Parigi 4 aprile: Giornata della memoria contro tutte le mafie

Il lunedi 4 aprile alle 18 alla Mairie del 13° arrondissement in Place d’Italie, il PD Parigi con Libera e Flare, in collaborazione con tante associazioni italiane e con Ethicando, organizza una serata in cui si parlerà di cosa sia l’antimafia delle associazioni e delle leggi.

All’incontro seguirà una degustazione dei prodotti di Libera Terra grazie al lavoro di Ethicando.

Vi aspettiamo a questa iniziativa straordinaria che abbiamo il piacere di condividere con :

Anpi Francia

Inca Francia

Fabbrica di Nichi Parigi

Maison des journalistes

Reporters sans frontieres

Focus in

Lundi 4 avril 2011

Palce d’Italie

Mairie du 13° arrondissement

entre 18h30 et 21h30

“Journée de la mémoire et de la mobilisation pour les victimes du crime organisé”

organisée par les associations: Libera, FLARE, Association Democrates Paris -Parti Democrate Italien, Mafia nein danke.

En Italie, le 21 mars de chaque année, depuis XVI ans, Libera organise une journée de la mémoire et de l’engagement,
pour commémorer les victimes des mafias et leur engagement dans la lutte
pour la légalité.
http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4176

Cette année, vu le travail de sensibilisation mené à niveau européen par FLARE (www.flarenetwork.org/ )
et en Allemagne par Mafia nein danke (http://www.mafianeindanke.de/),

nous souhaitons répondre à l’événement italien avec une date
internationale, et se retrouver pour parler du travail de la société
civile aux cotés des victimes de la criminalité organisé et écouter
leurs histoires.

Avec:
On. Laura Garavini, député du Parlement Italien, animatrice de Mafia nein danke
Beatrice Biagini, Parti Démocrate Italien Paris

Maria Chiara Prodi, Libera Paris

Fabrice Rizzoli, Flare Paris

Et avec les temoignages de:
Ilya Politkovsky (fils d’Anna Politkovskaja)
Agil Agkaly (journaliste)
Viviana Mantragola (fille de Renata Fonte)
Elizabeth Borrel
Fabienne Boulin

Attention: selon règlement de la salle on voudrait organiser une petite
dégustation des produits agricoles obtenus par les coopératives qui
travaillent, en Italie, sur les biens confisqués aux mafieux. En collaboration avec Ethicando.

