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	<title>Partito Democratico Parigi</title>
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	<description>Sito del circolo del PD parigi</description>
	<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 12:42:05 +0000</pubDate>
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		<title>Martedi 21 settembre: riprende l&#8217;attività del PD Parigi</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 12:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<category><![CDATA[Voci dal PD Parigi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la pausa estiva riprende l&#8217;attività del PD Parigi.
Le ultime settimane sono state segnate da un clima teso e preoccupante: processo breve, legge bavaglio, condono fiscale, riforma della scuola e delle pensioni.La situazione politica italiana peggiora giorno per giorno e il Parlamento è bloccato. Non è una novità, certo, e l&#8217;opposizione sta ancora cercando una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la pausa estiva riprende l&#8217;attività del PD Parigi.</p>
<p>Le ultime settimane sono state segnate da un clima teso e preoccupante: processo breve, legge bavaglio, condono fiscale, riforma della scuola e delle pensioni.La situazione politica italiana peggiora giorno per giorno e il Parlamento è bloccato. Non è una novità, certo, e l&#8217;opposizione sta ancora cercando una sintesi difficile da individuare.</p>
<p style="text-align: center;">Per un dibattito sulla situazione italiana e per una discussione sulle prossime iniziative che ci aspettano ci vediamo <strong>Martedi 21 settembre alle 19h00 alla sede delle Acli (g. c.) </strong><strong><strong>al 26, rue Claude Tillier – 75012 Paris </strong><span style="font-weight: normal;"><strong>Métro NATION (2, 6, 9) o Reully-Diderot (1, 8).</strong></span></strong></p>
<p>Siete tutti invitati per discutere il ns odg:</p>
<ul>
<li>situazione politica italiana: elezioni in primavera</li>
<li>assemblea PD di ottobre</li>
<li>iniziative e gruppi di lavoro: energia,&#8230;</li>
<li>organizzazione per i prossimi mesi</li>
<li>creazione comitato referendum acqua</li>
<li>varie ed eventuali</li>
</ul>
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		<title>Luglio 2010: Aquila</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 07:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Mosaico dei giorni
Storie del post terremoto
6 luglio 2010
Ieri mi ha telefonato l&#8217;impiegata di una società di recupero crediti,
per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del
2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno
ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mosaico dei giorni<br />
Storie del post terremoto<br />
6 luglio 2010</p>
<p>Ieri mi ha telefonato l&#8217;impiegata di una società di recupero crediti,<br />
per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del<br />
2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno<br />
ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa<br />
terremoto. Il decoder Sky giace schiacciato sotto il peso di una<br />
parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà<br />
presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede<br />
se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città,<br />
ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta<br />
affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che<br />
scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il<br />
groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di<br />
nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo<br />
faccio. Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non<br />
posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri<br />
ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.<br />
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci<br />
sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal<br />
primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se<br />
non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l&#8217;i.c.i. ed i mutui sulle<br />
case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.<br />
Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno<br />
stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di<br />
retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma<br />
restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato<br />
non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben<br />
ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili<br />
che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti<br />
sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago, in un paesino di<br />
cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via<br />
Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi<br />
quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la<br />
vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz&#8217;anima. Senza<br />
neanche un giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono<br />
stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le<br />
racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle<br />
scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore. E<br />
lei mi risponde, con la voce che le trema. &#8220;Non è possibile che non si<br />
sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i<br />
giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono<br />
scriverlo.&#8221; Loro non scrivono voi fate girare.</p>
<p><a href="http://www.peacelink.it/mosaico/a/32076.html" target="_blank">http://www.peacelink.it/mosaico/a/32076.html</a></p>
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		<title>Acqua pubblica: anche a Parigi si firma per il referendum</title>
		<link>http://partitodemocraticoparigi.org/blog/?p=740</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 10:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie allo sforzo delle associazioni,  collettivi e circoli presenti in Francia, il Consolato apre le sue porte  per raccogliere le firme per i referendum sull&#8217;acqua. Attenzione: è  solo per gli iscritti all&#8217;AIRE!


