Primarie PD – Voto On Line

Le Primarie del 25 ottobre si avvicinano.

Ricordiamo che a Parigi saranno allestiti tre seggi:

  1. nel 6° arrondissement al 16 rue Visconti (sede PS) M° Odéon
  2. nel 12° arrondissement al 28 rue C. Tillier (sede Acli) M° Reully Diderot
  3. nel 18° arrondissement al 7bis rue de Tretaigne

Anche a Lione un seggio sarà aperto Domenica 25 ottobre, dunque tutti coloro che vorranno recarsi alle urne potranno farlo. Il seggio sarà installato presso il Circolo Sardo  46 rue de la Madeleine / Rez-de-chaussé externe 69007 Lione con un orario dalle 9h00 alle 14h00.

Per tutti coloro all’estero che non potranno recarsi al seggio esiste la possibilità del VOTO ON LINE.

Il documento di riferimento contenente tutte le informazioni al momento disponibile è la Delibera n.42, disponibile sul sito del partito democratico. Eccovi un breve vademecum dei punti salienti della delibera:

  • chi può partecipare al voto on line: elettori del PD residenti all’estero e cittadini italiani temporaneamente all’estero (turisti compresi)
  • è necessario registrarsi precedentemente per potere votare on line; le modalità sono in fase di definizione
  • sarà necessario registrarsi dal 12 al 21 ottobre, chi non si registra durante tale periodo non potrà votare on line
  • si potrà votare on line (previa registrazione) dalle ore 22:00 del 24 ottobre 2009 alle ore 20:00 del 25 ottobre, ora italiana

Vi daremo ulteriori informazioni sul voto on line non appena saranno disponibili, nel frattempo vi invitiamo a consultare la Delibera n.42 e a diffondere le informazioni ivi contenute.

Se sapete di essere in viaggio all’estero il 25 ottobre (conferenze, vacanze, viaggi di lavoro, ecc.), non perdere l’occasione di votare, fatelo on line! (e quindi registratevi per tempo …)

a cura di Stefano Zacchiroli

Assenteismo parlamentare: un po’ di serietà, signori (Federico Iori)

Gentili Stefano Bonaccini , Dario Franceschini, Pierluigi Bersani e  Ignazio Marino.

vi scrivo in quanto siete rispettivamente segretario provinciale del PD Modena, la mia citta’, segretario nazionale del PD , candidati alla guida del medesimo partito e in più membri della direzione nazionale e, ultimo ma non meno importante, come iscritti tutti al medesimo mio partito, il Partito Democratico.

MI chiamo Federico Iori, sono di Modena e vivo a Parigi da 2 anni per motivi di lavoro, faccio ricerca nel campo della fisica.

Vi scrivo per manifestarvi tutta la delusione, l’ amarezza , la sfiducia non solo mia ma anche di altri miei colleghi ed amici italiani che vivono e lavorano  all’ estero, nell’apprendere della poco edificante performance del PD in parlamento ieri per la votazione sullo scudo fiscale.

Non rigiro il dito nella piaga, perché grande e molto dolorosa, ma voglio solo porvi qualche considerazione su cui varrebbe la pena di riflettere.

Alla luce di quanto accaduto, cosa pensate che la gente dica del PD? Oltre a leggere i numerosi e poco calorosi commenti su Repubblica o sul Corriere, cosa pensate che scatti nelle persone che osservano la politica italiana ad esempio dall’ estero? Che immagine credibile puo’ avere il nostro partito e tanto meno i nostri rappresentanti in parlamento?

Dall’ estero tanti sono gli italiani che guardano con speranza in un cambiamento che crei condizioni per rientrare (si parla di lavoro e possibilità di vivere in maniera civile). Tanti sono gli iscritti e i supporter del PD qui a Parigi che pur impegnandosi per una bella politica, rimangono, come me, attoniti e basiti di fronte a queste manovre di palazzo. I nostri parlamentari che non votano per le più impensate cause, (quando i senatori a vita erano e sono i primi con 90 anni sulle spalle o febbre a 38 ad andare a votare in passato); il PD che scende in piazza oggi per la giusta campagna sulla libertà d’ informazione  che credibilità può avere??? ZERO!

Come tanti amici mi scrivono, vorrei sapere dove erano i nostri parlamentari al momento del voto!! all’ estero per il PD? a fare cosa?? in malattia?
Non vorrei essere pedante ma questo e’ il vostro lavoro di stare in parlamento. Il compito per cui siete stati votati dai cittadini che hanno riposto in voi fiducia.


