ora di religione islamica

http://www.unita.it/news/italia/89898/ora_di_islam_a_scuola_dalema_idea_giusta

Una parola sull’ora di religione islamica nelle scuole, per spiegare perché io sono profondamente contraria.
badiamo bene, mi sembra giustissimo conoscere meglio le persone che arrivano in Italia (o in Francia) comme immigrati, che entrano a farne parte e che modificano la nostra cultura.
Ma appunto, ridurre la loro cultura al fatto di essere islamici mi pare paradossale, offensivo, no: demenziale.

Rinchiudiamoli sempre di più nello stereotipo, cosi’ convinciamo meglio le ragazzine che per difendere la loro identità culturale, culturale badate e non religiosa, si devono mettere il velo. Noi in Francia a questo fenomeno ci assistiamo giorno dopo giorno, con ragazzien che vengono ritirate da scuola o che (dicono almeno) di scegliere di portare il velo perché la loro cultura è sotto attacco. Cultura, non religione. Ma se si installa la confusione, la difesa della cultra si trasforma in fondamentalismo islamico, o almeno nell’adozione dei suoi simboli più biechi, come il velo e la sottomissione delle donne. Simboli che le donne dei paesi musulmani combattono con la vita e le frustate.

Ma da quando dire arabo vuol dire islamico? Allora dire europeo vuol dire cattolico, scusate.
A scuola studiamo la storia dei flussi migratori, le scoperte scientifiche degli arabi nel medioevo. Facciamo statistiche sulla distribuzione della ricchezza nel mondo, con cartine google modificate che ci fanno vedere perché ci sono spostamenti di migranti. Sfatiamo il mito (demenziale) della conquista della religione ismalica. Il tempo di mamma li turchi è passato, non c’è bisogno di nessuna Kinzica de’ Sismondi che suoni la campana per avvisare dello sbarco dei Mori infedeli. Facciamo una bella analisi sul ruolo delle religioni nelle guerre.
E l’ora di religione, qualunque religione, esca gentilmente dalle scuole laiche per il semplice fatto di costituire una personale opinione e aderenza a una visione del mondo di fronte alla quale lo stato e le sue istituzioni restano neutre, la lasciano alla buona cura di ogni cittadino e agli istituti di competenza (chiese di varie religioni, coi loro legittimissimi catechismi).

My two cents,

Elena Pasquinelli

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