Comunicato da diffondere

Sono già più di un milione i cittadini italiani che hanno  apposto la loro firma per richiedere i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #366092;">Grazie allo sforzo delle associazioni,  collettivi e circoli presenti in Francia, il Consolato apre le sue porte  per raccogliere le firme per i referendum sull&#8217;acqua. Attenzione: è  solo per gli iscritti all&#8217;AIRE!</span></strong><br />
<span style="color: #366092;"><strong><br />
</strong></span></p>
<div><strong>Comunicato da diffondere<br />
</strong></div>
<p>Sono già più di un milione i cittadini italiani che hanno  apposto la loro firma per richiedere i 3 referendum contro la  mercificazione dell&#8217;acqua. Manca ancora un mese alla consegna delle  firme in Cassazione e questo numero impressionante potrebbe diventare  ancora più grande. L&#8217;obiettivo è oggi quello di portare almeno 25  milioni di italiani alle urne nella primavera 2011.<br />
Per questo abbiamo voluto che fosse possibile sottoscrivere i tre  referendum sull&#8217;acqua anche a Parigi.<br />
Raccoglieremo le firme nei  giorni</p>
<p>30 Giugno e 7 Luglio</p>
<p>presso il Consolato Generale  Italiano di Parigi, 5 boulevard Emile Augier 75116 ( metro linea 9 La  Muette, RER C Boulainvilliers, Bus linee 22, 32, 52)</p>
<p>la mattina dalle 9 alle 12<br />
e il pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30</p>
<p>Ricordiamo  che hanno diritto di sottoscrizione tutti i cittadini italiani iscritti  all&#8217;AIRE presso tale Consolato e che occorre avere un documento valido  di identità (Carta d&#8217;Identità o Passaporto).</p>
<p>La raccolta firme è sostenuta da un vasto numero di associazioni e  partiti che operano a Parigi e che sostengono le ragioni alla base della  richiesta di abrogazione delle norme espresse nei quesiti.</p>
<p>Invitiamo  pertanto tutte le persone interessate a venire a firmare e a dare  massima diffusione a questo comunicato.<br />
Per ulteriori informazioni sui quesiti referendari: <a rel="nofollow" href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/" target="_blank">http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/</a></p>
<p>ACLI  Parigi<br />
Associazione Carlo Giuliani Parigi<br />
Associazione Democratici Parigi<br />
Collettivo 5.12 Parigi<br />
INCA CGIL  Parigi<br />
Partito Democratico Circolo Parigi<br />
Rifondazione Comunista  Circolo Parigi</p>
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		</item>
		<item>
		<title>dreaming the changement: riflessioni del pd paris sul cosa e come</title>
		<link>http://partitodemocraticoparigi.org/blog/?p=734</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 14:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche mese mi sono ravvicinato alla politica. Alla politica attiva. Perché si fa  politica in ogni piccolo gesto o solamente nell&#8217;avere un’opinione ragionata. Da  qualche tempo dunque sono vicino al circolo del PD di Parigi, e divoro le mails  del gruppo con interesse. Mi affascina vedere che persone intelligenti  discutano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Da qualche mese mi sono ravvicinato alla politica. Alla politica attiva. Perché si fa  politica in ogni piccolo gesto o solamente nell&#8217;avere un’opinione ragionata. Da  qualche tempo dunque sono vicino al circolo del PD di Parigi, e divoro le mails  del gruppo con interesse. Mi affascina vedere che persone intelligenti  discutano e si impegnino. E devo ringraziare Beatrice per il lavoro che fa e i  volontari che spesso spuntano fuori per questa o quella azione. Nonostante questo  sento forte la fragilità del sistema. Credo che molto derivi da un complesso  della sinistra nei confronti del denaro. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Da ragazzo pensavo ancora che la militanza potesse bastare. Oggi sono convinto del contrario. Organizzare un gruppo di lavoro politico richiede un impegno e  delle risorse notevoli. Fare politica significa spingere i nostri  rappresentanti al parlamento e delegargli delle scelte d’interesse generale. Ma per i  nostri rappresentanti non sarà facile imporsi. Da una parte hanno un gruppo di volontari impegnati e dall’altra gruppi di potere con immense risorse.  Una delle società per le quali faccio consulenza a Parigi ha fatturato  l’anno scorso 32,6 miliardi di euro. TRENTADUEVIRGOLASEIMILIARDIDIEURO.  Invece la finanziaria “triennale” in discussione in Italia conta qualche miliardo  in meno.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Insomma le azione di impegno, a cui spesso non partecipo perché non abito a Parigi, sono interessati, ma mi fanno venire “in memoria” la fragilità della mantide  di Franco Fortini, schiacciata da una bambina. Un immagine cruda. La loro  fragilità non sta nei contenuti, ma nell&#8217;atto autonomo e volontario  della partecipazione.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Per crescere dovremmo forse sfruttare le regole del marketing. Per farlo bisognerebbe innanzitutto fare cassa e permettere ad alcune persone di occuparsi a  tempo pieno del partito. Obama l’aveva ben capito e la sua prima azione è  stata: raccogliere fondi. Avere il denaro ci permetterebbe di essere più  produttivi (come partito) e più indipendenti nelle decisioni. De resto come  possiamo pretendere che Beatrice riesca a fare “management” part-time. Gestire un  gruppo largo di volontari è più duro che gestire un gruppo ridottissimo di  dipendenti. I soldi quindi. Il denaro, i fondi, la cassa. Non più complessi. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Dal punto di vista del marketing, le azioni attuali sono di “mantenimento” della  quota di mercato. Le attività fatte non cercano nuovi elettori. Si lavora sulla  “fidelity”, che in realtà è il secondo <span> </span>gradino di una normale azione di marketing. Prima cercare i clienti poi  fidelizzarli. Del resto in politica si hanno 5 anni per avere la quota di mercato  maggiore, altrimenti non si vincono le elezioni. <span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Esiste un libro che è stato ispiratore delle strategie del gruppo analitico della CIA  (che è completamente diverso dal gruppo operativo o dal pentagono): “From  dictatorship to democracy”. <span> </span>I metodi consigliati, con qualche adattamento ai tempi e alle tecnologie, sono stati usati  positivamente in diversi paesi. Vi ricordate la “rivoluzione arancione” in Ucraina? <span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Sintetizzo il metodo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt;"><span lang="IT"><span>1)<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span></span><span lang="IT">raccogliere fondi</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt;"><span lang="IT"><span>2)<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span></span><span lang="IT">creare consenso</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt;"><span lang="IT"><span>3)<span style="font: 7pt &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></span></span><span lang="IT">usare una immagine</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">I metodi per raccogliere fondi in modo trasparente ci sono e dobbiamo appropriarcene. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Per creare il consenso non basta la pubblicità e la televisione. Anzi devono essere utilizzati metodi completamente diversi (visto che nei regimi  dittatoriale non si ha accesso ai sistemi di informazione). Come? Con dei sistemi di  marketing. Con la “intercettazione del cliente potenziale”. Es. se si vuole avere dalla  nostra parte la polizia, basta convincere e aiutare un poliziotto alla volta o  una piccola caserma. In questo modo si attiva l’arma più potente per le  idee, il “viral marketing”. In pratica proviamo a portare tutte le settimane una tanica  di benzina in una caserma. Costo 60 euro al mese. Ma il valore di impatto  sarà enorme rispetto ai “santini elettorali”. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Usare l’immagine. In ucraina era l’arancione. Bisogna lavorare alla semplicità. In Italia  sia il PD che il PDL hanno i colori nazionali. Dal punto di vista comunicativo  si assomigliano. (ma non mi dilungo sugli aspetti e sociologici, e  puramente grafici)</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="IT">Io e il sistema. </span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Innanzi tutto mi guardo allo specchio e mi dico: quanto io sono disposto a investire per  la democrazia nel mio paese? Beatrice chiedimi un euro al giorno e io sono disposto a dartelo. Se fossi stato un partigiano avrei dovuto investire  in armi e probabilmente nella mia vita. Oggi mi costa molto di meno: solo un  euro al giorno? Sono disposto a farlo. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Da bambino giravo la domenica nelle case del quartiere con mio padre per raccogliere i  fondi del tesseramento dell’allora PCI. Ma all’epoca era il partito che pagava gli stipendi: dai deputati e ai consiglieri comunali. Perchè non chiedere  che una parte degli stipendi venga utilizzata per rilanciare il partito? Sarà  solo un gesto, ma coi gesti si puo’ dare l’esempio. Ecco perchè nel marketing  usano i “testimonials”. Se lo fa lui, posso farlo anche io. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Creare una rete di autofinanziamento in rete. E allora ogni azione potrà avere un  ritorno sull’investimento. Si anche in politica voglio calcolare il ROI (Return On Investmen) della  mia azione. Impiego una giornata intera ogni mese, se la mia giornata farà guadagnare 5 voti in più alla sinistra! </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Enrico PANAÏ</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ps. Beatrice, questa mail è per te e per il tuo impegno. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span lang="IT">In memoria III (di Franco  Fortini)</span></strong></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">La bambina schiacciò con il sasso la mantide.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">A scatti moveva la testa.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Dal ventre una frittata di seme</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">una chiazza di pasti consumati.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Le mandibole mordevano.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">I coltelli delle zampe recidevano</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">aria. Una metà</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">d’insetto s’adempìva.</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">To be continued&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p class="MsoNormal">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<div>Caro Enrico,</div>