Io non posso accettare di dover partire dal mio paese perchè mi manca in italia il lavoro e poi dover assistere  a umilianti vicende come quelle di ieri dovute a persone che godono trattamenti ben piu privilegiati della media dei cittadini italiani.

Sono molto molto molto incavolato, mi sento preso in giro e pure molto sfiduciato da un partito che  mi sembra non ha piu la bussola e il polso della situazione.

Nessun esponente del PD ha pubblicamente fatto ammenda. Trovo l’ atteggiamento del Partito e dei nostri parlamentari molto opinabile,  molto scorretto e falso. Non penso che si guadagni la fiducia degli iscritti e dei restanti elettori in questo modo.

Meno piazza gridata, piu azioni parlamentari efficaci. E chi sbaglia deve andare a casa. Perche se io lavoratore sbaglio, vengo licenziato. In parlamento questo non accade. E’ ora che nel PD sia ripristinata una seria disciplina. Datevi una mossa!

Vi ringrazio per l’attenzione e non mi scuso per lo sfogo, perche’ non lo e’. E’ la lettera di un ragazzo di 30 anni emigrato in francia per lavorare. E’ la lettera di un ragazzo di 30 anni che ha creduto nel progetto Partito Democratico e che ritiene che sia ora di essere piu seri e credibili. E’ la lettera di un ragazzo di 30 anni che si sta sfiduciando con amarezza. Fate seguire delle azioni concrete e coerenti alle vostre proposte oppure gli iscritti e gli elettori non vi seguiranno piu.

Cordialmente
Federico Iori.

Manifestazione per la libertà di stampa

Una ronda per la libertà di stampa
PARIGI – PLACE D’ITALIE 3 OTTOBRE, DALLE 14 ALLE 16
Il PD Parigi aderisce alla manifestazione di sabato 3 ottobre.

Focus In risponde all’appello per la libertà di stampa lanciato da tre giuristi italiani (tra cui Stefano Rodotà) su Repubblica.it, che ha già raccolto più di 420.000 firme, tra cui, in Francia, Christophe Barbier (Express), Jean Daniel, Eric Fottorino (Le monde), Laurent Joffrin (Libération), Edwy Plenel (Mediapart), Denis Olivennes (Nouvel Observateur)…
Contro gli attacchi alla stampa, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) ha indetto una manifestazione che si terrà a Roma il 3 ottobre.
Dopo le testate come La Repubblical’Unità, cui chiede milioni di euro solo perché hanno posto delle domande “scovenienti”, anche i giornali stranieri si trovano nel mirino del Presidente del Consiglio. I giornalisti ? “Tutti farabutti” ha detto Silvio Berlusconi, tutti “catto-comunisti” uniti nel complotto contro la sua persona.
Il 15 settembre ha deprogrammato la prima puntata di Ballarò, talk show politico di grande qualità, per sostituirlo con lo show presidenziale della consegna delle prime case in Abruzzo, uno speciale “Porta a Porta” condotto dal suo agiografo, Bruno Vespa. Così, senza consultare il conduttore di Ballarò, né la direzione di Rai3.
Mentre in Italia le “ronde cittadine” si dedicano alla caccia allo straniero in nome della sicurezza, noi gireremo per difendere la sicurezza di informare e di essere informati. Girare in tondo, attorno ai desiderata del Premier : questo sono condannati a fare i giornalisti italiani. Anche noi, come loro, siamo “tutti farabutti”.
Perché la libertà d’espressione e l’informazione sono le fondamenta della democrazia, Focus In chiede a tutti i democratici di sostenere la stampa italiana partecipando a una ronda : davanti alla Mairie del 13° arrondissement, place d’Italie, il sabato 3 ottobre, dalle 14 alle 18European AlternativesL’iniziativa è sostenuta dal sindaco del 13° arrondissement di Parigi, Jerôme Coumet, dal sindaco del 20° arrondissement, Frédérique Calandra, dal l’associazione European Alternatives (che ha lanciato una campagna in tutta Europa) e e dal Partito Democratico di Parigi.

par P. Molteni

Chi insulta l’Italia? Una lettera che forse l’Ambasciatore d’Italia in Francia potrebbe scrivere

