25 NOVEMBRE: PRIMARIE DEL CENTRO SINISTRA

 

 

Salve a tutti

Il circolo del PD e l’Associazione Democratici Parigi crede nelle primarie come strumento di partecipazione democratica attiva dei cittadini alla vita politica ed intende offrire questa opportunità anche a Parigi ed in Francia organizzando un certo numero di seggi dove poter votare.

 

Vogliamo rendere questo avvenimento anche un momento di partecipazione e impegno civile.

 

Per questa ragione invitiamo tutti coloro vogliano condividere con noi questa esperienza a partecipare ad una prima riunione organizzativa.

 

La riunione si svolgerà martedi 23 ottobre alle 20h00
presso la sede Acli al
26, rue Claude Tillier
75012 Paris
Métro Reully-Diderot (M1, M8) o Nation (M1, M2, M6, M9, RERA),

 

 

Con la seguente agenda:

 

  • raccolta dei nomi di persone disponibili a preparare e tenere i seggi;
  • definizione del numero potenziale dei seggi e dei luogh;
  • campagna di informazione;
  • organizzazione della giornata di voto
  • iniziative legate alle primarie
    • presenza dei candidati a Parigi
    • raccolta firme ai seggi per la legge di iniziativa popolare sulle aziende confiscaste alla mafia

cordiali saluti

PD Parigi

La crisi dell’Euro e le prospettive

Buongiorno,
vi invitiamo al nostro prossimo incontro sperando di vedervi numerosi.
Vi ricordiamo che è possibile prendere la tessera e iscriversi all’associazione durante la riunione.
a presto e grazie
PD Parigi

La crisi dell’Euro e le prospettive:

Decine di Consigli Europei, piani di salvataggio miliardari, cambi di governo, interventi della Banca Centrale Europea occupano ormai dal 2009 i titoli della carta stampata. Mario Draghi ha annunciato a inizio settembre che è pronto a acquistare titoli del debito di stati europei in quantita illimitata, in cambio di severe condizioni da applicare ai “pazienti”. Quali sono i risvolti di questa decisione? Per l’Unione Europea e sopratutto per l’Italia? Quale impatto sulle politiche del 2013 e sull’azione del futuro governo?

ne parliamo con Fabio Liberti

Directeur de Recherche all’IRIS (Institut de Relations Internationales et Stratégiques)

  e Luca Baccarini

“Operatore finanziario” – Direttore di Energy Funds Advisors

L’incontro di terrà l’11 ottobre 2012 alle ore 20h00 presso la sede INCA Francia

al n° 44 RUE DU CHATEAU D’EAU75010 PARIGI


Informazione ed invito alla sottoscrizione di 6 Referendum PD


In attesa della definizione delle regole e delle date per le primarie del centrosinistra, accanto alle candidature che cominciano a delinearsi, è partita la raccolta di firme per l’indizione di 6 referendum da svolgersi preferibilmente in concomitanza con le primarie stesse.

 

L’istituto del referedum propositivo è regolamentato dallo statuto del PD che prevede la possibilità di usufruire di questo strumento di democrazia diretta qualora il 5% degli iscritti al partito lo sottoscrivano.

 

I 6 referendum proposti fanno riferimento ai seguenti temi:

 

1) Riforma Fiscale

 Si richiede la diminuzione del 5% del gettito IRPEF senza aggravio di bilancio mediante compensazione di una tassa patrimoniale e tagli di spesa.

 

2) Reddito Minimo

Si richiede l’istituzione di un reddito minimo di cittadinanza rivolto alle classi oggi più marginalizzate da ottenere, senza aggravio di bilancio, nel quadro di una revisione del sistema di welfare attuale.

 

3) Incandidabilità delle persone condannate

Si richiede la promulgazione di una legge che renda incandidabili o faccia automaticamente decadere da ogni incarico pubblico le persone che sono state condannate, anche in primo grado, per gravi reati.

 

4) Consumo di suolo

Si richiede la drastica riduzione del consumo di nuovo suolo a fini di edificabilità in particolare vietando ai comuni l’utilizzo degli introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione per coprire le spese correnti dei propri bilanci

 

5) Matrimoni omossessuali

 Si richiede la piena estensione del diritto di matrimonio alle coppie omosessuali.

