Qui un’intervista a Paola Concia, deputato PD presente al congresso del PSE di Praga del dicembre 2009.
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27 gennaio riunione Circolo PD Parigi
75011 Paris
tel : 01 42 80 64 40
- Partecipazione alla giornata sui diritti degli immigrati del 1° marzo
- Congresso PSE di dicembre 2009
- programma iniziative PD Parigi
- varie ed eventuali
Sperando di incontrarci presto ancora un augurio per il 2010.
In presa diretta da Copenhagen (Pierpaolo Cazzola)
il Fatto Quotidiano del 6 dicembre
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Copenhagen istruzioni veloci per l’uso
IL PD PARIGI AL NO B DAY di PARIGI
Questo l’intervento del PD Parigi alla manifestazione del 5 dicembre a Parigi.
“Intanto grazie di averci invitato. Siamo qui come PD Parigi oggi perché qui a Parigi gli organizzatori ci hanno invitato. Ci siamo venuti incontro in un modo che ci dispiace non possa essere stato possibile a Roma. In Italia i partiti sono stati invitati a NON partecipare. Probabilmente anche se in Italia il PD fosse stato effettivamente invitato, non sarebbe andato! Ci piacerebbe dunque interpretare questo come un laboratorio di collaborazione.
Noi crediamo nella politica in Parlamento, siamo militanti di un partito. Certo la piazza è importante ma i veri cambiamenti si fanno con gli organi democratici della politica (non c’è una procedura per cui la piazza possa sfiduciare un premier: sono i parlamentari a chiedere un voto di sfiducia). Ma essere qui oggi pensiamo che sia importante dato che l’Italia vive un momento critico. L’Italia di Berlusconi è in mano a un gruppo di persone che ha come solo pensiero quello di fare i propri interessi. Il nostro presidente va in giro per il mondo a fare accordi privati, economici con capi di altri paesi, spesso dittatori, interpreti non di valori democratici ma di interessi privati, a scapito dei diritti delle persone. Berlusconi ha reso l’Italia più povera, culturalmente ed economicamente, abbiamo perso credibilità sul piano internazionale. Berlusconi ci ha dato un’Italia meno solidale, meno attenta. Un’Italia in cui noi non ci riconosciamo.
Per questo ci sono persone come noi che hanno scelto di militare nel PD. E se un partito che rappresenta la parte più importante dell’opposizione non ci piace, possiamo cercare di cambiarlo, dall’interno! Con le regole democratiche che ci siamo dati.
In quanto PD Parigi siamo riusciti a far risalire le nostre proposte attraverso normali canali di comunicazione e collaborazione con i nostri deputati, perché si deve anche smentire questo teorema per cui per fare politica si ha bisogno di amicizie particolari o strani contatti clientelari.
Noi del PD Parigi siamo un centinaio di persone che lavorano, si scambiano idee e elaborano proposte per cambiare il PD, perché il PD cambi l’Italia, perché il PD possa tornare al governo e fare una politica migliore di quella che sta facendo il centro destra. Speriamo oggi di incontrare nuovi compagni di viaggio: siamo aperti a tutte le proposte creative per fare opposizione e per presentare le nostre idee. Raccogliamo volentieri suggerimenti e contatti.
Grazie agli organizzatori, di averci invitato e di aver fatto il lavoro eccezionale per rendere possibile questa manifestazione.”
Beatrice Biagini
NO B DAY A PARIGI
Il circolo del PD Parigi parteciperà alla manifestazione del 5 dicembre a Parigi.
| Date : |
samedi 5 décembre 2009
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| Heure : |
14:00 – 17:00
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| Lieu : |
Trocadéro – Parvis des droits de l’homme
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Diritto a non soffrire
Segnalo un articolo di cronaca, di quelli che possono tranquillamente passare inosservati. Non si parla di grandi riforme né di Berlusconi, solo di un diritto fondamentale: quello a non soffrire.
Un diritto che si cerca di garantire a tutti ma che in certi domini stenta a prendere campo.
In un ospedale di Milano, vi faccio un breve riassunto, nel periodo natalizio, causa ferie il servizio di epidurale gratuita non potrà essere garantito: gli anestesisti sono in vacanza, quelli che restano sono accaparrati dalle urgenze.
Alle donne che devono partorire non resta che farlo nel dolore. Uso una frase che fa parte di una cultura (magari di matrice cattolica, ma ben più diffusa) e vi invito a fare un piccolo esperimento mentale se per caso quella del partorire senza epidurale (in un mondo in cui la tecnologie lo rende possibile) vi sembrasse una eventualità trascurabile.