Cara Libération,

Abbiamo letto con interesse la lettera dell’ambasciatore d’italia Giovanni Caracciolo di Vietri, apparsa con il titolo “Arrêtez de calomnier l’Italie“, del 29.29.2009, in risposta a un articolo apparso sul vostro giornale. L’ambasciatore non vi ha inviato la lettera che ci saremmo aspettati scrivesse. Cerchiamo di formularla:
“Onorevole presidente del Consiglio

Le segnalo la mia notevole preoccupazione di fronte all’immagine dell’Italia all’estero, che non può non avere gravi ripercussioni sulla vita e sul morale dei concittadini che risiedono al di fuori dei confini nazionali. Temo peraltro che alcune delle critiche che la stampa internazionale Le muove siano condivise da molti degli italiani che vivono all’estero, ed è mio dovere segnalarLe questa che forse Lei troverà essere una singolarità.

Onorevole Presidente del Consiglio, lei è l’immagine e la bandiera dell’Italia. I riflettori sono puntati su di Lei. Ci aiuti. Sia all’altezza della sua carica.  Non riceva più prostitute, o quantomeno verifichi che codeste non tengono accesi i registratori nella Sua camera da letto. Dimostri di non essere ricattabile. Non umilii le sedi istituzionali, come invece fa quando usa per scopi pubblici le Sue residenze private, Villa Certosa, Arcore, Palazzo Grazioli. Non mescoli pubblico e privato. Permetta agli Italiani di credere che i ministri del Suo governo stiano cercando di far gli interessi della RAI contro quelli di Mediaset, suo principale concorrente, come dovrebbero. Risponda alle domande che le rivolge la stampa nazionale e internazionale come fa qualsiasi capo di governo in un paese moderno, per evitare di dare dell’Italia un’immagine di paese arretrato. Si assuma le responsabilità di quello che i giornali di proprietà della Sua famiglia dicono contro questo o quel Suo avversario politico, per evitare di dare l’impressione che non è in grado di controllarli (e se non controlla nemmeno il Suoi dipendenti, come governerà il Paese? diranno alcuni). Eviti di nominare suoi ex-dipendenti a incarichi istituzionali. Eviti di dar l’impressione di aver promesso incarichi istituzionali a persone che le hanno fatto un favore, massime un favore sessuale. Cancelli ogni ombra sui procedimenti giudiziari a suo carico rispondendo nelle sedi appropriate, e non creando leggi ad personam. Consideri l’impatto non necessariamente positivo per l’immagine del Paese di inni canori come quelli che accompagnano le sue apparizioni pubbliche e televisive, e che dovrebbero sostenere una sua candidatura al Nobel.

Mi rendo conto, Onorevole Presidente del Consiglio, che la mia richiesta, ancorché incompleta, sia per lei onerosa; ma in quanto Ambasciatore dello Stato che rappresento, vorrei potermi rivolgere a testa alta ai miei colleghi, e anche ai miei concittadini che risiedono in questa terra. Serva il suo alto mandato con onore.”

Risultati del congresso del PD Parigi

Ieri sera alle 00:30 si sono concluse le operazioni di scrutinio relative al voto del congresso del PD di Parigi.
Desideriamo ringraziare tutti gli iscritti e i simpatizzanti che sono venuti a votare e animare il confronto, in sala più di 60 persone hanno partecipato a un dibattito che ha dato modo di approfondire i contenuti delle mozioni e delle proposte.
Crediamo che sia stato un momento importante della vita del nostro partito all’estero.

I risultati sono stati i seguenti:
votanti 52
Marino 40
Bersani 9
Franceschini 3

nessuna scheda bianca, nessuna scheda annullata, nessuna scheda contestata.

Desideriamo ringraziare i relatori delle tre mozioni che hanno saputo impostare un dibattito su contenuti e toni costruttivi e  il Presidente dell’assembela del congresso Emiliano Trizio che ha gestito
il congresso in modo impeccabile.

Desideriamo inoltre ringraziare moltissimo il Garante Davide Pernice per l’ottimo lavoro svolto e i consigli utili nella gestione del congresso e desideriamo infine ringraziare tutti i presenti per aver dato vita ad una serata particolarmente viva e ricca.

Vi diamo appuntamento al 3 ottobre per la manifestazione per la libertà di stampa in Place d’Italie dalle 14 alle 18.
Vi terremo informati circa i seggi per le primarie del 25 ottobre.

