Candidatura a segretario del circolo PD Parigi

Abbiamo recepito entro i termini stabiliti la candidatura di Fabio Liberti a segretario politico del circolo PD Parigi. L’elezione avverrà lunedÌ 18/03/2013 alle ore 20h00 contestualmente all’AG dell’Associazione Democratici Parigi, al 32 rue Alexandre Dumas, Paris (sede della Federazione Paris del PS), secondo l’ordine del giorno :
1. Rapporto morale del presidente ;

2. Bilancio del tesoriere ;

3. Elezioni del segretario politico e del bureau dell’associazione ;

4. Modifica della sede dell’Associazione Democratici Parigi ;

5. Varie ed eventuali.

Di seguito la dichiarazione di candidatura di Fabio Liberti.

Dichiarazione di candidatura

Il Contesto politico

Il Circolo del Partito Democratico di Parigi affronterà il proprio congresso in una fase difficile per il nostro partito e per il nostro paese.

La situazione di stallo istituzionale che si è determinata a seguito delle recenti elezioni sarà forse superata nei prossimi giorni, ma il dato su cui è necessario riflettere sono i quasi quattro milioni di voti che il partito ha perso in quattro anni.
Noi riteniamo indispensabile che si convochi, appena possibile, il congresso nazionale per cercare la via di un cambiamento che sia insieme radicale ed evidente: radicale, perché il PD ha bisogno di dare finalmente seguito alla sua idea fondativa di inclusività, partecipazione e superamento delle antiche correnti di cui tutti parlano, invano, da anni. Evidente, perché sarà fondamentale comunicare in maniera efficace la nostra differenza rispetto agli altri partiti e le nostre proposte responsabili e concrete per l’Italia.

A livello locale, apprezziamo il lavoro svolto dalla segreteria uscente. Il circolo PD Parigi, pur giovane, ha saputo federare intelligenze, passioni, voglia di partecipare. E’ stato aperto alla partecipazione e rappresenta a Parigi un punto di riferimento per la comunità italiana.

Ciononostante il PD, in Francia, ha perso quasi 18mila voti rispetto al 2008. Per quanto il dato debba per forza essere ascritto al generale calo di consensi che ha colpito il nostro partito, non possiamo esimerci dalla piena assunzione delle nostre responsabilità, e stimolarci a rinnovare e rilanciare il Partito Democratico a partire dalla realtà in cui viviamo.

Il PD Parigi che vogliamo

Il circolo per il quale vogliamo impegnarci dovrà essere un circolo:

  1. Aperto ed inclusivo
  2. Coraggioso e unito
  3. Trasparente e basato su regole chiare
  4. Produttivo ed esigente
  5. Influente, in Italia e in EuropaQuesto documento – che si rivolge ad iscritti, elettori e simpatizzanti – vuole essere una base volta a stimolare una discussione, un dialogo franco e aperto a ogni ulteriore contributo. Con questa motivazione ci sentiamo di proporlo all’assemblea che sarà chiamata a eleggere la nuova Segreteria.

    Il nostro impegno produrrà risultati unicamente se sarà supportato, affiancato e arricchito dall’impegno di tutte e tutti, per costruire il PD Parigi di domani.

    1. Un circolo aperto ed inclusivo

    Il sogno costituente del Partito Democratico, nato dalla fusione di tradizioni culturali e politiche nobili e antiche, è l’apertura alla società, al mondo associativo, al volontariato, alla partecipazione di chi non conosce le forme di partecipazione classica ad un partito ma ha una naturale propensione all’impegno, e vuole mettere a disposizione degli altri le proprie competenze e le proprie energie. Il circolo parigino – in questi primi anni successivi alla sua fondazione – ha intrapreso un positivo percorso di apertura di cui va dato atto alla Segreteria uscente: su questo punto non si torna indietro e non si inverte la rotta. Dovremo, anzi, aprirci ancora di più per far partecipare ancora più soggetti, più persone e sviluppare al nostro interno più idee.

    Al nostro circolo parteciperanno, secondo i diritti e i doveri previsti dallo Statuto del Partito Democratico, tesserati, simpatizzanti, elettori, curiosi. Tutti devono sentirsi valorizzati e

partecipi, perché il contributo di ciascuno é importante per lo sviluppo del Partito. Un partito che rifiuta il dialogo, il dibattito d’idee, che rigetta dei potenziali elettori, è un partito destinato a restare minoritario.
Nello scambio d’idee, infatti, la più ampia partecipazione garantisce diversità di posizioni e maggiore ricchezza nell’analisi della realtà. Ma la nostra missione non si esaurisce nel dialogo. Noi vogliamo contribuire all’elaborazione di un progetto politico di respiro europeo, pesare nel determinare la direzione che il Partito Democratico prenderà in futuro. Il tesseramento non è un rito fine a se stesso, ma la condivisione di un orizzonte comune, e il mezzo per dar forza al comune progetto.

L’inclusività e la partecipazione non si rivolgono però solo a chi oggi è fuori dal circolo del PD di Parigi. Agli iscritti, ai militanti e ai simpatizzanti dev’essere data la possibilità di partecipare alla vita e alle decisioni del circolo compatibilmente con gli impegni che ciascuno di noi ha. Metteremo a disposizione anche di chi non potrà essere presente ad una riunione gli strumenti informativi, di dialogo e di espressione per poter partecipare alla vita del nostro circolo, perché crediamo che tutti abbiano diritto a un’informazione piena e puntuale di ciò di cui si discute, anche chi abita fuori Parigi, chi ha difficoltà a spostarsi, e che tutti debbano poter dire la loro.

