E’ stato attivato da oggi la possibilità di votare on-line per le prossime primarie: per votare è necessario effettuare una pre-registrazione entro le 23:59 (ora italiana) del 28 aprile seguendo il link https://www.primariepd2017.it/chi-vota/ e cliccare su “Voto telematico dall’estero”.
Viva il 25 aprile
Viva il 25 aprile. Qualcuno in questi giorni mi ha chiesto: davvero è la festa di tutti? A questo domanda ho risposto così : è la festa di coloro che si riconoscono in una storia, quella dell’alleanza tra forze diverse (comunisti, socialisti, cattolici, azionisti, liberali, persino alcuni monarchici) per una comune battaglia contro il nazifascismo, in favore della nascita di una Costituzione, di una democrazia. Che certo ha avuto e ha mille difetti. Come capita alle democrazie. (Mentre i regimi autoritari hanno un tratto comune: la pretesa di essere perfetti). Io, personalmente, mi riconosco in questa storia e sono grato e sempre lo sarò a chi ha lottato, rischiando e spesso perdendo la vita, contro chi deportava gli ebrei in campo di concentramento, a chi mi ha permesso di nascere in un paese libero e democratico, dove mai in vita mia ho avuto timore o reticenza ad esprimere le mie idee, giuste o sbagliate, e sempre ho potuto ascoltare quelle degli altri.
Non so se è la festa di tutti. Ma per me è una festa. Viva il 25 aprile.
Maurizio Puppo
Primarie PD del 30 aprile: seggi a Parigi e in Francia
Anche a Parigi e in Francia sarà possibile partecipare alle primarie aperte per l’elezione del segretario e dell’Assemblea nazionale del Partito Democratico di domenica 30 aprile. Queste le informazioni sui seggi:
Incontro con Laura Garavini, Ettore Rosato e Andrea Manciulli
Venerdì 31 marzo, alle ore 18, alla sede ACLI di Parigi (28, rue Claude Tillier, nel 12ème arrondissement) il circolo PD Parigi organizza un incontro con Laura Garavini (Componente Ufficio di Presidenza Pd Camera), Ettore Rosato (Presidente di gruppo Pd Camera) e Andrea Manciulli (Vicepresidente Commissione Affari Esteri).
Con loro discuteremo in modo libero, aperto e spassionato dei tanti temi dell’attualità politica e sociale, ovviamente con un’attenzione particolare a quella italiana e quella francese.
Vi aspettiamo numerosi.
Circolo PD Parigi
Congresso di Circolo PD Parigi : risultati
Care tutte, cari tutti,
Eccovi i risultati delle primarie del nostro circolo PD Parigi, tenute oggi (25 marzo 2017):
40 votanti (57 sono gli iscritti);
24 voti per Orlando (60%),
14 per Renzi (35%),
2 per Emiliano (5%).
Il voto è stato preceduto da una bella presentazione delle mozioni, e poi da un’animata, e altrettanto interessante, discussione. Grazie a tutti!
Verso il Congresso 2017
Come già annunciato, affronteremo temi dell’attualità politica italiana – in particolare il PD verso il Congresso 2017: modalità congressuali, candidature in campo, e prospettive politiche dopo l’ultima Assemblea nazionale – e francese, analizzando la campagna in corso per le elezioni presidenziali e lo scenario politico a sinistra.
Confermiamo invece gli appuntamenti seguenti in vista del Congresso 2017 del Partito Democratico per l’elezione del segretario nazionalei :
Sabato 25 marzo dalle ore 15 sempre presso le ACLI – 28, rue Claude Tillier ci sarà invece il CONGRESSO DI CIRCOLO, ossia il voto degli iscritti per la scelta del segretario nazionale del Partito Democratico. Tutti possono assistere alla discussione delle mozioni congressuali; potranno tuttavia votare solo coloro che sono già iscritti al Partito Democratico.
Infine, domenica 30 aprile si terranno le PRIMARIE APERTE per la scelta del segretario nazionale del PD: possono votare tutti i cittadini italiani che si dichiarino elettori del Partito Democratico (non è necessario essere iscritti al partito). Vi informeremo prossimamente su orario e distribuzione dei seggi elettorali.
Vi aspettiamo numerosi!
La segreteria del Circolo PD Parigi
PS cogliamo l’occasione di questa newsletter per segnalarvi anche alcuni appuntamenti ricreativi:Mercoledì 8 marzo, alle 19h30 presso la sede ACLI di rue Claude Tillier, Festa della Donna – serata con “Suffragette”
Sabato 18 marzo, dalle ore 14h, presso Le Moulin – 21 Bis Rue d’Armaille 75017, Torneo di briscola “Gino Bramieri”
Se non ora, quando?