Ieri sera una notizia ad apertura di congresso ci ha particolarmente addolorato, quella relativa alla scomparsa del nostro amico e camarade Jean-Paul Cassagnac. Ci ha accompagnato e seguito fin dai nostri primi passi, ci ha stimolato con le sue osservazioni, interrogato con i suoi dubbi e le sue proposte. E’ stato un militante generoso e sempre disponibile. Era con noi nelle riunioni, nei volantinaggi, nelle manifestazioni. Era un amante del cinema e della nostra lingua, ci
mancherà immensamente.

Congresso Circolo PD Parigi

Vi ricordiamo che il congresso del circolo PD Parigi si terrà:
venerdi 25 settembre 2009 presso  la Fédération de Paris du Parti socialiste alle 19h30
32, rue Alexandre Dumas, 75011 Paris
Per poter votare all’assemblea di circolo è necessario essere iscritti, ma la partecipazione è aperta a tutti, cosi come gli interventi.
Vi aspettiamo numerosi.

Confronto tra mozioni: il documento del pd parigi viene utilizzato e ha l’onore della cronaca

Ricordiamo che potete scaricare il documento con il confronto tra le mozioni del Partito Democratico preparato da Elena Pasquinelli e Andrea Formica. La stampa e i candidati ne parlano:

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/partito-democratico-31/congresso-web/congresso-web.html

http://bersani09paris.ilcannocchiale.it/2009/09/18/strumento_di_comparzione_delle.html

pd_confrontomozioni

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Per citare questo post: https://partitodemocraticoparigi.org/blog/?p=391

Un congresso regolare

Ci segnalano dalla Calabria ancora irregolarità nel processo congressuale.

Il PD è l’unico partito in Italia che si organizza su base territoriale pur restando un partito nazionale,  nello statuto si parla di partito nazionale organizzato in modo federale. La differenza tra i territori è un valore da rispettare e sostenere, altro è abbandonare ogni controllo e ogni garanzia di regolarità. Pensiamo che il PD sia una straordinaria opportunità per rendere dignità alla politica e alla militanza e pubblichiamo la lettera inviata dalla candidata alla segreteria regionale della Calabria per la mozione Marino affinchè il gruppo dirigente e la commissione nazionale possano prendere le misure necessarie a verificare, gestire e censurare le irregolarità che sono denunciate. La nostra preoccupazione più alta deve essere ed è, in questa difficile fase congressuale, il rispetto delle regole da parte di tutti gli iscritti e il rispetto del lavoro svolto da migliaia di coordinatori e militanti che credono nella democrazia interna.