<div>grazie di questo bel messaggio, che trovo molto interessante.</div>
<div>Il punto nodale secondo me é che il marketing non é che un insieme  di strumenti assemblati secondo una strategia per ottenere un fine (dal  vendere una lattina al vincere le elezioni), un partito é uno strumento  per ottenere il potere e gestirlo secondo alcuni programmi e valori e  principi.</div>
<div>scavando e scavando al di là degli strumenti, cio&#8217; che desideriamo é  che la vita delle collettività a livello politico sia regolata da  meccanismi che rispondano ai bisogni di questa collettività e il nostro  operato é per agire e &#8220;oliare&#8221; il sistema (o cambiare qualche pezzo  marcio) perché questo funzioni. sia in generale, sia per fare avanzare i  valori di cui ci sentiamo portatori.</div>
<div>gli errori di marketing sono imputabili ad un&#8217;incompetenza  operativa e/o ad una visione limitata della questione.</div>
<div>se ti adoperi avendo come obiettivo la vincita di un&#8217;elezione sei  molto meno credibile che se ti smazzi per una visione della democrazia,  della partecipazione etc etc.</div>
<div>questa considerazione é marketing o lotta civile?</div>
<div>il libro che citi, CIA o non CIA, é scritto da Gene Sharp, che é  uno dei più importanti teorici (e pratici) della nonviolenza a livello  mondiale:</div>
<div><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gene_Sharp" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Gene_Sharp</a></div>
<div>qui il testo integrale: <a href="http://www.engaged-zen.org/PDFarchive/From_Dictatorship_to_Democracy.pdf" target="_blank">http://www.engaged-zen.org/PDFarchive/From_Dictatorship_to_Democracy.pdf</a></div>
<div>se un governo disgraziato non dà benzina alla polizia, io trovo  giusto fare la colletta e portare la tanica di benzina. ma la  motivazione é più profonda che trovare una strategia di marketing per  vincere una tornata elettorale. risiede nella lotta civile. nel ricreare  coesione sociale. i cui frutti sono molto più profondi che la vincita  di un&#8217;elezione.</div>
<div>gli strumenti della nonviolenza sono tanti e vari e fantasiosi e  complessi e &#8230; vincenti.</div>
<div>magari l&#8217;anno prossimo potremmo organizzare un po&#8217; di formazione e  lasciarci ispirare.</div>
<div>MC</div>
<div>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</div>
<div>Benvenuto tra di noi e grazie per questo intervento.</p>
<div class="im">&gt; Organizzare un gruppo di lavoro politico richiede un impegno e  delle<br />
&gt; risorse notevoli. Fare politica significa spingere i nostri</div>
<p>&lt;snip&gt;</p>
<div class="im">&gt; Per crescere dovremmo forse sfruttare le regole del  marketing. Per farlo</div>
</div>
<div>Tuttavia, trovo ci sia un importante non sequitur nel tuo<br />
ragionamento. Mi sembra infatti che tu dica (correggimi se sbaglio): la<br />
militanza non basta, serve il marketing; poi da lì passi al &#8220;quindi ci<br />
servono risorse&#8221; per concludere &#8220;quindi ci servono soldi, troviamoli&#8221;.<br />
Questo flusso di ragionamento mi trova in disaccordo; o almeno non mi<br />
sembra la base corretta dalla quale partire.</p>
<p>[ breve digressione sulla mia storia personale, che puoi tranquillamente<br />
saltare ]<br />
La mia storia personale mi ha portato a fare parte di una grossa<br />
organizzazione mondiale di volontari, tale organizzazione (che<br />
chiameremo &#8220;Debian&#8221;) si occupa di informatica e fa un sistema operativo<br />
che è ora usato per tenere in piedi i server Internet di mezzo<br />
mondo. Inoltre, molte aziende riusano il lavoro della nostra<br />
organizzazione (le licenze lo permettono) e ci fanno soldi a<br />
palate. Insomma, un impatto sul mondo reale, quello delle aziende con<br />
fatturati smodati, lo abbiamo innegabilmente avuto. Tutto questo su base<br />
assolutamente volontaria. Certo, c&#8217;è *ora* chi è pagato per farlo, ma<br />
questo è venuto *dopo* al lavoro volontario ed è una distinzione<br />
importante. Abbiamo del denaro? Si, ora ne abbiamo molto, grosse aziende<br />
(Google, IBM, HP, &#8230;) ci sponsorizzano quando ne abbiamo bisogno, ma<br />
quel denaro non è usato dall&#8217;organizzazione per pagare nessuno per<br />
lavorare al progetto, è usato solo ed esclusivamente per acquistare<br />
materiale che serve a svolgere il nostro compito &#8220;sociale&#8221;.<br />
[ fine della digressione ]</p>
<p>Questo esempio è, almeno per me, convincente sul fatto che le risorse<br />
(ed in particolare il denaro) aiutano, ma non sono una condizione<br />
necessaria per avere successo. Condizioni necessarie sono invece la<br />
passione dei membri di una comunità, il *sapere lavorare* (che il PD<br />
spesso sembra non sapere dove stia di casa), il sapere prendersi delle<br />
responsabilità e costruirsi la propria reputazione nella comunità in<br />