Scuola e Costituzione

http://www.repubblica.it/scuola/2011/03/01/news/scuola_pubblica-13029862/
Premesso che non c’è peggio alle contraddizioni disarticolate del Presidente del Consiglio (e che nessuno riesce a misurarsi con la sua totale mancanza di senso dello stato),
l’articolo di Settis sulla scuola pubblica, apparso su repubblica, mi ha lasciato molto delusa.
Non si difende la scuola rileggendo (solo) la Costituzione.
La Costituzione non è un Libro sacro: è il frutto di compromessi e di idee di un mondo che per certi versi ci è diventato lontano. Ed è un libro di principi, non di leggi. Siamo entrati in una fase di sfrenato costituzionalismo, per il semplice motivo che molte delle persone che ci governano da anni sono talmente, abissalmente, lontani dalle preoccupazioni dello stato che non hanno pensato necessario leggere la Costituzione prima di accettare un incarico di governo, o di parlamentare. L’ignoranza di alcuni non fa della Costituzione un LIbro sacro. Certo, resta il aftto che non si tratta neanche di una raccolta di principi come se ne possono fare in qualunque momento della storia: la Costituzione nasce in un momento sensibile, ed è appunto il frutto di una conciliazione tra posizioni opposte, come non la si vede comunemente in momenti di normale lotta politica tra posizioni divergenti.
Detto questo, non mi pare che la costituzione sia la ragione per difendere la scuola pubblica, né che una battaglia si possa limitare a scuola pubblica contro privata. E cito qualche punto che mi pare dovrebbe entrare nel dibattito:
1. La scuola privata italiana è un caso unico al mondo. Tipicamente le scuole private sono migliori delle pubbliche: vengono scelte, da chi puo’, per fare meglio; chi non puo’ si accontenta di “quello che passa il convento”. In Italia la scuola privata è sinonimo di insegnamento retrogrado e soprattutto di: pago per poter prendere un diploma anche se resto analfabeta. La scuola privata italiana è sinonimo di scuola cattolica, e finanziare la scuola privata significa finanziare in modo “indiretto” la Chiesa cattolica (motivo per il quale sono i governi di centro-sinistra che si trovano a dover finanziare la scuola privata, appunto cattolica: è il prezzo da pagare per guadagnare un po’ di pace dalle gerarchie cattoliche). Magari questo è un problema, e dovremmo essere capaci di immaginare una scuola privata che viene finanziata (per esempio via vouchers, non via interventi diretti) per i suoi insegnamenti (non per i principi che inculca). Finché la scuola sarà vista come un luogo in cui inculcare principi, i fondi andranno a vuoto.
2. Non esiste più solo la scuola. Dalla Costituzione a oggi il mondo dell’educazione e della formazione è cambiato. Si parla di formazione tutta la vita, di sociétà della conoscenza. Quante famiglie pagano almeno due corsi a settimana ai loro figli, vuoi di sport, di inglese o musica? Questa è educazione, ed è privata, a carico delle famiglie, perché extra-scolare. Le formazioni che gravitano intorno alla scuola sono un elemento chiave della nostra società, quando si tratta di formazione. Se ne puo’ fare a meno? basterebbe “potenziare” il servizio pubblico? O invece è bene che restino dei margini perché ogni famiglia e poi ogni adolescente possa fabbricare il suo menu’ “à la carte” in termini di formazione? Ma in questo caso, se imparare inglese in privato, o violino, non è più un semplice vezzo, ma un complemento integrativo della formazione di base, diventa necessario pensare a modi di finanziamento per le famiglie. Oppure si lascia libero corso al solito divario tra chi puo’, e chi non puo’. L’uguaglianza sociale, le opportunità per tutti non passano più, come al tempo della Costituzione, per gli 8 anni di istruzione pubblica obbligatoria per tutti. LO dico in altro modo: cominciamo a pensare che quell’orizzonte è, per il nostro mondo, al di sotto del minimo educativo richiesto per fare parte di una società in modo pieno.
3. La scuola pubblica non va, e non solo perché mancano insegnanti. Anche se di certo mancano insegnanti. Ci sono riforme che costano, ma non solo. Non sono necessariamente i paesi che spendono di più in educazione quelli che hanno un miglior sistema educativo. Finlandia docet. Quando si chiedono soldi (e sottolineo che questi soldi vanno chiesti) lo si deve fare con un piano in mente: aumentare il gettito alla scuola pubblica, o anche mantenerlo, senza sapere cosa farci, non salverà la scuola dal disastro:
– quanti maestri vogliamo per la scuola elementare? Perché?
– cosa vogliamo insegnare alla scuola media? Fino a che età?
– che tipo di istituti immaginiamo per la scuola post-obbligo? In che relazione con le formazioni professionalizzanti e quelle orientate alla ricerca (la divisione per esempio delle università finlandesi)?
– come si articola la scuola pubblica con l’offerta di formazione del territorio? Quanto si puo’ “esternalizzare”? Faccio un esempio: insegnamento delle nuove tecnologie. Si aprono tre scenari possibili. Nel primo la maestra delle elementari si studia a casa un manualino e poi insegna ai bimbi quello che ha capito su come funzionano computer, web e altro. Scenario 2: la scuola paga un insegnante speciale per diverse classi, che si occupa solo di tecnologie. Scenario 3: si favorisce la crescita di centri cittadini per la formazione alle nuove tecnologie, con attività pedagogiche validate dirette ai bimbi delle elementari, ai ragazzini delle medie e superiori, ma anche agli anziani, ai lavoratori di diverse discipline. La scuola passa “contratti” con queste strutture, cosi’ come lo fa il Comune che deve formare i propri dipendenti, o la Casa di riposo. Queste strutture non si limitano, non devono, all’offerta pedagogica: fanno mostre di arte e tecnologie, conferenze sull’uso delle tecnologie nella ricerca scientifica, e quello che potete immaginare di buono, bello e diretto alla popolazione più larga possibile. La scuola è uno degli elementi del territorio, si nutre delle offerte del territorio, le coordina e fornisce quell’educazione indispensabile anche a saper e poter approfittare di questi tipi di formazione. Fa leggere, fa scrivere, fa imparare cosa significa diventare esperti inun certo dominio, e a usare queste conoscenze in altri domini. Insegna cosa uol dire andare a fondo di una conoscenza, vederla sotto tanti punti di vista. Galileo scienziato e scrittore, l’astronomia nella storia e oggi, la matematica che ha permesso i salti nella scienza astronpmica, la storia della religione e il suo rapporto alla scienza.
4. Questo comporta anche riforme in termini di idee sulla scuola, alla luce di quello che oggi si sa e non si sapeva all’epoca della Costituzione, su cosa funziona, e cosa no, e perché. O meglio, definitivamente: idee sull’educzione, non sulla scuola.
Finisco con una critica diretta a Settis: quello che mi preoccupa non è che il Ministero in mano alla Gelmini non si chiami più “della Pubblica Istruzione”, ma solo “dell’Istruzione”; è che non si chiami Ministero dell’Educazione della Formazione. Perché vuol dire essersi persi unnodo importante nel cambiamento della nostra società.