A: Sen. Ignazio Marino, On.le Dario Franceschini, On.le Pier Luigi Bersani, Commissione Nazionale di Garanzia, Commissione Regionale di Garanzia, On.le Doris Lo Moro, Franco La Ratta, Nicodemo Oliverio, Maria Grazia laganà, Marco Minniti, Rosa Calipari, Sen. Franco Bruno
In Calabria più che in Campania e in Sicilia, il congresso del PD è stato preceduto da un tesseramento anomalo, sospetto, ingiustificato, per numero e nomi di tesserati rapportato ai residenti nella regione e ai voti ottenuti alle ultime due tornate elettorali. Un tesseramento che ha visto Presidenti, Vicepresidenti, Assessori, Onorevoli, Senatori, Consiglieri, portaborse, rastrellare tessere e comprare pacchetti azionari di un partito che si trovava alla guida del governo regionale che in Europa è ancora Obiettivo1.
Al tesseramento dei “designati volontari” è seguito l’accomodamento di uomini e donne fidate, e titolari di pacchetti azionari, all’interno degli organi di governo e sottogoverno regionale, con il compito di controllare, gestire, sfamare e far crescere il “pascolo del consenso”. Altro che proposta politica alternativa a quella del centrodestra.
Poi si è arrivati a ridosso del congresso dei circoli con feste di piazza sponsorizzate, pagate e svolte sotto l’egida del simbolo del partito democratico nelle quali, fatta salva qualche nobile eccezione, non c’è stato nessun confronto congressuale. La mozione Bersani e quella Franceschini, l’una contro l’altra, si sono dilaniate, insultate, massacrate, spendendo il nome e i soldi di un partito democratico e, accecate da tanta congiura e assetate dal monopolio di visibilità, si sono rese complici di una conventio ad excludendum della Mozione Marino.
Oggi il congresso è in pieno svolgimento e ogni giorno registriamo la costante,
reiterata e fisiologica, quasi connaturata al partito democratico di questi uomini e donne,
violazione delle regole congressuali che è diretta a certificare soltanto la stabilità delle quote di sottoscrizione azionaria di bersaniani e franceschiniani.
E in linea con ciò è accaduto, per esempio, che in molti piccoli circoli (nella provincia di Catanzaro a Cenadi, Centrache, Cicala, Davoli e Olivati), hanno votato quasi sempre tutti gli iscritti e tutti si sono espressi a favore di Bersani! Nessuna traccia di vitalità democratica! Sarà anche possibile ma è più che legittimo il sospetto che si sia trattato solo della verifica della distinta degli iscritti e non di un vero congresso! Così com’è accaduto che Catanzaro Centro su un’anagrafe di 379 iscritti, così come fornitaci dalla Direzione regionale del Partito e aggiornata al 21 luglio 2009, hanno votato ben 682 persone di cui 474 alla Mozione Bersani. Ci hanno fornito un’anagrafe parziale o a Catanzaro centro ha votato in favore di Bersani molta più gente di quanto ne risulta iscritta al partito? Ovunque si è votato senza cabina elettorale e senza alcuna garanzia di tutela della segretezza del voto (si è votato tutti insieme, in corridori e stanze o addirittura all’aperto, su schede consegnate anche a chi non ha dato prova di esser iscritto al partito e troppo spesso identificato solo per conoscenza personale). Ma è accaduto anche che uomini di partito e amministratori pubblici non si sono limitati a dare indicazioni su chi e come votare, ma taluni hanno compilato le schede anche al posto degli iscritti! Erano degli analfabeti o, come al solito, il controllo del voto nella nostra regione è appannaggio della mafia ma anche della politica, e anche di quella parte politica che sponsorizza una legge elettorale sulle primarie regionali?
Questo è il quadro che abbiamo registrato ovunque siamo riusciti ad essere presenti. Tenuto conto che tutti i congressi sono stati convocati nello stesso giorno e nella stessa ora: quelli tenuti nella città di Catanzaro, ad esempio, sono stati fissati, salvo uno, lo stesso giorno e allo stesso orario di quelli fissati nei tre circoli di Lamezia Terme. Insomma neanche superman avrebbe potuto essere presente, anche se avesse voluto! Il risultato congressuale, a questo punto, è talmente scontato che il congresso delle tessere poteva essere evitato! Sarebbe bastato chiedere ai capi bastone della politica del PD calabrese quante tessere aveva in tasca e procedere a tavolino alla divisione dei voti e dei relativi delegati, con risparmio di tempo, energia, faccia e democrazia.
In Calabria, vale la pena sottolinearlo, l’unico risultato in linea con il dato nazionale, almeno per quanto riguarda la Mozione Marino, è quello che è uscito dal congresso dei circoli di Lamezia Terme. In tutti gli altri posti il congresso è solo una prova di forza tra i due antagonisti di sempre, e lo sconto è duro e senza esclusioni di colpi, nel senso che come in guerra ogni metodo è lecito.
E’ una overdose gattopardesca dove chi ha parlato la lingua ingenua della politica non ha avuto e non avrà diritto di cittadinanza e dove nessun richiamo alla trasparenze e all’agibilità democratica troverà accoglimento, perché è impossibile governare un sistema partorito dolosamente per non essere governabile!!
I deputati e i senatori calabresi sanno che ciò che ho scritto è la verità e sarebbe il caso che anche loro, soprattutto nella loro funzione di PARLAMENTARI della REPUBBLICA, facessero un passo avanti per denunciare quanto io sto denunciando, chiedendo:
1) l’intervento immediato di osservatori nazionali per la regolarità dei congressi di circolo,
2) la verifica dei risultati del dato congressuale di Catanzaro centro
3) la verifica di un’anagrafe degli iscritti abnorme
e invitando Franceschini e Bersani a fare immediatamente i conti con questo partito calabrese che non consentirà né a l’uno né a l’altro, di vincere nessuna battaglia politica sulla base della loro semplice proposta, ma solo attraverso il ricorso ai muscoli e a metodi che non appartengono alla democrazia e alla legalità che tutti invochiamo nelle nostre mozioni.
Nocera Torinese, 20 settembre 2009
Avv. Fernanda Gigliotti – candidata alla segreteria regionale del PD per la Mozione Marino

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