base alla capacità di loro adempiere. Per usare un termine di moda, la<br />
chiamerei meritocrazia (ma non sulla base di capacità *teoriche* dei<br />
singoli, ma piuttosto sulla base dell&#8217;uso *pratico* che di tali capacità<br />
viene fatto nella comunità di riferimento).</p>
<p>Il denaro? Certo, è molto utile, ma è molto meglio usarlo per la vita<br />
dell&#8217;associazione (comprare materiale, pagare pubblicità se vuoi, etc.)<br />
che non per pagare degli individui.</p>
<p>Di più, mischiare lavoro dipendente a lavoro volontario è terribilmente<br />
complesso e può causare attriti terribili all&#8217;interno della comunità.<br />
Per dire: i militanti oggi sono tutti uguali, non ci sono quindi remore<br />
a chiedere ad un pari &#8220;puoi fare tu questo al posto mio, io oggi proprio<br />
non posso&#8221;; mettiamo che domani il primo militante che chiede sia un<br />
dipendente ed il secondo no, non si potrebbe sentire il secondo in<br />
diritto di rispondere &#8220;ti arrangi: tu sei pagato per farlo, io no&#8221;?</p>
<p>Quindi facciamo attenzione, prima di deviare in questa direzione &#8230;</p>
<p>A presto.<br />
<span style="color: #888888;"><br />
Stefano Zacchiroli</span></div>
<div>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</div>
<div>Bel post, grazie a Enrico e Stefano e MC.</p>
<div>Mi trovo d&#8217;accordo con  molti punti sollevati da Stefano.</div>
<div>Se permettete anche io farei  una mini-digressione che poi nel mio caso non è nemmeno OT ma anzi  rappresenta il cuore del problema:</div>
<div>prima di tutto ci si dovrebbe accordare su un minimo comune  denominatore, ovvero &#8220;aderisco al PD perché&#8221;.</div>
<div>Il PD di oggi ha  ai suoi vertici (pesco a caso l&#8217;odioso Letta) personaggi che  rappresentano il 100% di quello che io considero un avversario politico.</div>
<div>Al 100%. Parliamone. Non sto chiedendo il dibattito su &#8220;chiamiamoci  compagni, sì o no&#8221; ma almeno darsi una base minima comune, un&#8217;unione di  persone capace di mettersi d&#8217;accordo su una frase, un manifesto, uno  slogan che sia coerente e che di fatto elimini la possibilità ad esempio  di tenersi nel partito dei dichiarati omofobi&#8230; Un minimo  indispensabile, della serie: se dici cose sui gay che nemmeno un nazista  beh, non puoi far parte del PD. Se sei pronto ad un golpe per ragioni  di coscienza, non puoi far parte del PD. È chiedere troppo?</div>
<div>Checché ne pensi il nostro presidente Spezia i penso che molti dei  mali del PD nascano da qui: dal non aver voluto affrontare i temi  necessari per darsi un&#8217;idenitità comune, di base.</div>
<div>I temi che  poi puoi tradurre in comunicazione come vuoi, per costruirti attorno,  sui fatti, la famosa &#8220;narrazione emozionale&#8221; agognata persino da  Cuperlo.</div>
<div>Sì noi siamo quelli delle taniche di benzina alle caserme; sì noi  siamo quelli che hanno difeso Beppino Englaro (ah no, non tutti&#8230;), noi  siamo quelli che ovviamente non vogliono simboli religiosi nelle scuole  (ah no, aspetta&#8230;.). Insomma ma chi saremmo noi?</div>
<div>Almeno questo è stato valido per me e parlo da ex  tesserato: a farmi stracciare la tessera sono state le posizioni  espresse dal segretario su un tema per me fondamentale come quello della  laicità dello stato e dell&#8217;indottrinamento religioso coatto. Posso  capire le divergenze di opinioni, le sfumature, ma non posso militare in  un partito che giudica idiote quelle che per me sono battaglie  fondamentali, imprescindibili.</div>
<div>Politicamente il PD di Bersani, Letta e sagrestani al seguito è mio  avversario. Per dire: su molti fronti ho la sensazione di avere più  speranze di vedere riconosciuti i miei diritti in un paese governato  dalle liste civiche di Grillo o dall&#8217;IDV, che dal PD, programmi e  dichiarazioni dei leader alla mano, intendo!</div>
<div>E c&#8217;è poi l&#8217;aspetto emotivo, oltre a quello politico. Per  riprendere il noto episodio di quella grandissima binetta della Binetti:  un partito dove non c&#8217;è una sollevazione immediata, totale degli  iscritti, quando una sua senatrice dice testualmente che l&#8217;omosessualità  è una devianza, è un partito morto. Oppure è un partito dell’estrema  destra cattolica. In ogni caso, io me ne chiamo fuori.</div>
<div>Quanto poi all&#8217;aspetto finanziario e al creare  attriti all&#8217;interno della comunità: mi risulta che il PD di oggi paghi i  suoi militanti in nero e che distribuisca rimborsi con criteri  discrezionali. Idem per i contribuiti trasversali a fondazioni e gruppi  di ricerca. Mazzette arrotolate nella tasca anteriore dei pantaloni come  ai mercati generali. Mi pare che anche per i circoli funzioni così: si  spende e si spera in qualche rimborso. Il PD di oggi non mi pare abbia  mai preso alcuna iniziativa nei confronti di membri condannati per  mafia, non commissaria nessun circolo, niente di niente. Non implementa  nessuna procedura che favorisca i meritevoli e punisca chi non fa  niente. Ne vogliamo parlare?</div>