Se non ora quando!

Anche il PD Parigi partecipa alla manifestazione per la dignità delle donne il 13 febbraio a Parigi al Sacro Cuore. Berlusconi dimettiti!

vi ricordiamo inoltre i prossimi appuntamenti

  1. il 9 febbraio alla sede dei Garibaldini la prima riunione per la costituzione dell’ANPI Francia;
  2. l’11 febbario la nostra iniziativa con Giulio Cavalli e Pippo Civati
  3. il 13 febbraio le manifestazioni a sostegno del movimento delle donne in Italia al Sacro Cuore organizzata da varie associazioni e al Centre Pompidou organizzata da DIRE

Berlusconi dimettiti

Anche il PD Parigi raccoglie le firme per chiedere le dimissioni del premier.

Qui l’appello e la possibilità di firmare

Berlusconi dimettiti

La tua firma per cambiare l’Italia

Presidente Berlusconi, lei ha disonorato l’Italia agli occhi del mondo, non ha più la credibilità per chiedere agli italiani un impegno per il cambiamento e con la sua incapacità a governare sta facendo fare al paese solo passi indietro. Lei dunque se ne deve andare via. L’Italia ha bisogno di guardare oltre, per affrontare finalmente i suoi problemi: la crescita, il lavoro, un fisco giusto, una scuola che funzioni, una democrazia sana. Noi dobbiamo dare una prospettiva di futuro ai giovani. Con la sua incapacità a governare e con l’impaccio dei suoi interessi personali lei è diventato un ostacolo alla riscossa dell’Italia. Per questo presidente Berlusconi lei si deve dimettere. L’Italia ce la può fare, dispone di energie e di risorse positive. È ora di unire tutti coloro che vogliono cambiare. È ora di lavorare tutti insieme per un futuro migliore.

Le mafie al Nord: letture da un libro scomodo

invito

Venerdi 11 Febbraio
Ore 20.00

presso la sede del Partito Socialista francese
Federazione PS Paris al 32, rue Alexandre Dumas (métro Rue de Boulets)

Le mafie nel nord italia
Serata di lettura, recitazione e dibattito intorno al libro
‘Nomi Cognomi e Infami’
di Giulio Cavalli
Partito Democratico
Circolo di Parigi

Con Giulio Cavalli attore, scrittore
e consigliere regionale lombardo dell’IDV
e Pippo Civati
politico, blogger, consigliere regionale lombardo
e membro della Direzione Nazionale del PD.

Per questa serata stiamo organizzando una
vendita, su prenotazione via email, dei prodotti
alimentari (pasta, conserve, vino, olio) di Libera
Terra, risultato del lavoro delle cooperative
sociali sulle terre confiscate alle mafie nel
sud Italia.

Per ulteriori informazioni:

partitodemocraticoparigi@gmail.com

Serata organizzata da: Circolo PD-Associazione Democratici Parigi  in collaborazione con Libera

Affare Battisti, che vergogna.

Non so come la pensate voi, so che qualcuno considera che si stia dando e apposta troppa attenzione a Battisti, ma, stando in Francia, io trovo la questione grave, e il personaggio disgustoso.
Se avete coraggio leggete quello che dichiara l’assassino di persone normali che, come tanti altri imbecilli, in quegli anni si sentiva un eroe della rivoluzione
http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/22/news/battisti_torna_a_parlare_lula_ha_avuto_coraggio-11520137/?ref=HREC1-4

