Risposta dell’Ambasciatore d’Italia alla lettera dell’Associazione Democratici

Riceviamo e pubblichiamo questa risposta alla nostra lettera all’Ambasciatore d’Italia a Parigi del 13 ottobre 2009:

“L’ambasciatore d’Italia

Prot. 3689

Parigi, 21 ottobre 2009

Gentili Signori,

ricordo che fa parte intrinseca della funzione di una Rappresentanza italiana all’estero tutelare l’immagine ed il decoro dell’Italia, laddove dalla libera dialettica politica nei confronti di questa o quella parte, si passi a insistite e ripetute generalizzazioni offensive nei confronti del Paese, delle sue istituzioni e persino dei suoi cittadini, come è stato purtroppo il deprecabile caso in non poche circostanze ad opera della stampa francese.

Non comprendo, quindi, perché si chieda all’Ambasciatore d’Italia a Parigi di confermare o smentire l’esistenza di non meglio precisate, presunte direttive interne del Ministero degli Esteri a Roma, in materia di rapporti con la stampa estera, solo in quanto meramente ipotizzate da un quotidiano nazionale.

La lettera che ho indirizzato al quotidiano “Libération” risponde alle normali funzioni di un Capo Missione all’estero; e ciò mi sembra risaltare dal testo stesso della mia comunicazione, che unisco in allegato, e che vi invito a rileggere con attenzione scevra da pregiudizi, visto che mi attribuite una difesa personale del Presidente del Consiglio e non dell’operato del Governo e della imparziale raffigurazione della nostra società civile che, in questa fase, sono purtroppo i grandi assenti dal dibattito politico sulla stampa estera, circoscritto a meri attacchi tutti centrati sulla persona del Presidente Berlusconi. E che l’eco all’estero dell’aspro dibattito politico in corso in Italia sia a volte mal compreso e pedissequamente riportato, comporta sempre più la rappresentazione negativa e distorta di una realtà ben diversa da quella che è in concreto, con tutte le sue luci e le sue ombre.

Distinti saluti,

Giovanni Caracciolo.”

Lettera del Partito Democratico Parigi all’ambasciatore d’Italia

Abbiamo inviato oggi questa lettera all’ambasciatore d’Italia a Parigi, Giovanni Caracciolo di Vietri:

Partito Democratico Parigi
Associazione Democratici Parigi
33 rue Croulebarbe
75013 Parigi

Parigi, 13 ottobre 2009

All’attenzione di Giovanni Caracciolo di Vietri
Ambasciata d’Italia a Parigi
51, rue de Varenne
75007 Parigi

Egregio Ambasciatore,

secondo “Il Fatto Quotidiano” di oggi 13 ottobre, la sua lettera di protesta a Libération del 29 settembre 2009 sarebbe la conseguenza di una circolare ministeriale che invita i diplomatici a reagire di fronte ad articoli di stampa estera critici nei confronti di Silvio Berlusconi.

Desideriamo manifestare il nostro profondo disagio sia nei confronti del contenuto della lettera di protesta da lei inviata, sia nei confronti di questa presunta strategia di difesa dell’immagine dell’Italia, della quale ci piacerebbe avere formale smentita.

È forse superfluo osservare che la stampa estera non ha per vocazione di rispondere alle esigenze di comunicazione di Silvio Berlusconi, ma di diffondere informazioni. Noi abbiamo la netta impressione che la stampa estera non stia facendo altro che prendere atto di ciò che caratterizza tanto l’attualità italiana quanto l’operato del Presidente del Consiglio.

Siamo anche noi, lavoratori italiani all’estero, preoccupati per l’immagine del nostro Paese; forse più di chiunque altro. E ci rivolgiamo a lei, nostro formale rappresentante diplomatico, perché informi le autorità della nostra preoccupazione, che non si può lenire con poco spontanee lettere di protesta alla stampa, ma con il realizzarsi di un comportamento politico e istituzionale ispirato a moralità, discrezione, rispetto per le altrui opinioni, e senso dello Stato.

Rispettosi saluti,

Associazione Democratici Parigi
Circolo PD Parigi

Chi insulta l’Italia? Una lettera che forse l’Ambasciatore d’Italia in Francia potrebbe scrivere

Cara Libération,

Abbiamo letto con interesse la lettera dell’ambasciatore d’italia Giovanni Caracciolo di Vietri, apparsa con il titolo “Arrêtez de calomnier l’Italie“, del 29.29.2009, in risposta a un articolo apparso sul vostro giornale. L’ambasciatore non vi ha inviato la lettera che ci saremmo aspettati scrivesse. Cerchiamo di formularla:
“Onorevole presidente del Consiglio

Le segnalo la mia notevole preoccupazione di fronte all’immagine dell’Italia all’estero, che non può non avere gravi ripercussioni sulla vita e sul morale dei concittadini che risiedono al di fuori dei confini nazionali. Temo peraltro che alcune delle critiche che la stampa internazionale Le muove siano condivise da molti degli italiani che vivono all’estero, ed è mio dovere segnalarLe questa che forse Lei troverà essere una singolarità.

Onorevole Presidente del Consiglio, lei è l’immagine e la bandiera dell’Italia. I riflettori sono puntati su di Lei. Ci aiuti. Sia all’altezza della sua carica.  Non riceva più prostitute, o quantomeno verifichi che codeste non tengono accesi i registratori nella Sua camera da letto. Dimostri di non essere ricattabile. Non umilii le sedi istituzionali, come invece fa quando usa per scopi pubblici le Sue residenze private, Villa Certosa, Arcore, Palazzo Grazioli. Non mescoli pubblico e privato. Permetta agli Italiani di credere che i ministri del Suo governo stiano cercando di far gli interessi della RAI contro quelli di Mediaset, suo principale concorrente, come dovrebbero. Risponda alle domande che le rivolge la stampa nazionale e internazionale come fa qualsiasi capo di governo in un paese moderno, per evitare di dare dell’Italia un’immagine di paese arretrato. Si assuma le responsabilità di quello che i giornali di proprietà della Sua famiglia dicono contro questo o quel Suo avversario politico, per evitare di dare l’impressione che non è in grado di controllarli (e se non controlla nemmeno il Suoi dipendenti, come governerà il Paese? diranno alcuni). Eviti di nominare suoi ex-dipendenti a incarichi istituzionali. Eviti di dar l’impressione di aver promesso incarichi istituzionali a persone che le hanno fatto un favore, massime un favore sessuale. Cancelli ogni ombra sui procedimenti giudiziari a suo carico rispondendo nelle sedi appropriate, e non creando leggi ad personam. Consideri l’impatto non necessariamente positivo per l’immagine del Paese di inni canori come quelli che accompagnano le sue apparizioni pubbliche e televisive, e che dovrebbero sostenere una sua candidatura al Nobel.

Mi rendo conto, Onorevole Presidente del Consiglio, che la mia richiesta, ancorché incompleta, sia per lei onerosa; ma in quanto Ambasciatore dello Stato che rappresento, vorrei potermi rivolgere a testa alta ai miei colleghi, e anche ai miei concittadini che risiedono in questa terra. Serva il suo alto mandato con onore.”