 

6) Alleanze pre-elettorali

 Si richiede il divieto, per il PD, di presentarsi alle prossime elezioni politiche in coalizione pre-elettorale con formazioni che hanno in passato lungamente sostenuto i governi berlusconi.

 

I sei referendum possono essere sottoscritti solamente da iscritti al Partito Democratico anche se il loro svolgimento sarà aperto a tutti gli elettori.

 

Chiunque desiderasse sottoscrivere i referendum siano essi già iscritti al Circolo PD Parigi o cittadini che intendano iscriversi, sono pregati di inviare una mail al seguente indirizzo: partitodemocraticoparigi@gmail.com

 

Ulteriori e dettagliate informazioni sui referendum sono disponibili sul sito:

www.referendumpd.com

Economia, Europa, Economia.

In attesa del nostro prossimo incontro intorno al destino dell’Euro (interventi della BCE, prospettive per l’Italia, soprattutto in un questa fase elettorale che si apre…) vi invitiamo a leggere gli articoli di Fabio Liberti, Direttore di ricerca all’IRIS, nostro iscritto ed esperto di Unione Europea.

Un’introduzione a un dibattito che seguiremo con attenzione nei prossimi mesi.

Buona lettura!

Rentrée PD Parigi

Buongiorno a tutti e ben ritrovati!

La nostra prossima riunione si terrà il lunedi 10 settembre alle 20h00
presso la sede Acli al
26, rue Claude Tillier
75012 Paris
Métro Reully-Diderot (M1, M8) o Nation (M1, M2, M6, M9, RERA),

il nostro odg:
– primarie csx: organizzazione in Francia e in Europa
– Coordinamento Europeo (fine settembre partecipazione alla riunione preparatoria in Lussemburgo)
– rinnove cariche Circolo PD/ADP Parigi
– iniziative dei prossimi mesi
– varie ed eventuali

speriamo di vedervi numerosi.
grazie di una vostra conferma

un saluto
PD Parigi

Sabato 30 Giugno: l’Associazione Democratici ed il Circolo PD Parigi aderiscono al Gay Pride 2012

L’Associazione Democratici ed il Circolo PD Parigi aderiscono al Gay Pride 2012.

Mentre in Francia, con la vittoria di Hollande e della Gauche, ci si appresta a vedere ulteriormente riconosciuto il legame affettivo stabile delle coppie omosessuali, in Italia si continua a non avere posizioni chiare: ad ogni occasione in cui il tema viene posto, nascono distinguo, perifrasi, circonlocuzioni degne d’un azzeccagarbugli contemporaneo.
Questi matrimoni s’han da fare.
E’ con questo spirito che aderiamo e partecipiamo al corteo Parigino.
L’appuntamento, esteso a chiunque, è per

Sabato 30 Giugno, ore 14h30, all’uscita della stazione RER B di Port-Royal

Assisteremo al passaggio di uno spezzone del corteo proveniente da Montparnasse e diretto a Bastille per poi unirci, come vuole la tradizione: con determinazione ed allegria.

AIRE d’IMU: il danno e la beffa di essere residenti all’estero

AndIMU è tempo di pagar… si potrebbe parafrasare questo scorcio d’inizio estate italiana.

Indipendentemente da come si pensi sull’istituzione di questa nuova forma di entrata per le disastrate finanze nostrane, il pagamento dell’IMU per i chi, Italiano, risiede e lavora all’estero presenta alcuni risvolti che eufemisticamente si potrebbero definire beffardi.

Come ormai molti avranno appreso a “proprie spese” il pagamento della tassa, dovuto dai proprietari d’immobili come le abitazioni, risulta enormemente differenziato a seconda che la casa sia considerata residenza principale o meno. Concetto quest’ultimo, la cui ambiguità si presta, come di fatto sta avvenendo, ad una valanga d’interpretazioni anche nel caso in cui il proprietario possegga solo quell’abitazione.

Procediamo per gradi. Se uno ha un’abitazione in un comune dove è residente e lavora in un comune limitrofo tornando ogni giorno a casa appare scontato considerare tale abitazione come principale. Se per caso, come accade anche spesso in Italia, la persona lavora molto distante ma sempre in Italia e ci ritorna più o meno saltuariamente, credo non ci siano problemi a mantenere la stessa classificazione.