Immaginatevi di andare in ospedale e di dover togliere un neo, ricucire un taglietto un po’ più lungo del normale, ma anche qualcosina di più; se siete passati vicino ad un ospedale e avete sentito le urla delle partorienti senza epidurale potete fare un piccolo parallelo con una operazione chirurgica senza anestesia. E immaginate che tocchi a voi, un giorno qualunque della vostra vita, perché all’ospedale hanno finito l’analgesico, o l’anestesista è alle Maldive, con buona pace e autorizzazione della sua struttura ospedaliera.
Quanti di voi non rimarrebbero a bocca aperta?
Ora, l’epidurale non è cosa nuova, ma in Italia non crediate che tutte se la possano permettere. Io ho due amiche che hanno partorito nel dolore perché non potevano fare altrimenti. Una delle due ha anche ottenuto la seguente rassicurazione : “Ma signora, ma non lo sa che se non soffre durante il parto non produce gli ormoni necessari ad amare il suo bambino quando nasce?” La buona parola veniva da un’infermiera. Non so se c’è un peggio alle idee barbare travestite da pseudo-scienza.
Una barbarie che si consuma sul corpo delle donne: il corpo espropriato per eccellenza, quello su cui sono altri a decidere se deve soffrire, se puo’/deve avere figli, che prezzo vale, quanto si deve umiliare in televisione o alle feste di un berlusconi (e non c’è solo lui) per ottenere un posticino, una vetrincina, magari sotto un tavolino di plexiglas (per chi non l’ha visto: “Il corpo delle donne” è un documentario che bisogna guardare). In altre società – per chiarire che il male è più ampio del nostro paesello in forma di stivale – quanto devono essere lunghi i suoi piedi, il collo, quando deve e puo’ essere sverginata e infibulata.
Insomma, quella per l’epidurale mi pare una battaglia che vale la pena, non solo per le donne coinvolte, ma per cambiare un modo di vedere il mondo e le donne, e un modo che le donne hanno di viversi, come ricettacoli di dolore inevitabile, marcate a vita da una colpa primordiale ben più grave di quella che per alcuni pesa sull’uomo; una colpa tale che merita solo di stenderci un velo sopra.
Elena Pasquinelli
L’assemblea dei delegati del PD all’estero ha eletto il suo presidente
Durante la giornata di sabato è stato votato all’unanimità di affidare la presidenza dell’assemblea dei delegati all’estero a Beatrice Biagini, eletta all’assemblea nazionale per la lista Marino nel collegio Europa 1.
Rosy Bindi e Ivan Scalfarotto, Presidente e Vice presidente dell’assemblea nazionale, hanno presieduto e accompagnato i delegati in questo momento importante della vita del PD all’estero. Per la prima volta dalle primarie del 2007 il Partito all’estero ha una presidenza dell’assemblea dei delegati all’estero.
Beatrice Biagini: “Accetto questo impegno sapendo che sarà un lavoro complesso, ma al tempo stesso un’opportunità che è data a me e a tutto il PD nel mondo per cominciare a dare al partito lo stimolo e il contributo di chi vede l’Italia in difficoltà e vuole fare qualcosa attraverso la politica anche stando lontano.
Dalle politiche per l’infanzia, alla ricerca, ai diritti, alle priorità del lavoro e dell’innovazione, su tante delle cose su cui il nuovo segretario ha lanciato la nuova agenda del PD, gli italiani all’estero possono fornire un esempio, un’esperienza, un dato che contribuisca a capire cosa e come si fa all’estero.
E’ tempo che i 6.000 circoli italiani entrino in contatto con i 150 circoli all’estero, e questo puo’ accadere solo se le due strutture si parlano, cosa per la quale Rosy Bindi ha dato la sua disponibilità e per la quale Ivan Scalfarotto investirà la sua esperienza insieme a noi.”
L’assemblea dei delegati, composta di 44 eletti nelle quattro ripartizioni continentali (Europa, America del Nord, America Latina, Asia Australia e Africa) ha inoltre votato all’unanimità la composizione di una commissione che avrà il compito di riformare lo statuto della circoscrizione estero adeguandolo allo statuto nazionale in modo che si possa velocemente procedere alla definizione delle strutture territoriali del partito e dare regole di trasparenza e apertura affinché il PD nel mondo possa crescere e costruire quell’altrenativa di cui l’Italia ha bisogno.
“Sono onorata della fiducia degli eletti all’estero e mettero’ in questo incarico tutte le mie competenze e la mia passione, certa che il nuovo segretario Bersani saprà mettere al servizio di tutto il partito l’esperienza dei tanti italiani all’estero che sono impegnati nel partito democratico”.
Prossima riunione PD PARIGI
nella sede delle ACLI in rue Claude Tiller al n° 28
- Valutazione primarie a Parigi e in Europa
- assemblea nazionale del 7 novembre: comunicazione dei delegati
- nuova segreteria e nuovi progetti di lavoro nel PD estero
- iniziative del PD Parigi
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