L’inclusività e la partecipazione, infine, non possono più rivolgersi solo a una categoria sociologica e generazionale precisa: gli italiani che abitano nella nostra regione e in Francia non sono solo ricercatori universitari, dirigenti d’azienda e artisti. Nella nuova e vecchia emigrazione, che è la nostra base sociale ed elettorale, ci sono livelli di scolarità, percorsi e orizzonti di vita molto diversi fra loro. Bisognerà cogliere questa diversità per raccoglierne la ricchezza, senza rinunciare in partenza al ruolo di un partito, che é quello di dare ascolto e rappresentanza al proprio elettorato. Vogliamo divenire un punto di riferimento politico del più grande numero possibile di italiani presenti in Francia, dai pensionati dell’antica emigrazione ai liberi professionisti, fino agli attori della cultura e della ricerca scientifica.

2. Un circolo coraggioso e unito

Una delle grandi opportunità che abbiamo, a Parigi, è quella di poter osservare con il necessario distacco alcune dinamiche italiane. Possiamo e vogliamo essere un esempio di libertà d’opinione, rifiutare il conformismo e le logiche dell’apparato romano del partito che talvolta cerca solo di difendere e perpetuare se stesso. Raccogliere il punto di vista di chi è fuori e portarlo dentro, senza calcoli e senza filtri, perché il cambiamento inizia dalla dialettica, dal coraggio di dire le cose, di prendere posizione in piena libertà. Viste le dinamiche che hanno attraversato negli ultimi mesi il centrosinistra, la nuova direzione non dovrà avere solo il consenso delle persone che la eleggeranno, ma dovrà continuamente confrontarsi con gli iscritti ed i simpatizzanti per unire su temi comuni anche chi tiepidamente si affaccia alla politica.

3. Un circolo trasparente e basato su regole chiare

Un partito democratico è anzitutto un partito in cui non esistono alternative alla condivisione di regole chiare e di processi di decisione e di selezione della classe dirigente e dei rappresentanti istituzionali che siano, anche formalmente, ineccepibili. Dare piena attuazione

al mandato morale del PD significa coinvolgere nelle sue decisioni e ad ogni livello i militanti, e simpatizzanti e gli elettori secondo modelli di partecipazione che descrivano chiaramente tempi, modi e limiti alla partecipazione di ciascuno.

La differenza tra l’essere un elettore iscritto all’Albo ed essere un militante iscritto al partito dev’essere chiara a tutti: non certo per costringere gli elettori ad iscriversi, ma per permettere semmai a ognuno di scegliere in maniera informata a quale livello intende impegnarsi ed evitare potenziali incomprensioni e la frustrazione degli uni e degli altri.

Non si deve aver paura di votare dopo aver discusso, di indire per tempo e con la necessaria pubblicità le primarie e le scadenze elettorali interne, non dobbiamo essere ambigui o timidi nel candidarci, nel prendere posizione, nel votare a favore o contro una proposta: l’unanimità è un’eccezione che cercheremo ogni volta di ottenere con tutte le forze, ma l’unanimismo è un’illusione tipica dei movimenti demagogici. Se il PD oggi non ha perso tutta la propria credibilità è in gran parte grazie alle primarie, vere e combattute, che abbiamo tutti contribuito a organizzare e animare qualche mese fa con successo.

4. Un circolo produttivo ed esigente

Si parla spesso della produttività come della chiave per uscire dalla profonda crisi economica che attraversa l’economia europea. Un partito che si candida a governare il cambiamento dev’essere in grado di attivare, anzitutto a livello locale, una galassia di competenze che non si limitino, però, all’esercizio di una critica intellettuale, di un’analisi distante (anche nello spazio) rispetto ai problemi del partito e del paese, ma che producano contenuti e diano risposte alle esigenze dei nostri concittadini.

Un circolo produttivo è un circolo che si dà delle scadenze e che le rispetta, che associa la responsabilità alla partecipazione, che delega i compiti e le scelte ma esige impegno e coerenza, ciascuno secondo le proprie possibilità.

Un circolo produttivo ha una segreteria vasta, partecipata e collettiva, nel quale alle cariche onorifiche si sostituiscono mandati brevi e precisi, obiettivi chiari in base ai quali valutare l’attività e il successo del lavoro individuale e collettivo.

Un circolo esigente non lo è solo nella critica agli organi nazionali del partito, lo è soprattutto con se stesso: fissa obiettivi quantitativi e qualitativi alti (sul tesseramento, sulla produzione di contenuti, sul numero e sul livello degli eventi organizzati) e si dà i mezzi realisticamente necessari a raggiungerli. Si incontra spesso, su ordini del giorno chiari, per capire cosa sta sbagliando e cosa sta facendo bene. Esige che i responsabili dei vari progetti rendano conto periodicamente della propria attività per capire in tempo dove ci si può migliorare, dove è necessario investire di più e dove invece non si può fare altro che abbassare obiettivi e pretese.

Le attività istituzionali al quale il circolo partecipa, siano essa interne o esterne al PD, devono, infine, essere oggetto di una comunicazione puntuale, chiara, tempestiva e dettagliata.

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