Indennità: il vero problema è la diminuzione del lavoro parlamentare (Andrea Garnero)

Due cose sui lavori alla Camera e indennità. Copio incollo dal facebook dell’onorevole PD Massimo Fiorio:

Anche oggi la camera si è riunita per non lavorare. Alle 17.30 è stato comunicato che i lavori dovranno riprendere domani. Oggi dunque solo interrogazioni in commissione. non è possibile.
Il Parlamento lavora poco. Sempre meno. La produzione legislativa, che tuttora è l’attività principale delle Camere, sta crollando. Da settembre scorso le sedute con votazioni a Montecitorio hanno occupato una media di dieci ore settimanali. Non si è mai andati oltre le due giornate e mezzo di lavoro: e il calo di produttività ha contagiato e rallentato le stesse commissioni. In Senato, ad aprile, le votazioni sono state concentrate in sole sei sedute. e’ in atto una delegittimazione del Parlamento mai vista. Tutto ciò non è casuale, qualcuno vuole eliminare un pezzo di democrazia.

Il Parlamento non lavora poco perché i parlamentari non hanno voglia (forse anche), ma soprattutto perché il Governo lo ritiene inutile e fastidioso e meno lavora e meglio è. La rivolta anti-casta andrebbe canalizzata per bene, contro i veri colpevoli. Non in maniera generalizzata alla Grillo e Stella (vedi la storia dei biglietti dell’Inter): facciamo i nomi e scopriremo magari che la maggior parte dei deputati magari è onesta e piena di iniziative.

Sulla proposta di Elena: i GD del Piemonte stanno facendo una battaglia all’interno del PD Piemontese per costituire un fondo di solidarietà per aiutare il PD nelle aree marginali dove non ci sono deputati, consiglieri regionali, sindaci a tenere in piedi il partito. Mi sembra una questione base a livello nazionale, forse anche più necessaria di giornate di formazione. In intere parti del paese, le sezioni non ce la fanno. La Lega paga i propri segretari locali che fanno solo quello tutto il giorno e percorrono il territorio a destra e manca.

Andrea

Un pensiero su “Indennità: il vero problema è la diminuzione del lavoro parlamentare (Andrea Garnero)

  1. Ciao Andrea, francamente non sono d’accordo.
    Che la banda Berlusca stia facendo di tutto per rendere il parlamento un orpello inutile e un po’ fastidioso, non ci sono dubbi. E non mi sento per nulla anti-casta. Ma lo scollamento tra partiti e rappresentanti politici da una parte e cittadini dall’altra è profondo e reale.
    C’è chi pensa che si colmi con le primarie, ed è una posizione di tutto rispetto. Io penso che il PD debba andare nella direzione di una serie di “outs” magari demagogici, ma capaci di fare identificare il PD facilmente con la forza politica che ha capito che c’è una crisi e della politica e economica e che è pronta a fare anche gesti simbolici per dimostrarlo.
    Certo un gesto simbolico non serve a nulla, un pacchetto di gesti simbolici, un pacchetto che si chiama: “I nostri politici sono diversi”, si, secondo me fa effetto. “Tra di noi mafiosi non ce ne sono3. Si, fa effetto. Lo fa a me, figurati all’elettore poco incline a perdonare al PD i suoi errori. “Eccovi sul nostro sito tutte le attività di ogni nostro parlamentare, giorno per giorno, assenze, presenze, voti, proposte”. Si fa effetto. E serve. “Eccovi come paghiamo i nostri collaboratori”. “Eccovi i nostri conti. Eccovi le nostre dichiarazioni dei redditi”. Tutto in piazza, tutto sul sito, sempre aggiornato. Perché? “Perché noi siamo trasparenti”. E siamo un partito, con la sua struttura democratica. Gli altri no. Sono gruppi di amici o di familiari.
    Quella di metà stipendio non è una novità, una novità in negativo è stata quella di rinunciare a decurtarselo. Diamolo a chi vogliamo, ma diciamo chiaramente ai nostri elettori che i nostri deputati guadagnano a sufficienza ma non si strafogano come gli altri. Che si strafogano, onestamente, si strafogano. E sono pozzi d’ignoranza.

    Per me il pacchetto dovrebbe essere parte della proposta di riforma istituzionale: ma in più, insieme a questa, ci aut- infliggiamo una serie di riforme interne che ci permetteranno di essere all’altezza di questo paese. E non parlo di strategie di congresso ma della lenta e sicura trasformazione del partito in un’entità perfettamente trasparente e moralmente impeccabile. Ci vuole tempo ma il nostro impegno è inesorabile.
    Per me è questo il messaggio. E non è un messaggio distruttivo o critico verso il partito. gli interventi “alla Seracchiani” ora basta, deve finire la fase di smontaggio, di non va bene nulla. Proposte concrete per un lento inesorabile avanzamento verso il partito che vogliamo.

    Elena Pasquinelli

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