Come sappiamo, la decisione attuale è di avere questo calendario
elettorale in Giugno:
– 6/7 amministrative (primo turno) + europee
13/14 referendum elettorale
20/21 amministrative (eventuale secondo turno)
Non notate qualcosa di strano? Avendo già due turni di elezioni,
bisognava proprio mettere il referendum a panino tra le due elezioni?
Bene, secondo l’analisi di Boeri & co. questo scherzetto ci costerà
400 milioni di euro, quasi il doppio di quanto si è speso finora per
la social card (più in dettaglio: circa 200 milioni di costi diretti e
altrettanto di costi indiretti).
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000964.html
Buttare al vento tale cifra in tempi di crisi è una scelta che grida
vendetta. Scelta, sembra palesemente, dettata dai partiti nella
maggioranza che più vogliono fare fallire il referendum, primo fra
tutti la Lega, i custodi del buon governo. Se sono contrari, che
spiegano ai cittadini le loro motivazioni, anziché cavalcare un
costosissimo astensionismo.
Nella puntata di Caterpillar di ieri, poco dopo l’inizio puntata
(http://www.radio.rai.it/podcast/A0038552.mp3) c’è un intervento
telefonico di Boeri, che ha guidato l’analisi condotta dalla redazione
di lavoce.info.
Stefano Zacchiroli, Parigi
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