Per memoria ecco le sue vittime, tra le quali non risulta nessun grande capitalista o stragista di stato (il che non costitutirebbe comunque una giustificazione neanche immaginabile per l’omicidio; solo, rendiamoci conto della pochezza dell’uomo Battisti: un assassino di gente comune, se non un assassino comune – gli assassini comuni finiscono in galera):
Andrea Santoro fu il primo a cadere sotto i colpi dei Pac. A 52 anni viveva una vita tranquilla con la moglie e i tre figli, a Udine, dove comandava con il grado di maresciallo il carcere di via Spalato. Il 6 giugno del ’78, quando lo uccisero, non era ancora passato un mese dal ritrovamento del cadavere di Aldo Moro in via Caetani e l’Italia era ancora sotto choc. Lo attesero sotto il carcere e quando arrivò lo freddarono con una pistola militare. A sparare, secondo gli inquirenti furono proprio Battisti e una complice, con la quale si scambiò false carezze fino al momento di colpire.
Il 16 febbraio la prima, duplice azione: a Milano fu ucciso il gioielliere Pierluigi Torregiani; a Mestre il macellaio Lino Sabbadin. Nella rivendicazione fu scritto che «era stata posta fine» alla loro «squallida esistenza». Il gioielliere e il macellaio avevano in comune una cosa: spararono e uccisero un rapinatore. E per questo furono puniti; una vendetta insomma. Torregiani fu ammazzato poco prima delle 16, davanti alla sua gioielleria nel rione Bovisa. Gli spararono mentre usciva dal negozio assieme al figlio: il gioielliere fece in tempo ad estrarre la pistola e a far fuoco, ma non a salvarsi. Suo figlio, poco più che adolescente, invece si salvò. Ma fu ferito alla spina dorsale e rimase paralizzato. Due ore dopo, alle 18 fu la volta di Lino Sabbadin. Due giovani entrarono nella sua macelleria a Santa Maria di Sala e gli spararono con una calibro 6,35. La colpa di Sabbadin era quella di aver ucciso un rapinatore che due mesi prima era entrato nella macelleria. Il ’79 dei Pac non era ancora finito: il 19 aprile fu la volta di Andrea Campagna, agente della Digos milanese, uno «sbirro». Uno sconosciuto si avvicinò al poliziotto appena 25enne in via Modica, nel quartiere della Barona, e sparò.

Gli intellettuali francesi che difendono uno del genere (intellettuali, si fa per modo di dire, a parte una giallista, per il resto si tratta di pseudo-filosofi noti per un uso ampio del pressapochismo quando si tratti di realtà, e di razionalità) non sanno neanche che Battisti ha ricevuto i favori della legge Mitterand in qualità di collaboratore dei servizi segreti francesi per svelare i suoi contatti coi terroristi internazionali.

Che pena questa Francia finto liberal
Elena pasquinelli

Ostellino, per favore.

L’editoriale di Ostellino sul Correiere della Sera del 19 gennaio ha scatenato non poche reazioni.

Noi del PD Parigi e dell’associazione Democratici Parigi abbiamo reagito sommergendo il sito del Corriere di lettere di protesta.

Ne pubblichiamo qui due, due lettere tra le tante per chiedere rispetto:

Egregio direttore,

l’articolo apparso ieri sulla prima pagina del Corriere, a firma di Pietro Ostellino, è a dir poco indegno di un grande quotidiano.

Senza scendere in dettagli ,  superflui per qualsiasi essere pensante, ci  aspettiamo che Lei e la sua Redazione  vogliate  immediatamente ed opportunamente prenderne le distanze con un esplicito editoriale.

Se così non fosse, tanti lettori  – uomini o donne, non importa  – saranno indotti a pensare  che anche il suo giornale,  un tempo voce autorevole ed interessante,  sia ormai divenuto espressione dell’opportunismo immorale e del degrado etico, pubblico e privato, in cui  sprofonda l’Italia.

Distinti saluti

———————

Egregio Ostellino, sono un papà che sta cercando di educare al meglio la propria figlia. Ho letto il suo editoriale e sto provando a spiegarlo in maniera più facile alla mia bambina.
Lei usa certi paroloni che magari ai più giovani risultano difficili. Vediamo se ho capito bene. Lei scrive:

<< Una donna che sia consapevole di essere seduta sulla propria fortuna e ne faccia – diciamo così – partecipe chi può concretarla non è automaticamente una prostituta>>.

Ecco, questa frase a mia figlia la spiego cosÌ: allora, bambina mia, hai visto che sei tra le più carine della classe e hai un culo che anche i grandi si voltano a guardarlo? Bene, allora sappi che con quel culo puoi fare successo. L’importante  – diciamo così –  è che tu lo dia alle persone giuste. Non a tutti, ma solo a chi può davvero poi fare qualcosa per te.