<div>Di nuovo, io partirei da qui. Ma siccome un  ragionamento del genere presupporebbe l&#8217;andare fino in fondo su tutti i  temi, compresi i temi taboo della laicità e di quel macigno cangerogeno  che è il Vaticano che prospera a spese dello stato e dell&#8217;educazione e  della scuola&#8230; Beh, penso che non se ne farà mai nulla.</div>
<div>Ed è un peccato perché secondo me tantissimi dei milioni di voti  persi tornerebbero al primo segnale di cambiamento vero.</div>
<div>Goffredo Puccetti</div>
<div>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</div>
<div>Ciao,</p>
<p>Mi era sfuggito il messaggio, largamente condivisibile. Vorrei proporre una lettura personale della situazione italiana:</p>
<p>- Sono diciassette anni, a partire da tangentopoli, che la politica italiana è dominata dal marketing: non si tratta di uno slogan, ma della constatazione che il duopolio e poi monopolio televisivo hanno schiacciato il dissenso verso la politica della confindustria (vedi Pomigliano), producendo una realtà ad una dimensione come non mai: il dissenso non puo&#8217; neanche esistere, se non nella forma che aveva nei regimi orwelliani: una caricatura di oppositori che sono dei buoni a nulla. Quando qualcuno osa, adesso persino scatta il telesquadrismo.<br />
- Questo perché da diciassette anni i più grandi esperti italiani o stranieri di marketing lavorano in politica per conto ufficiale di una persona (che personalmente stimo essere un idiota, Silvio Berlusconi), anche se in realtà per conto della confindustria, che è il grande elettore di Berlusconi.<br />
- Questo non vuole dire che il marketing in esso sia una cosa cattiva; come ogni tecnologia, va capita per essere utilizzata senza farsi male. E quindi ben venga lo sforzo verso cui ci indirizza Enrico.<br />
- Mi domando adunque: qual&#8217;è la strategia di marketing del gruppo Berlusconi? Brancher ne è un esempio flippante: <strong>&#8220;mi attaccano perché l&#8217;Italia ha perso&#8221;</strong>. Riflettiamo su questa frase. Si cita il calcio; ed in particolare una delusione cocente e recente, ben presente nel telespettatore medio &#8220;elettore di Berlusconi&#8221;. Si fa riferimento a tifosi; dunque si richiamano le tifoserie; ora il telespettatore medio &#8220;elettore di Berlusconi&#8221; fa parte della tifoseria di Berlusconi;<br />
- Questa associazione non è per nulla libera e fortuita: Si fa leva sulle emozioni del telespettatore medio &#8220;elettore di Berlusconi&#8221;, per cortocircuitargli il cervello (che deve restare disinserito) e farlo reagire con le trippe: penserà (o dovrebbe pensare, perché quando l&#8217;è grossa&#8230;!) finalmente:  &#8220;l&#8217;opposizione son i soliti nemici, che approfittano di tutto, persino del&#8230; lutto nazionale susseguente all&#8217;eliminazione, per attaccarci&#8221;!!!</p>
<p>Se pensate che sia fantascienza, basta leggere Georges Chetochine, &#8220;Le marketing des emotions&#8221;:<br />
<em> &#8220;La marque en tant que repère émotionnel existe donc de façon indiscutable dans le processus de consommation. Qui pourrait dire le contraire? Mais si la marque existe, c&#8217;est d&#8217;abord parce qu&#8217;elle est partie prenante dans la chimie de nos émotions. La marque n&#8217;est pas la conséquence d&#8217;un raisonnement chez le consommateur, mais bien la consequence d&#8217;une émotion attendue de plaisir.&#8221;</em><br />
Il marketing di oggi, le strategie pubblicitarie, non servono ad altro che metterci nella testa queste associazioni di base&#8230; poi la natura fa il resto. Associazioni =  la Nutella e Barilla rassicuranti, Berlusconi simpatico, Berlusconi che lavora, Berlusconi che batte i cattivi comunisti. Trippe = fanno comprare Barilla e Nutella, e votare Berlusconi.</p>
<p>Non siete convinti? Facciamo allora un test scientifico. Riflettete un attimo solo a Berlusconi, al fatto che fa le feste nella sua villa pagata coi soldi degli italiani, al fatto che probabilmente la mafia è fra i suoi grandi elettori. Pensate alle sue battute sull&#8217;abbronzatura di Obama, e su Rosy Bindi &#8220;più bella che intelligente&#8221;. Ecco, non sentite venire dal fondo del ventre una sensazione fortissima di disgusto, di aberrazione, di impotenza? di costernazione&#8230; ? Sono tutte emozioni. Emozioni che ci bloccano nella nostra volontà di cambiare. Ecco il nostro complesso interiore, non è nei confronti del denaro, è nei confronti delle reazioni (definite Pavloviane da Cacciari) che ci suscita il caimano, e che ci bloccano il cervello mentre la Fiat trasloca da Pomigliano, mentre Marcegaglia ha i suoi milioni in svizzera, e mentre la piccola industria del made in Italy  arranca davanti alla concorrenza del made in China. &#8220;Meditate, gente, meditate&#8221; (ed io vado a prendermi una birra come Renzo Arbore faceva in una pubblicità&#8230;).</p>
<p>Cordialmente,<br />
Lorenzo Ciampolini</p></div>
</div>
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		<title>Aperitivo e saluto mercoledi 30 giugno dalle 19,00</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 13:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno a tutti,
il PD Parigi vorrebbe salutare tutti gli  amici italiani e europei che nel corso di questo anno hanno partecipato,  criticato, costruito e proposto, e si sono dati da fare per organizzare  e animare dibattiti e incontri.
