto è che negli USA Obama l’Onesto, Obama il Buono ha effettuato una campagna spregiudicata demolendo Romney senza pietà e caricaturandone molti punti deboli. E ha vinto. E ora puo’ promuovere la sua agenda progressista. Il fine giustifica i mezzi, talvolta, anche se si è di sinistra. E’ evidente che Bersani ha voluto seguire l’esempio del candidato ‘normale’ alla Hollande. Con la differenza che in Francia Sarkozy non aveva la forza mediatica di Berlusconi in Italia, era profondamente impopolare con i francesi. E in Francia c’è il sistema del doppio turno, che tanto vorremmo perché responsabilizza di più gli elettori, una gran bella differenza.

La campagna del PD è stata tremendamente non coraggiosa e proprio non vigorosa per continuare a usare questo linguaggio del non essere. Il PD avrebbe dovuto rivendicare in maniera più aggressiva certi temi condivisibili della campagna di Grillo e che potranno essere il contenuto di quella manciata di leggi che scaturiranno ipoteticamente dal futuro governo di minoranza. Bersani dice che non ha voluto ingannare gli elettori facendo false promesse. Benissimo. Ma di qui a fare una campagna deprimente-depressiva con lo slogan ‘Ragassi, non siamo mica qui a fare questo o quell’altro’ ce ne vuole. Un conto è la demagogia menzognera berlusconiana, un conto è osare con un minimo di coraggio e aggressività nel proporre una visione ottimista alla gente.

A proposito della comunicazione, come al solito ci siamo fatti surclassare da Berlusconi sulle televisioni e non solo sulle reti Mediaset. Bersani è sparito dalle televisioni per 2 settimane e ha iniziato la campagna in ritardo rispetto al centrodestra che cosi’ ha avuto tutto il tempo di ritrovare una dinamica e prendere di fatto l’iniziativa. E riguardo il Web, sarebbe bene che gli strateghi del PD studino in dettaglio quello che Grillo è riuscito a fare creando una piattaforma informatica talmente agile e ricettiva che il numero dei sostenitori è aumentato esponenzialmente in un brevissimo lasso di tempo. Il PD dovrebbe forse meditare sul modo di interagire con la propria base attivista e elettorale, superando schemi di organizzazione sul territorio forse antiquati e cercando di investirsi con più convinzione e coraggio nei nuovi mezzi di comunicazione.

E se possibile cercando di parlare con un atteggiamento meno paternalistico e un po’ più vicino alla gente. Il PD smetta di dare l’impressione di essere un partito di salotto e torni a parlare alla gente nelle piazze.

Si deve avere il coraggio di andare avanti piuttosto che andare non indietro.

E loro voteranno lo stesso

In occasione delle imminenti elezioni politiche italiane,  alcune categorie importanti di cittadini residenti all’estero non potranno esercitare il diritto di voto.

Ma adottando una forma civilissima e condivisibile di protesta lo faranno comunque ed in molte città europee e nel resto del mondo.

A Parigi, apriranno un seggio dove chiunque vorrà esprimere un voto simbolico lo potrà fare:

Sabato 23 Febbraio in Place du Panthéon dalle ore 12 alle ore 16

Solidarizzando con l’iniziativa riportiamo il comunicato stampa che hanno redatto:

In occasione delle elezioni politiche italiane del 24 e 25 Febbraio, gli italiani non residenti all’estero, esclusi dal dl. 223 del 18/12/2012, stanno organizzando nelle maggiori città europee un’iniziativa di protesta: il 23 Febbraio costituiremo seggi elettorali nelle piazze, nei centri culturali, nelle università estere, a cui tutti gli italiani non residenti potranno recarsi per esprimere il proprio diritto di voto, anche se non avrà valore legale, e dimostrare la partecipazione e l’intenzione degli italiani all’estero di far valere questo diritto, pur non essendo iscritti all’AIRE.

Siamo studenti Erasmus, lavoratori precari con contratti di pochi mesi, ragazze alla pari che studiano e risiedono in Europa per un tempo inferiore a un anno.

Il Consiglio dei ministri del governo Monti il 22 gennaio ha dichiarato, con una discussione sommaria, l’impossibilità di concederci il voto.

La ragione?

Questioni tecniche e “la discrezionalità di scelta che eserciterebbe il Consiglio con questa decisione” che “contrasta con i principi di partecipazione democratica, eguaglianza ed effettività del diritto di voto previsti dalla Costituzione”.
L’abbiamo reputata una risposta beffarda: ledere il diritto di voto di chi si trova temporaneamente all’estero, non solo rappresenta una delle tante falle dell’attuale legge elettorale, ma è ancor più una violazione dell’art. 48 della Costituzione. Questa non-delibera, non cambiando nulla, di fatto limita il nostro diritto di voto. Abbiamo guardato le offerte per i voli praticate da Alitalia, ma non tutti, tra lavoro, impegni universitari e disponibilità finanziarie, hanno la possibilità di tornare in Italia per esprimere il proprio voto.

Attraverso i social network abbiamo creato una rete di contatti in tutta Europa e ci siamo organizzati per manifestare il nostro dissenso e dar voce comunque ai nostri voti (i soli studenti Erasmus sono oltre 25.000).

Tenteremo così almeno di raccontare questi voti che per il nostro Paese non contano.

In un’elezione in cui i temi della distanza della politica dalla cittadinanza e quelli della “rottamazione”, dei volti giovani, del nuovo che avanza, hanno un ruolo primario, noi (giovani, studenti, lavoratori, in Europa per ampliare la propria cultura e vivere un’esperienza profondamente formativa, o per cercare possibilità lavorative che il nostro Paese non offre) veniamo privati della voce e del nostro diritto di esprimerci.

Per mostrare che la nostra voce resiste anche da lontano.
Ci auspichiamo che il nuovo Governo prenda in considerazione questa grave situazione degli italiani temporaneamente all’estero e vi ponga rimedio adeguandosi al resto degli stati europei.