Le scuse di Berlusconi e un miglior discorso di Bersani

Berlusconi, un suggerimento:
“Care italiane e cari italiani,
Mi dimetto oggi della Presidenza del Consiglio dopo un lungo periodo in cui ho occupato questa carica grazie ai voti di molti di voi, voti che mi avete dato perché ho saputo convincervi usando tutte le risorse mediatiche di cui disponevo. Mi rendo conto oggi che c’è una differenza fondamentale tra vincere le elezioni e governare un Paese; meglio tardi che mai. Ho saputo vincere le lezioni; come governante sono stato assai inferiore alle aspettative. Col senno di poi, è sconfortante vedere quante cose avrei potuto fare se solo mi fossi reso conto dei veri bisogni del Paese. Invece, e me ne scuso, ho perso tempo a rincorrere problemi insignificanti. Per colpa mia ciascuna famiglia italiana ha perso circa mille euro all’anno negli ultimi quindici anni; mi scuso sinceramente per le difficoltà che avete dovuto affrontare. Temo che le difficoltà non siano finite: a causa delle mie leggerezze su dossier come quello della spesa pubblica voi e i vostri figli perderete ancora soldi anche nei prossimi dieci e forse venti anni. Per colpa mia l’Italia non sarà più autonoma: le decisioni politiche importanti verranno prese a Parigi e a Berlino, dato che non possiamo permetterci nessun margine a causa di un debito pubblico che ho lasciato lievitare irresponsabilmente. Per colpa mia i vostri veri presidenti del consiglio sono oggi la Merkel e Sarkozy. Scusate, scusate e ancora scusate. Spero che possiate presto dimenticare questa pagina faticosa e triste della politica italiana. Spero che possiate dimenticarmi, voltare pagina, e trovare governanti migliori. Ancora mille scuse. Silvio Berlusconi.”
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Bersani, un suggerimento:
“Care Italiane, cari Italiani,
Vorrei rifare il discorso di Piazza San Giovanni dicendo in maniera più semplice e chiara che cosa intende fare il Partito Democratico nei prossimi mesi.
In primo luogo, lasciamo che la destra si prenda le responsabilità di votare una ulteriore finanziaria di lacrime e sangue per sanare almeno in parte i bagordi irresponsabili degli ultimi anni.
Appena Berlusconi si dimette, facciamo un governo di responsabilità nazionale con alla guida Mario Monti; questo governo, sotto tutela franco-tedesca, voterà altri decreti impopolari.
Ma noi voteremo questi decreti solo se si farà una legge durissima sul conflitto di interessi e una nuova legge elettorale (doppio turno, sbarramento al 12%); prima si voteranno queste due leggi, poi i decreti impopolari (tra i quali mettiamo anche l’abolizione degli ordini professionali).
Poi alle elezioni con il seguente programma:
-una riforma del sistema industriale con un tavolo aperto per i prossimi quattro anni (confindustria, sindacati, governo e ricerca/università) per spostare in modo massiccio e coordinato la produzione dalle stanghette per gli occhiali a prodotti un po’ più sofisticati;
-salario minimo garantito;
-protezione sociale a compensare l’incremento della mobilità in uscita;
-50% delle donne nei consigli di amministrazione;
-matrimoni omosessuali;
-piccoli lavori (non grandi lavori) diffusi per rimettere in sesto le città e il paesaggio e rilanciare l’occupazione in modo utile per tutti;
-banda larga garantita;
-rimessa all’asta di tutte le concessioni radiotelevisive con impossibiltà di concentrazioni superiori al 15% (che includono nuovi media);
-gioco del lotto spostato integralmente sulle ricevute fiscali;
-abolizione dei privilegi fiscali accordati alla Chiesa;
-tobin tax;
-accertamenti induttivi generalizzati;
-investimenti massicci sulla scuola dell’obbligo;
-abolizioni delle pensioni privilegiate, anche retroattivamente, e a cominciare da quelle dei parlamentari.

Forse dimentico qualcosa, ma questo è il programma iniziale, e una volta al governo le idee non mancheranno. Ah, per quanto riguarda gli organi direttivi del Partito, mi considero un segretario di transizione. Che cosa vuol dire? Che alle prossime primarie potranno presentarsi solo persone con meno di dieci anni di vita politica alle spalle. O qualcosa del genere, troveremo un modo. Ma sicuramente noi della vecchia guardia abbiamo esaurito la nostra stagione.
Scusate ancora per il discorso un po’ confuso e un po’ noioso di Piazza San Giovanni. Viva il Partito Democratico, Viva l’Italia!. Pierluigi Bersani”

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