Appello agli elettori del Partito Democratico

La segreteria del Circolo PD Parigi condivide e fa proprio l’Appello qui sotto, lanciato da personalità di varie aree e sensibilità del nostro partito, e rivolto alle elettrici e agli elettori democratici: iscrivetevi e partecipate attivamente al prossimo Congresso, che sarà con la vostra partecipazione la vera occasione di cambiamento per il PD e per l’Italia. Il nostro non é un appoggio esplicito ai diretti firmatari, ma é condivisione piena dello spirito di questo appello. Ancora una volta, il momento migliore per iscriversi al PD é oggi.

Questo appello è rivolto a tutti gli elettori del Partito Democratico affinché diano il loro contributo partecipando al prossimo congresso in maniera attiva.

L’analisi delle criticità ci vede concordi circa un Partito Democratico spesso ingabbiato da logiche correntizie, incapace di cogliere i cambiamenti del nostro tempo, ammalato di tatticismo e di personalismi, poco propenso ad ascoltare la base, il suo elettorato e la voce dei territori.

La missione del Partito Democratico è quella di governare l’Italia. Oggi dobbiamo fare quei cambiamenti di sistema indispensabili a farla divenire il Paese del rispetto e del merito che è il fondamento di ogni società, dove crescita economica e benessere umano, ambientale e civile vanno di pari passo. Per questo serve un congresso ricco di contenuti e di obiettivi.

Il congresso del Partito Democratico sarà il momento in cui non si rinnoveranno solo i dirigenti nazionali e locali, ma si definirà la linea politica dei prossimi anni.

Abbiamo l’idea di un partito che non sia consociativo ma alternativo al centrodestra, rispettoso dei principi stabiliti dallo Statuto, chiaro nei contenuti e trasparente nelle scelte, aperto alla società civile e ai suoi talenti, pronto a confrontarsi con gli amministratori locali, capace di formare una classe dirigente, promotore del merito a tutti i livelli.

Da tempo chiediamo un congresso aperto al quale possano partecipare non solo gli iscritti, ma anche gli elettori e i simpatizzanti. Un congresso con regole semplici, chiare e trasparenti. Un congresso che diventi luogo di discussione e scelta per milioni di persone. In ogni caso ci sarà un solo modo per cambiare il Partito Democratico: entrarci.

Aderire in massa, partecipare al congresso da iscritti, per contribuire non solo con il voto ma con la partecipazione, vorremmo dire con la propria vita, con l’esempio; assai di più di quanto si possa fare se fossero “solo” primarie. Patrimonio di condivisione che non ci ha mai tradito.

Con questo appello chiediamo pertanto a tutti gli elettori del Partito Democratico, nessuno escluso, di iscriversi. Di farlo fin da oggi e di invitare altre persone a farlo. Questo consentirà di ampliare la base della nostra democrazia interna e di avere una leadership autorevole, riconosciuta e pienamente legittimata.

Iscriversi al Partito Democratico è semplice. Basta rivolgersi al circolo del proprio luogo di residenza, sottoscrivere l’adesione e ritirare la tessera. Ma c’è anche l’iscrizione on line, dal sito del Partito Democratico.

Ne vale la pena. Non per noi, non per chi sarà il prossimo segretario, ma per il Partito Democratico.

Che è un po’ come dire per l’Italia.

Fabrizio Barca
Goffredo Bettini
Felice Casson
Pippo Civati
Laura Puppato
Debora Serracchiani

Per iscrivervi al PD Parigi potete contattarci via mail a o effettuare on-line una pre-iscrizione al link https://partitodemocraticoparigi.org/iscrizioni/

I circoli all’estero e l’indipendenza dalle dinamiche congressuali bolognesi

Nel ringraziare la federazione provinciale del PD di Bologna per aver messo al centro delle proprie riflessioni l’Europa e per avere organizzato, venerdi’ 6 settembre 2013, un dibattito dal titolo “Europeizzare il PD a partire dai circoli”, alla presenza dei rappresentanti dei circoli di Bruxelles, Friburgo, Lussemburgo e Parigi, ci troviamo nella necessità di smentire quanto attribuitoci a mezzo stampa il giorno dopo (cfr articoli sulle edizioni locali di Repubblica e Il Resto del Carlino).

