Monti abiti belli abiti pronti di Paolo Sartini


Tanti anni fa la pubblicità di una marca di vestiti per uomo era : « Monti ! abiti belli, abiti pronti ».

Mario Monti cerca di cucire assieme pezzi sparsi e usati (UDC, FLI,…) ormai da buttare, come facevano certi sarti dell’Italia povera, e vorrebbe farne il vestito presentabile dell’alternativa di centro-destra al PD. Per mettersi in alternativa deve contrapporsi al centro-sinistra, e finisce che esagera. Va da Marchionne, capta gli elogi del cardinal Bertone,  e si « parla addosso in TV come B » perché capisce da sé che gli serve invece la gente sedotta dai Berlusconi, Bossi, Grillo, se no non riesce. La gente che scioccamente li vota, o li votava, non gliela porta Casini, o Fini, o Montezemolo. Questo forse lo spera dal clero : ma c’é ancora una larga capacità d’influenza da lì ? ce n’é sempre meno. Ecco perché cerca di riuscire nel suffragio universale attraverso la sua personale presenza in TV.

Questo é il progetto di Monti. Potrebbe essere bello se davvero riuscisse a svuotare il serbatoio dei voti berlusconisti e leghisti, che hanno quasi bloccato l’Italia dal 1994 in poi, e paralizzato la politica intelligente di Prodi e Padoa-Schioppa, e – peggio di tutto – hanno portato al degrado dei « competitori » perché quella che chiamano « la sinistra » s’é sentita autorizzata anche lei ad essere disinvolta coi soldi pubblici, e la corruzione, ed i discorsi vuoti, esagerati, velleitari, le favole eguali ed opposte al « centro-destra ».

Fosse questo il suo progetto, sarebbe molto difficile e ambizioso e di lungo termine : spostare le simpatie di tanti cittadini italiani verso un partito di centro che pende a destra ma elimina le forzitalie, i pidielle, le leghe e si fa presentabile, senza neo-fascisti, senza neo-clericali, senza leghisti xenofobi. Farli sparire, o quasi, come i missini del 1960. Fosse così, siamo avversari, ma potremmo augurarci che riesca. Il guaio é che parte da molto, ma molto lontano : da Fini, da Casini, dal cardinal Bagnasco (che, d’accordo, non é Bertone, né Ruini). A destra si trova a combattere contro il miserabile coacervo che sta fra Storace e Maroni e Alfano. Dalla nostra parte troverà certamente meno cattiveria che da quella… Ma ci trova comunque avversari.

In questa rapida campagna elettorale, assai diversa da altre e molto più interessante, é diventato indispensabile per il PD d’essere avversario delle posizioni politiche di Monti senza esserne nemico. Difatti resta possibile la necessità di governare insieme, se il PD non arriva da solo ad essere maggioranza sia al Senato che alla Camera. In pochi giorni tutto é cambiato : si trattava di un eventuale ricorso a Casini come complemento, ora invece Monti potrebbe diventare il partner esigente in una maggioranza parlamentare per una legislatura. Potrebbe voler essere lui il presidente del consiglio ? Lasciamolo dire allo “sciocchino” Casini, ma certe esagerazioni sono fuori luogo, salvo se pensa a mettersi con tutta la destra, fino ai neo-fascisti, ma ha detto lui stesso nell’ormai famosa intervista a Eugenio Scalfari (circa una sua alleanza a destra) “tu sai che non lo faro mai”. E in coalizione col PD come secondo gruppo parlamentare sarebbe al più vicepresidente del consiglio.

Ma adesso arriviamo al punto veramente difficile per il PD : bisogna battersi contro Monti da avversari, ma tenendo assieme dentro il PD i nostri Renzi e Fassina, e tenendo assieme accanto al PD sia Vendola che Tabacci. Allora possiamo vincere e anche fare a meno di Monti e lasciarlo tutto al suo progetto, se é ben quel bel progetto lì, e se dopo aver deposto “li panni regali et curiali” di Premier gli riesce di continuarlo appunto nel lungo termine.

Perché é veramente difficile, per il PD ?

Ci siamo riusciti così bene nelle « Primarie »…

Già, ma adesso ci sono persone rispettabili, stimabili, come Ingroia e Di Pietro, e come Ichino e Olivero (ex presidente ACLI), che tirano tanti dei nostri da una parte e dall’altra, che gridano su temi importanti ma monocorda (i processi, la mafia, la competitività, la libertà economica, l’omofobia, le carceri…), mentre un partito di governo é obbligato ad una visione globale, con delle priorità, ma globale.

E allora bisogna che tutto il PD sappia battersi bene valorizzando le sue proprie posizioni, con grande rispetto e comprensione verso le idee e le sensibilità di tutte le componenti interne ed esterne accettabili. Dobbiamo precisare i contenuti politici del PD con grande scrupolo nelle « zone di frontiera », spiegando bene rispetto al partito di Monti con serenità ed equilibrio quel che é condiviso (Europa, rigore, senso dello Stato, serietà, difesa delle istituzioni, attaccamento alla Costituzione, al sistema parlamentare,…) e quel che é diverso (difesa della democrazia sindacale, ricerca d’equità nelle possibilità economiche, dignità dei cittadini, volontà d’interventi statali responsabili per stimolare la crescita e l’impiego…).

Dunque é su tutto questo che dobbiamo concentrarci : loro fanno il loro gioco, noi facciamo il nostro. Su questo dobbiamo scrivere e parlare intorno a noi, per far vincere il PD.

Speriamo di chiudere questa epoca vergognosa dell’Italia dei berlusconisti, ma speriamo anche di superare il tempo dell’arroganza ultra-liberale, allontanandocene di conserva con gli altri popoli dell’Unione e magari anche con gli Stati Uniti, come sta avvenendo, e lasciando indietro i Reagan e le Tatcher e magari anche le Merkel (…che Draghi possa convertirla, come ha un pò cominciato a fare…).

Paolo Sartini

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