Allarghiamo però i nostri confini geografici e forse non solo quelli. Che succede se la stessa persona lavora all’estero e ci ritorna ovviamente con meno frequenza ? E qui che le cose divengono più intrigate. A priori, varcare e vivere di un centimetro oltre il confine nazionale per un periodo superiore a 6 mesi fa scattare l’obbligo, anche se non sanzionato, di iscriversi, presso il consolato di riferimento, all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero).

In un tempo globalizzato come il nostro, dove la mobilità diviene sempre più accentuata e dove in Europa esiste ormai la libera circolazione delle persone (oltre che dei capitali), di fatto esitono centinaia di migliaia di persone che vivono “stabilmente” all’estero e non sono iscritte all’AIRE.

Tuttavia l’iscrizione all’AIRE sembra essere finita dentro il criterio per stabilire se un’abitazione in Italia sia da considerarsi o no principale. Il Governo Italiano investito della cosa sembra che abbia pilatescamente risolto la questione demandando ai Comuni. Il risultato, come spesso accade, é che i Comuni stanno applicando comportamenti diversi.

Una breve inchiesta fatta fra gli aderenti all’Associazione Democratici Parigi sembra avvallare questa ipotesi. È così che il comune di Torino e alcuni del Bolognese non considerano l’iscrizione all’AIRE fra le condizioni necessarie per dichiarare l’abitazione del proprietario iscritto come non principale. Diverso il caso del Comune Roseto degli Abruzzi e il mio, Triuggio in Provincia di Monza e Brianza, dove per l’IMU, prima rata almeno, si applica l’aliquota massima qualora il proprietario risulti iscritto all’AIRE.

Il risultato di questo è che ci sono proprietari che vivono e/o lavorano buona parte della loro vita all’estero e che dovrebbero pagare l’aliquota massima o usufruirne di una scontata secondo la loro iscrizione o meno al registro degli Italiani all’estero, anche se, come è noto, questo registro non rappresenta più, soprattutto in Europa, la situazione effettiva di residenza.

C’è persino di più. Esistono diverse forse contrattuali di lavoro, anche fra chi lavora all’estero. C’è ad esempio chi ha un contratto locale e paga le tasse in loco e chi, come nel mio caso, ha un contratto di distaccamento temporaneo. In questo caso lo stipendio arriva direttamente dall’Italia previa riduzione alla fonte di tutte le tasse dovute, incluse le IRPEF regionali e comunali. Esattamente come un normale cittadino Italiano, almeno fra quelli che le tasse le pagano. Tuttavia anche il distaccato ha l’obbligo d’iscrizione all’AIRE, come lo sono io del resto.

Nel mio caso ecco quindi quello che salta fuori: possiedo un’unica casa e questa sta in Italia, condivisa al 50 % con mia moglie. Io vivo all’estero e sono iscritto all’AIRE, mia moglie e miei due figli no. Dipendo da una società privata Italiana da dove ricevo lo stipendio già tassato, incluse le imposte locali sul reddito oltre che quelle legate ai servizi come la TARSU. Il 50 % della mia casa è considerata abitazione non principale e quindi devo pagare con l’aliquota massima come per le seconde case. Se non fosse per la parte di mia moglie, non avrei diritto neppure alla detrazione per i figli nonostante siano a mio carico.

Finita qua la storia? No, mi metto pure la ciliegina su questa torta indigesta. Esistono dei lavoratori distaccati che lo sono meno di altri. Si tratta di quei lavoratori distaccati dallo stato Italiano e che lavorano in Ambasciate, Consolati e altre Istituzioni. Loro non hanno obbligo d’iscrizione all’AIRE. Come me ricevono lo stipendio dal paese di origine e contrariamente alla mia la loro casa Italiana é definita quindi principale. Il danno e la beffa.

Preferirei che tutta sta faccenda fosse risolta in sede nazionale e che fosse uguale per tutti. Invece mi sa che mi toccherà sperare in un regolamento “ad personam” del mio piccolo comune brianzolo.
Niente di nuovo quindi sotto il cielo di un’altra estate italiana.
Luca Saini