I circoli di Parigi, Friburgo, Lussemburgo e Bruxelles sostengono con decisione ogni sforzo dei circoli italiani e dei loro militanti perché le questioni europee siano sempre all’ordine del giorno e trattate come “politica interna”, ma in nessun caso desiderano entrare nelle dinamiche congressuali che sono proprie di ogni territorio.
Il rischio, facendolo, è di provincializzare l’Europa, anziché europeizzare l’Italia.

Circolo PD Friburgo
Circolo PD Lussemburgo
Circolo PD Parigi
Circolo PD Bruxelles

Europa: obiettivo lavoro

Martedì 17 settembre alle 19h30, presso la sede INCA France (44, rue du Château d’Eau, Parigi XIème) il nostro Circolo e l’Associazione Democratici Parigi incontrano Fulvio Fammoni, presidente della Fondazione Di Vittorio e Francesco Saraceno, economista dell’OFCE di Sciences Po, per un dibattito organizzato dall’INCA France su Europa e lavoro. Vi aspettiamo numerosi!locandina

 

errare humanum est…

Un partito che perde milioni di voti non si chiude in se stesso, sopratutto in un momento di distanza siderale tra l’opinione pubblica e la “politica”.Le proposte del segretario Epifani devono essere materia congressuale. Non si cambiano le regole prima di un congresso.

E, se gli iscritti sono cosi importanti per certi dirigenti del PD, perché non sono mai consultati?

  • Il segretario, Fabio Liberti
  • Emanuele Dolce
  • Fabrizio Botta
  • Raffaello Ferone
  • Cristiano Ciuti
  • Massimiliano Picciani
  • Claudio Pirrone
  • Marcello Civelli
  • Paolo Sartini
  • Mario Vaudano
  • Nicoletta Diasio
  • Laura
  • Anna Maria Briglia
  • Dario
  • Daniele Santarelli

Buone Vacanze

Con la riunione di segreteria del Circolo PD Parigi di oggi 13 Luglio, inizia per il nostro gruppo un periodo di vacanza estiva che auguriamo a ciascun lettore.

foto1

foto2Arrivederci quindi alla rentrée di Settembre.

Queste le date dei prossimi eventi in programma  i cui dettagli verranno comunicati in seguito:

5 Settembre: incontro con l’on.Sandro Gozi che ci presenterà il suo nuovo libro

12 Settembre: parliamo di euro, austerità e finanza con Filippo Taddei e Cosimo Pacciani

17 Settembre: parleremo di lavoro in europa, in occasione della venuta a Parigi di Fulvio Fammoni, Presidente della Fondazione Giuseppe Di Vittorio. Ci presenterà un libro su Bruno Trentin.

5 Ottobre: dibattito-convegno sulla transizione energetica

 

 

 

A testa alta

Come militanti del circolo PD di Parigi siamo preoccupati, delusi e sconcertati da quello che è successo oggi in Parlamento.

Il PDL ha minacciato di far cadere il governo se non avessimo accettato di sospendere per tre giorni i lavori parlamentari: una forma di protesta eversiva contro la Corte di Cassazione. Colpevole, secondo loro, di aver fissato troppo presto l’udienza di un processo di Silvio Berlusconi.

E i nostri eletti li hanno accontentati.

Non possiamo tollerare che il PD abbia accettato di chinare al testa e subire questo ricatto: la scusa della prassi, le giustificazioni sul fatto che i lavori non saranno sospesi per tre giorni “ma solo qualche ora”, sono imbarazzanti.

Senza fare le sceneggiate che fa Beppe Grillo (perfino quando viene ricevuto dal Presidente della Repubblica, come oggi), vorremmo un PD capace di dire con chiarezza: no.

No, non si sospendono i lavori parlamentari, neppure per cinque minuti, mentre l’Italia viene declassata un’altra volta dalle agenzie di rating.
No, le larghe intese non sono un cappio che ci siamo messi al collo in attesa che Berlusconi lo stringa a piacimento.
No: non lasceremo che la nostra democrazia resti schiacciata tra i deliri propagandistici di Beppe Grillo e gli attacchi eversivi di Silvio Berlusconi.

E infine, per l’ennesima volta, no: non abbiamo paura di tornare al voto.

Anzi, chiediamo di organizzare il prima possibile un congresso per scegliere tutti assieme una linea politica chiara ed eleggere dirigenti nazionali capaci di mantenerla. Senza esitazioni, a testa alta.