Non aver paura di cosa diranno le tue compagne di classe invidiose, non sarai automaticamente una mignotta. Ho capito bene, Ostellino?

E ancora:

<<Il mondo è pieno di ragazze che si concedono al professore per goderne l’indulgenza all’esame o al capo ufficio per fare carriera>>.

Sul farsi sbattere dal capo ufficio per far carriera non c’è problema, glielo ho spiegato e ha capito al volo. Però alcune frasi tipo “Concedersi per goderne l’indulgenza” risultano ancora ostiche. Mi aiuti, la prego: io l’ho spiegato a mia figlia dicendo che non c’è problema a farsi scopare dal professore per passare gli esami; ho riassunto bene? Però non ho ben capito dall’articolo se parliamo dell’esame di maturità o se ci immaginiamo mia figlia già all’università. Veda, adesso frequenta la secondaria, le medie di una volta, però a fine anno avrà già un esame. Ha tredici anni, le dico che può iniziare subito a seguire i suoi consigli? O è meglio che inizi prima a fare un po’ di esperienza con i compagni di scuola? Sa, è ancora giovane e non sia mai me la bocciano per un pompino mal fatto! E i professori in questo caso sono più d’uno! Cosa le devo suggerire: amplessi separati o orgia? Ostellino, mi può illuminare? Lei a sua figlia cosa ha consigliato?
Resto in attesa di suoi consigli più precisi e nel frattempo ringrazio lei e il Corriere della Sera per il bell’articolo che aiuterà senz’altro molti genitori a spiegare alle proprie figlie la differenza tra “fare uso del proprio corpo per ottenere una promozione o godere indulgenza all’esame” (cosa normalissima e leggittima), e prostituirsi (cosa illeggitima). Si figuri che noi ottusi questa differenza non l’avevamo ancora notata.

Grazie ancora, Cordiali saluti

Nomi, Cognomi e infami

Venerdi 11 Febbraio a Parigi
Ore 20.30

Le mafie nel nord italia
Serata di lettura, recitazione e dibattito attorno al libro
‘Nomi Cognomi e Infami’
di Giulio Cavalli

Serata organizzata da: Circolo PD-Associazione Democratici Parigi e Libera

Con Giulio Cavalli attore, scrittore
e consigliere regionale lombardo dell’IDV
e Pippo Civati
politico, blogger, consigliere regionale lombardo
e membro della Direzione Nazionale del PD.

Per questa serata stiamo organizzando una
vendita, su prenotazione via email, dei prodotti
alimentari (pasta, conserve, vino, olio) di Libera
Terra, risultato del lavoro delle cooperative
sociali sulle terre confiscate alle mafie nel
sud Italia.

LES MAFIAS? ON VA SE LES CUISINIER!
Les cultures des terres confisquées aux mafias directement à nos assiettes.

MAFIE? PRENDIAMOLE PER LA GOLA!
I prodotti delle terre confiscate alle mafie direttamente sulle nostre tavole.

Achat solidaire
de produits alimentaires biologiques
des coopératives sociales Libera Terra.

Participez à ce groupe en commandant les produits biologiques
– Pâtes, huile d’olive extra vierge, sauce tomate,
crème d’artichauts, artichauts sous huile –
avec le formulario
ou demandez-le à info@ethicando.com

Date limite de commande le 21 janvier !

Le retrait des commandes aura lieu samedi 12 février à Paris* à partir de 20h30 dans la soirée
de lecture, récitation et débat: “Les mafias dans le nord Italie” où nous accueillerons Giulio
Cavalli, qui nous présentera son livre “Nomi, Cognomi e Infami” (“Noms, prénoms et
traîtres”), accompagné de son collègue Pippo Civati (conseiller régional de Lombardie).

* le lieu précis vous sera communiqué dans les prochains jours

L’Association Démocrates Paris est l’association qui regroupe à Paris les militants et les sympathisants du Parti
Démocratique Italien. http://www.partitodemocraticoparigi.org  partitodemocraticoparigi@gmail.com

Libera est une organisation regroupant groupes, associations, écoles, particuliers qui interviennent
territorialement pour combattre les organisations mafieuses. http://www.libera.it

Ethicando  – goût et style 100% made in social – est une plateforme commerciale et d’information de marques
italiennes 100% made in social   http://www.ethicando.com info@ethicando.com