Può darsi che questa fase della vita del Partito Democratico (faide, minacce di scissione, richiami da entrambe le parti a “fermarsi”) risulti appassionante per gli “addetti ai lavori” o qualche analista politico. Ma probabilmente non è appassionante e nemmeno molto comprensibile per gli altri. Quale è il problema su cui ci si accanisce? Le date del congresso? Decidere chi comanda e chi sarà primo ministro del prossimo governo dopo l’immancabile (basta crederci) vittoria elettorale? Se di questo si tratta, e se è vero che Dio acceca coloro che vuol perdere, allora c’è da essere preoccupati.
Le sconfitte nelle amministrative del 2016, l’esito del Referendum del dicembre scorso, il clima generale, richiederebbero l’avvio di una fase molto diversa. Il PD potrebbe (se solo spendesse meno energie in altre faccende) riemergere da quelle sconfitte coinvolgendo i suoi iscritti e dedicando un po’ di tempo a rielaborare una visione delle cose. Il “sogno di una cosa” (per usare una potente espressione marxiana). E da quel “sogno” fare discendere una concreta, realistica proposta politica.
I temi non mancherebbero. Il disagio sociale, che è la più formidabile riserva per il cosiddetto “populismo” (etichetta con cui ormai si squalifica ogni posizione “urticante”). La riqualificazione del territorio, di cui i terremoti recenti hanno confermato la fragilità. Subito denunciata da tutti come intollerabile, poi progressivamente dimenticata, derubricata di fronte a priorità effettivamente epocali come il litigio sulla data del congresso. I diritti civili. Una persona divenuta cieca e tetraplegica ha chiesto aiuto al Presidente della Repubblica, poche settimane fa, per sottrarsi a questa intollerabile condizione. Per quanto si tratti certamente di robetta di poco conto di fronte a problemi come la conta dei sostenitori delle diverse correnti, sarebbe magari possibile discutere per sapere come si pone il PD di fronte a queste cose, queste sofferenze, questi drammi? La politica del lavoro: come fare entrare nel mondo del lavoro chi ne è escluso, senza però rinunciare a difendere i diritti dei lavoratori (dipendenti o autonomi), cioè a quella che è la missione storica della sinistra? Il rapporto con l’Europa nel tempo del ritorno del “sovranismo” e del protezionismo. Immigrazione. Sicurezza. Riqualificazione dei servizi pubblici: sanità, pubblica amministrazione, scuola. E da qui – dalla scuola – chiedersi come rimettere in moto un “ascensore sociale” bloccatosi ormai da tempo. Politica ambientale ed energetica, investimenti pubblici, informazione nel tempo delle cosiddette “post-truths”. Bisogna continuare? Molte persone si sono avvicinate al PD perché lo hanno considerato, a torto o a ragione, uno spazio di rappresentanza democratica, forse l’unico davvero attivo e vitale in Italia, oggi.
Ma uno spazio di rappresentanza democratica serve a parlare di queste cose, di questi temi. Invece si parla di di congressi, di elezioni, di date, di Renzi, d’Alema, Bersani, di caminetti e di correnti. Di tutto, tranne che della società, dei problemi delle persone. Quale è, adesso e per il futuro prossimo, la visione, la proposta politica del PD? A oggi, non ve ne è una davvero univoca e condivisa. E mai vi sarà, senza un autentico confronto, perché il Partito Democratico è per sua nascita e definizione l’incontro di diverse culture politiche – o meglio, di culture politiche diverse. Per schematizzare, social-democratica, cristiano-sociale e liberal-democratica. Invece di litigare tra correnti, invece di scontrarsi tra tifoserie al servizio di aspiranti capi e capetti, sarebbe necessario confrontare, una buona volta, lo sguardo che queste diverse culture portano sui temi essenziali della nostra società. E capire se il perimetro comune giustifica lo stare assieme. Oppure se quella intersezione è troppo ridotta, e l’alterità irriducibile. In quel caso, eventuali scissioni non sarebbero il risultato un po’ grottesco di faide interne, ma l’accettazione di una diversità che porta a percorrere strade diverse. Così come decidere di continuare a “stare assieme” nel PD non sarebbe un vivere da separati in casa, un sopportarsi per poi spartirsi posti di potere; ma un ritrovarsi tra diversi (nel segno del pluralismo culturale, cioè di una bella cosa) attorno a una proposta comune al servizio di un interesse generale.
Tornare a discutere dei temi della società e della vita, in modo partecipativo e non verticistico, sarebbe, anche, un modo di ridare un po’ di forza e dignità alla politica, di ritrovare “la bella politica”, magari di riavvicinare ad essa molte persone. Che non aspettano altro. Invece, come ha scritto pochi giorni fa Emanuele Macaluso: “se le cose non si modificheranno (…) andranno a sbattere tutti: Renzi e i suoi oppositori”. Proprio così. Se vogliamo evitarlo, quel muro, è necessario tornare a discutere delle ragioni per cui il PD esiste e si propone di governare il paese, di cosa vogliamo fare. Alla scadenza naturale della legislatura manca poco più di un anno.Se non ora, quando?