Lavoro e Democrazia: Roma 22 Giugno 2013. Diario di bordo

Di Italo Stellon (Presidente INCA Francia)

“Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero! Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io”.

Sandro Pertini

Palloncini rossi, verdi e blu hanno colorato Piazza San Giovanni a Roma, i colori dei tre sindacati confederali che dopo 10 anni sono tornati a riempire la storica piazza romana con le parole d’ordine ‘Lavoro è Democrazia’.

Certo che il primo impatto con la manifestazione arrivando a Piazzale dei Partigiani mi ha prodotto sensazioni forti. Davanti a me un gruppo di manifestanti della CISL con le loro bandiere Bianche e Verdi e immediatamente due sentimenti contrapposti: voglia dei battere le mani e dire “bentornati”, voglia di gridare a voce alta “ma dove eravate in questi ultimi 10 anni”.

foto 1

Poi l’incontro con le bandiere della Cgil e l’animo che si placa salutando vecchie amiche e amici che mi considerano “il Parigino”. Immediata la domanda “ma da voi come va?”. Immediata la risposta “non va neppure in Francia come dovrebbe andare e – racconto – mentre dopo 10 anni in Italia si torna insieme, in Francia dopo tante lotte unitarie il sindacato si divide e cominciano i problemi”.

Ho ben chiare le ragioni che hanno indotto CGIL CISL e UIL a scendere unitariamente in piazza. Non c’è più tempo per aspettare, la vera emergenza del Paese è il lavoro. Il lavoro rimasto da salvaguardare e il lavoro nuovo da creare, per garantire la democrazia del Paese. Sì, per garantire la democrazia nel Paese perché senza lavoro si minano le basi della convivenza civile, si moltiplicano le diseguaglianze, si sconvolgono le relazioni sociali.

E’ un messaggio ribadito a gran voce dai tre sindacati confederali al fianco di migliaia di lavoratrici e lavoratori giunti da tutta Italia. E’ il sentire comune che percepisco ascoltando le voci di chi manifesta: donne, uomini, anziani, giovani. E’, in effetti, una risposta forte a chi insiste stupidamente nell’esaltare il cosiddetto conflitto generazionale tra giovani e anziani, tra chi lavora e chi è alla disperata ricerca di una soluzione che non vede.

Sono alla testa del corteo. Altra sensazione forte: il pensiero va alle tante manifestazioni organizzate dalla sola CGIL nel primo decennio di questo nuovo secolo e, osservando i Compagni che hanno il compito di gestire le migliaia di persone arrivate, gli occhi diventano lucidi e, salutandoli, mi verrebbe da chiedere se “serve una mano”. Poi capisco che il mio tempo è passato e mi godo l’intensità della manifestazione.

Arriva lo striscione della Basilicata anticipato da una stupenda banda in costume che ci fa cantare dimostrando che noi, le nostre manifestazioni, il nostro gridare la rabbia che ci accompagna, noi siamo i protagonisti di questa democrazia e intendiamo rimanerlo.

Da Piazza dei cinquecento è partito l’altro corteo. S’incontreranno a Piazza San Giovanni luogo simbolo di tante manifestazioni e di tante lotte. Mi dicono che un gruppo di giovani ha animato e dato vita al famoso quadro di Pelizza da Volpedo dedicato al “Quarto Stato’ del 1901”.Iconografia mai così attuale in una situazione che vede costantemente crescere la povertà di tanti e la ricchezza di pochi. Esattamente come allora.

foto 2

Slogan forte quello di lavoratori dell’Indesit Company partiti con 4 pullman da Fabriano e che rappresentano i 1.425 esuberi annunciati con il piano di ristrutturazione dal gruppo di elettrodomestici. Ristrutturazione che ovviamente presuppone delocalizzazione verso Paesi più poveri e dove il lavoro è sfruttato in maniera selvaggia. Per questo il grido è ‘1.425 volte no: la storia siamo noi’.

E’ chiaro a tutti che Il Paese non può più aspettare. Il tempo di promesse e annunci è finito mentre assistiamo ogni giorno allo stillicidio d’imprese che chiudono e al moltiplicarsidel ricorso alla Cassa integrazione e alla disoccupazione.