Vi offre quindi un piccolo aperitivo presso lo Square Le Gall (13°) 


il 30  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti,</p>
<p>il PD Parigi vorrebbe salutare tutti gli  amici italiani e europei che nel corso di questo anno hanno partecipato,  criticato, costruito e proposto, e si sono dati da fare per organizzare  e animare dibattiti e incontri.</p>
<h2 style="text-align: center;">Vi offre quindi un piccolo aperitivo<strong> presso lo Square <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Square+Ren%C3%A9+Le+Gall,+75013+Paris,+Francia&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=36.778911,79.013672&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Square+Ren%C3%A9+Le+Gall,+75013+Paris,+Ile-de-France,+Francia&amp;ll=48.832309,2.347298&amp;spn=0.00654,0.016544&amp;z=16&amp;iwloc=A">Le Gall (13°) </a><br />
</strong></h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://partitodemocraticoparigi.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/gall3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-726" title="gall3" src="http://partitodemocraticoparigi.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/gall3-300x112.jpg" alt="" width="300" height="112" /></a></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>il 30  giugno a partire dalle 19,00</strong></h2>
<h3 style="text-align: center;"><strong>sarà con noi <a href="http://www.alessiamosca.it/">Alessia Mosca </a>deputata PD</strong></h3>
<p><a href="http://maps.google.com/maps?q=square%20le%20gall%20paris%2013&amp;oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;sa=N&amp;hl=it&amp;tab=wl" target="_blank"><br />
</a></p>
<p>un momento per augurarsi buone vacanze e per scambiarsi qualche idea  sul prossimo anno.<br />
E per discutere dei temi che in queste settimane  ci hanno visto intervenire a più riprese nel dibattito on line (da  Pomigliano, alle riforme federaliste, dal ddl intercettazioni, alla  possibilità di una nuova politica per gli italiani in patria e  all&#8217;estero).</p>
<p>Vi aspettiamo<br />
grazie<br />
e invitate amici e parenti!</p>
<p>PD  Parigi</p>
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		<title>Ricostruire</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 07:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corpo delle donne  e la voce del PD
L’ho rivisto con piacere. Quando « Il corpo delle donne » è uscito gli ho fatto pubblicità. Stasera l’ho rivisto su un grande schermo. L’effetto è  ancora più forte, più viscerale. Alla fine della proiezione è iniziato il  dibattito. Avrei voluto dire quello che pensavo. Intervenire per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Il corpo delle donne  e la voce del PD</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">L’ho rivisto con piacere. Quando « Il corpo delle donne » è uscito gli ho fatto pubblicità. Stasera l’ho rivisto su un grande schermo. L’effetto è  ancora più forte, più viscerale. Alla fine della proiezione è iniziato il  dibattito. Avrei voluto dire quello che pensavo. Intervenire per dar luce alla mia  opinione. Avrei voluto intervenire quando con un francese forse un po arrugginito,  Lorella cercava di chiedersi cosa avviene nella testa di un ragazzino che segue  il catechismo e poi assorbe una visione deforme della vita in tv. <span> </span>Avrei  voluto aiutarla a dire che i pedagogisti conoscono bene l’ffetto che ha un “paradosso”, <span> </span>e che gli  psicologi aiutano molto dopo a curarne gli effetti. Non mi sarebbe dispiaciuto rispondere a chi le  criticava che non basta, o avrei gioito ad approvare </span>con un mio  intervento il plauso della gran parte che apprezzava.</p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Avrei voluto&#8230; ma sono stato zitto. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Nella mia mente si disegnava solo una immagine. Quella di una città bombardata,  completamente distrutta. E per terra nel mezzo della via un uomo ferito. Intorno a lui  alcune persone in silenzio, iniziavano pian piano a discutere sul da farsi.  Questa immagine ha continuato al rientro, nel metro, da una stazione all’altra.  Improvvisamente arriva una ragazza con un bicchiere d’acqua. Si inchina e lo da al  ferito. Intanto la gente continua a ipotizzare il “da farsi”. <span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Avrei voluto solamente dire &#8220;GRAZIE  Lorella&#8221;. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Mentre la fisarmonica scordata di un musicista mi accompagnava, dentro di me si schiariva una  idea. Devo ascoltare, a volte <span> </span>tacere, spesso fare. Non essere intervenuto non ha intaccato la mia intelligenza. Spesso ho  l’occasione di ascoltare dibattiti o avere opinioni discordanti, ma non ho più  voglia di criticare chi porta il bicchiere d’acqua perché non è sufficiente.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Poi vedo la mia Italia. Un città bombardata. La persona che porta un bicchiere d’acqua  al ferito non sta ricostruendo la città. Ma devo solamente dirle GRAZIE. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Troppe volte sono rimasto   interdetto dall’attacco a chi fa qualcosa. &#8220;Bisognerebbe fare altro&#8221; o  &#8220;non è abbastanza&#8221;. Sono anni che sogno una sinistra dove si impari ad  ascoltare, a ringraziare e a fare il passo successivo. Forse è anche per questo che  siamo lontani dalla gente. Invece di dire solamente GRAZIE, facciamo rumore e  nascondiamo un bel gesto. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Chissà se un giorno il PD o quello che ne sarà riuscirà a (ri)trovare questo spirito. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Enrico Panai</span></p>
<p class="MsoNormal"><span lang="IT">Ps. Stasera non riesco a parlare con la logica, ma solo con la pancia.<br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Les Etats Généraux du renouveau à Grenoble</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 20:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[à Grenoble
les  18, 19 et 20 juin.