Incontro con Daniele VIOTTI, eurodeputato PD: le sfide della sinistra in Europa
Care democratiche, cari democratici,
Vi invitiamo giovedì 16 febbraio alle ore 19h30 presso la Fédération de Paris du PS – 32 rue Alexandre Dumas, Paris 11ème all’incontro sul tema
Le sfide per la sinistra, in Europa e in Italia
con Daniele VIOTTI, europarlamentare PD e membro del gruppo Socialists&Democrats al Parlamento europeo.
Affronteremo con lui – oltre che i temi del suo impegno quotidiano di parlamentare europeo del gruppo S&D e l’attività politica dei socialisti europei – i principali nodi nella situazione del PSE e della sinistra in Europa e in Italia.
Inoltre, affronteremo con particolare attenzione la situazione politica francese in vista delle prossime elezioni presidenziali, con le sue contraddizioni e divisioni nel campo progressista, e le sue possibilità di ricomposizione.
A presto,
la segreteria del Circolo PD Parigi
Presidenziali francesi, le (diverse) ragioni della sinistra
Nei giorni scorsi il circolo del PD di Parigi ha espresso congratulazioni e appoggio a Benoît Hamon, vincitore delle primarie del PS (e dei suoi alleati radicali ed ecologisti) e quindi candidato alle prossime presidenziali francesi. Congratulazioni e appoggio che ci sarebbero state anche se il vincitore fosse stato diverso, e che nascono innanzitutto (al di là dei giudizi specifici sulle linee dei diversi candidati) da due elementi. Il primo, che è un dato di fatto, è la convinta appartenenza del PD e del PS francese alla stessa famiglia, quella del socialismo democratico; il secondo è il principio di accettazione del responso di primarie aperte, come espressione di una scelta libera e democratica.
Tuttavia, all’interno del circolo è emersa subito anche un’altra esigenza.Quella di misurarsi con la presenza di due candidati esterni al PS ma riconducibili, in modi e gradi diversi, alla tradizione progressista o di “centro sinistra”. Da una parte Jean-Luc Mélenchon, alla sinistra del PS, dall’altra Emmanuel Macron, su posizioni social-liberali, verso il centro dello schieramento.
Certamente lo spazio politico che parte da Mélenchon, attraversa Hamon e giunge fino a Macron è vasto. Ma sappiamo che questa frammentazione non nasce ex nihilo, sappiamo che corrisponde a una difficoltà di rappresentazione politica, da parte dei partiti storici, che è un dato del nostro tempo. Non possiamo ignorarne l’esistenza, e del resto sappiamo che ampio è anche lo spettro di posizioni e sensibilità esistenti all’interno del PD; per motivi storici e e culturali, probabilmente ben più di quello rappresentato dal PS. Così come non possiamo ignorare che la vittoria di Hamon sposta il baricentro della politica del PS, in alcuni casi su posizioni anche inedite (vedi il “revenu universel”). Un dato politico su cui ciascuno darà da sé il proprio giudizio, ma che in ogni caso è significativo e non può essere ignorato.
Per tutto questo complesso di cose (direbbe Paolo Conte), certo senza venire meno alla nostra fratellanza con il PS francese, abbiamo deciso che nei prossimi incontri del nostro circolo parigino cercheremo di ospitare, capire e discutere le ragioni di tutti coloro che, in modi anche molto diversi, si propongono di rappresentare in Francia i valori della sinistra, o se preferite del centro – sinistra (ci permetterete di non soffermarci sul dilemma se con trattino o senza).
Senza preclusioni, senza pregiudizi. Ma con la voglia di confrontarci, capire, conoscere, scegliere.
Circolo PD Parigi
Présidentielles 2017 : notre soutien à Benoît Hamon
La large victoire de Benoît Hamon aux primaires citoyennes de la Belle Alliance Populaire dimanche dernier en fait le candidat de la gauche socialiste, radicale et écologiste aux prochaines élections présidentielles.
Comme section du Parti Démocrate italien à Paris, nous nous félicitons avec nos amis et camarades socialistes pour la belle réussite de ces primaires, et nous assurons à Benoît Hamon notre plus fort soutien. Ainsi, nous invitons tous nos inscrits et sympathisants de nationalité française à s’engager dans la prochaine campagne électorale, pour assurer à la gauche rassemblée les meilleures chances de victoire.
Bon courage, Benoît!
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La larga vittoria di Benoît Hamon alle primarie della Belle Alliance Populaire di domenica scorsa fa di lui il candidato di socialisti, radicali ed ecologisti alle prossime elezioni presidenziali francesi.
Come Circolo PD Parigi ci congratuliamo con gli amici e compagni socialisti per la buona riuscita di queste primarie, ed esprimiamo a Benoît Hamon il nostro più forte sostegno. Invitiamo quindi tutti i nostri iscritti e simpatizzanti di nazionalità francese a impegnarsi nella prossima campagna elettorale, per assicurare alla sinistra le migliori possibilità di vittoria.