Ancora una volta a incalzare il Governo è Susanna Camusso, la mia Segretaria Generale. Per il lavoro bisogna avere il coraggio di decidere ora e non fra qualche mese”. “Serve un cambio di passo, perché quanto fatto in questi mesi, non ci accontenta. Bisogna avere il coraggio di trovare soluzioni considerando che per salvare il Paese bisogna innanzitutto risolvere le emergenze a partire dalla disoccupazione e quindi dal rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga“.

Si coglie tra i manifestanti un senso di ribellione e nello stesso tempo d’impotenza. La speranza no, non è il sentimento attuale. E non lo è perché i fatti di questo Governo non rappresentano la discontinuità che una situazione tanto grave avrebbe dovuto alimentare.

foto 3

E allora l’applauso alla denuncia del Segretario Generale della CGIL che chiede spiegazioni all’esecutivo “perchédopo aver annunciato lo stanziamento per la CIG in deroga non firma i decreti attuativi e rende disponibili le risorse” non è un applauso liberatorio ma un voler amplificare a mille voci la stessa denuncia.

I giovani allora e la loro condizione, la precarietà dilagante che incrementa sempre più il ricorso a un’illegalità diffusa per scaricare sul lavoro l’assenza d’innovazione, ricerca, capacità di essere attori di qualità nella competizione globale: parole che solo gli stolti e i prevenuti possono considerare “il solito bla, bla, bla”.

L’altalena dei dati sulla cassa integrazione in tutte le sue articolazioni è dimostrativa di quanto oramai sia fuori controllo la capacità di reagire alla crisi. I dati salgono e scendono senza sosta segnalando un incremento del +6,74% rispetto ai primi 5 mesi dello scorso anno per un totale di ore pari a 457.258.239.

Cresce la Cassa “ordinaria”di ben il22,56% sui primi cinque mesi del 2012, cresce la“straordinaria” –del +27,42% sullo stesso periodo del 2012.Significativo il dato della Cassa “in deroga” –che cala rispetto al 2012 ma registra nel contempo un incremento vertiginoso pari al 139,02% nel mese di maggio se rapportato ai dati di Aprile.

Dati lontanissimi da quelli già preoccupanti del 2012 quando la media di cassa integrazione si attestava tra i 28/29 milioni di ore al mese, che ci segnalano una drammatica emergenza fatta di centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori che non stanno percependo alcun reddito, sebbene ne abbiano diritto”.

 

“Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero! Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io”.

Era il 1983 quando Sandro Pertini pronunciò queste parole, oggi più che mai attuali ma ancora poco consone negli atti sia del Governo sia del mondo imprenditoriale.

Parole importanti, significative di un concetto alto della democrazia e della libertà, quelle pronunciate da Pertini e riprese nei concetti espressi dai tre leader sindacali nel concludere la manifestazione. Parole che non cancellano lo’sconforto’determinato dalla fotografiareale di un paese alla deriva e sul crinale di un baratro.

foto 4

“Un paese composto di giovani disoccupati, precari senza futuro, cassaintegrati ‘condannati’ alla disoccupazione, esodati ‘in attesa di giudizio’, pensionati prossimi alla fame e i pochi che lavorano tartassati. Insomma una situazione drammatica e deprimente. E la parola “precarietà” è diventata l’altro nome della sofferenza”. Non sono parole mie ma uno dei mille commenti a questa giornata romana che un punto fermo: bisogna, dobbiamo, è indispensabile reagire e saperlo fare mettendo in campo idee concrete: tanto per dire, rileggersi il documento sul lavoro della CGIL.

Il governo assicura programmi di occupazione giovanile e possibili misure per far ripartire il lavoro, ma, di fatto, non ha realizzato finora azioni tangibili, il che spiega dunque “il leggero disappunto”, o forse meglio “l’enorme incazzatura” chiaramente palpabile tra i gruppi oggi presenti alla manifestazione, che hanno rivendicato una svolta concreta e non soltanto l’ennesimo tirare a campare e l’ennesima enunciazione di proclami senza alcun seguito.

Dicevo all’inizio di questo mio diario sulla manifestazione del 22 Giugno che non bisogna, infatti, essere psicologi per capire che il lavoro è alla base dell’identità e dell’integrazione sociale della persona e che, senza lavoro chiunque si ritrova in una dimensione di sconforto e di depressione, perché senza lavoro è proprio l’insieme della vita che non si regge in piedi.

Il disoccupato, l’esodato, il cassaintegrato, il precario, vivono immobilizzati, incatenati, inchiodatiin un presente intollerabile in attesa di un futuro inesistente. La garanzia del lavoro è l’antidepressivo più forte che esista. Ed è ormai chiaro e dimostrato che la flessibilitàdi solito tradotta inprecarietà non è la soluzione per far ripartire l’economia.

“Lavoro è dignità, libertà e autonomia” ha affermato oggi la mia Segretaria Generale ed io sono proprio d’accordo con lei perché in questo mondo globalizzato dove c’è chi rivendica il ritorno ai miti dell’800 dove il padrone era il padrone e il lavoratore aveva solo il diritto di non protestare, riconoscere il valore del lavoro è la principale forma di emancipazione, partecipazione e democrazia.

La piazza a poco a poco si svuota e si ritorna verso i parcheggi e le stazioni. Lentamente, senza fretta, tanto si sa!  Da lunedì si riparte difendere il poco lavoro che c’è e a lottare per il lavoro che si vorrebbe.

 

Prossimi appuntamenti

Questi i prossimi appuntamenti a cui invitiamo tutti a partecipare.

forum2013

–   Sabato 22 giugno, presso la Mairie du XIIIème, dalle 10 alle 18h, in place d’Italie (coté Avenue des Gobelins), saremo presenti con uno stand dell’Associazione Democratici Parigi al Forum delle Associazioni italiane. E’ un appuntamento annuale che valorizza la diversità della comunità italiana di Parigi e vi invitiamo calorosamente a passare per rendervi conto di presona della quantità e qualità delle proposte sul territorio. Il programma delle animazioni è consultabile sul sito www.associazioni-italiane.org

–   Martedì 25 giugno, presso la storica sede dei Garibaldiens, al 20 rue des Vinaigriers (Paris Xème, metro Jacques Bonsergent) alle ore 20h vi invitiamo ad un confronto tra il Partito Democratico Parigi e il Movimento 5 Stelle di Parigi, per una serata di dibatto e confronto tra militanti sui temi: Internet e democrazia; funzionamento decisionale nei partiti e nei movimenti; economia, Europa, società.

–     Giovedì 27 giugno, presso la sede ACLI al 28 rue Claude Tillier (Paris Xième, metro Nation), alle ore 20h30, terremo l’ultima riunione del PD Parigi prima delle vacanze estive. Oltre a esporre le attività della segreteria, affronteremo in particolare le ultime elezioni amministrative, l’attualità politica italiana e soprattutto la preparazione del Congresso nazionale del PD.

– Sabato 29 giugno parteciperemo al Gay Pride di Parigi, dandoci appuntamento presso la stazione della RER B di Port Royal, angolo bd. du Montparnasse con bvd. Saint-Michel, alle ore 14h. Vi invitiamo a partecipare per difendere i diritti civili, in Francia come in Italia.

A seguito della manifestazione, vi segnaliamo la presentazione del libro di Nicola Tanno, “Tutta colpa di Robben” alle 17h30 presso la sede ANPI (Les Garibaldiens, al 20 rue des Vinaigriers), organizzata dall’Associazione Metropolis e dai nostri compagni di Sinistra Ecologia e Libertà Parigi. 

Come sempre, la partecipazione a tutte le nostre attività é aperta a tutti, e vi aspettiamo numerosi.

 

Epifani a Parigi

Care iscritte e cari iscritti,
 
a nome della segreteria del PD Parigi vi segnalo il Forum dei progressisti europei, organizzato dalla Fondation Jean-Jaurès e  dalla FEPS, che si terrà Sabato 15 giugno a partire dalla ore 14h presso la Mutualité.
La partecipazione é aperta a tutti, ma è necessario iscriversi a 
Alla manifestazione sarà presente il segretario nazionale del PD Guglielmo Epifani: si tratta quindi di un’occasione interessante per ascoltare un suo intervento dal vivo in un contesto internazionale.
Epifani arriverà a Parigi in mattinata ed é atteso nel pomeriggio all’Eliseo. Nonostante non ci siano i tempi tecnici per un incontro con il nostro Circolo, alcuni membri della segreteria saranno comunque ricevuti al termine della conferenza. Porteremo il saluto di tutti i militanti e rinnoveremo l’invito al segretario Epifani di venirci a conoscere presto.
 
la segreteria del PD Parigi