L&#8217;Obs et Libé vous appellent au  renouveau civique.  Pour la première fois,
le Nouvel  Observateur et Libération, deux titres aussi                           [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="logoetats"><img title="Les États généraux du renouveau" src="http://l.jeparticipe.org/img/common/logo-home-etats.png" alt="Les  États généraux du renouveau" />à Grenoble<br />
les  18, 19 et 20 juin.</p>
<p><a class="button" onclick="location.href='http://www.liberation.fr/etats-generaux-grenoble-2010,99897'"><br />
</a></div>
<p><strong>L&#8217;Obs et Libé vous appellent au  renouveau civique. </strong> Pour la première fois,<br />
le Nouvel  Observateur et Libération, deux titres aussi                              	différents par leur histoire<br />
que  proches par leurs engagements, s&#8217;associent pour repenser                              	le progrès social.<br />
Ce débat sera celui  de la société : les deux journaux ont décidé de                              	s&#8217;associer pour<br />
que chacun puisse s&#8217;en  emparer et contribuer à la réflexion.</p>
<p>L&#8217;associazione Democratici Parigi vi terrà informati sul percorso di Grenoble.</p>
<p>Il <a href="http://partitodemocraticoparigi.org/blog/wp-content/uploads/2010/06/depliant-eg-5-juin-planche-1.pdf">programma </a>in corso di definizione</p>
<p>Dal PD Grenoble</p>
<p>Ciao a tutti,</p>
<p>Grenoble è una piccola città della &#8220;provincia&#8221; francese, lontana da Parigi tre ore di TGV. Non lontano dal Vercors martire della resistenza, la città ha eletto deputato alla fine degli anni&#8217;60 quel Pierre Mendès France artefice della decolonizzazione francese del Vietnam e di una certa idea di socialismo esigente, dal volto umano. Dalla metà degli anni &#8216;90 la città è amministrata da Michel Destot, che è riuscito alle ultime elezioni a ridurre l&#8217;insieme della destra al 35%, governa con quasi il 50% ed una opposizione verde vicina al 15%. Grenoble città di sinistra, progressista, senza dubbio democratica, come nelle sue più lontane tradizioni: era il 7 giugno 1798 (la journée des tuiles) quando il popolo grenoblese ha difeso i suoi parlamentari, che avevano ricevuto l&#8217;ingiunzione di sciogliere la loro assemblea, arroccandosi sui tetti del centro, e lanciando le tegole sui soldati del re.</p>
<p>La particolarità di Destot è che governa insieme al modem, il movimento dei centristi, con un programma incentrato da un lato sullo sviluppo economico della città, molto legato all&#8217;impiantazione nell&#8217;area cittadina di multinazionali dell&#8217;alta tecnologia, di centri di ricerca internazionali o nazionali ma prestigiosi come il CEA; e dall&#8217;altro sullo sviluppo sociale, che si dimostra con il più grande budget francese (dopo Parigi) del Centre Communal d&#8217;Action Sociale (CCAS), che gestisce asili, centri sociali e per persone anziani.</p>
<p>Anche per tutte queste ragioni da alcuni anni Grenoble ospita il Forum di Liberation, tre giorni di dibattiti aperti al pubblico su temi scottanti. Quest&#8217;anno il tema è il rinnovamento, molte personalità saranno presenti, citiamo fra gli altri M. HIRSCH, O. FERRAND, M. DE SARNEZ, H. VEDRINE, E. JOLY, M. ROCARD, P. MOSCOVICI, A. LIPIETZ, P. LARROUTUROU, B. HAMON, M. VALLS, J.F. KAHN, J. PEYRELEVADE, C. DUFLOT, E. MORIN, G. COLLOMB, F. HOLLANDE.</p>
<p><em>&#8230;Déjà plusieurs dizaines d&#8217;associations, de cercles de pensée, de fondations, d&#8217;organisations non gouvernementales les plus diverses participeront aux « Etats généraux du renouveau » à Grenoble les 18,19 et 20 juin prochain. La discussion commence dès aujourd&#8217;hui. Demain, nous l&#8217;espérons, des centaines de milliers de citoyens de tous les horizons viendront discuter, agir pour imaginer et faire émerger une alternative. Le rassemblement de Grenoble est un appel à la mobilisation citoyenne. Il annonce d&#8217;autres débats, d&#8217;autres initiatives, d’autres témoignages. Que tout le monde apporte sa pierre! Ce site est à votre disposition.</p>
<p><a href="http://www.liberation.fr/etatsgenerauxdurenouveaugrenoble.html" target="_blank">http://www.liberation.fr/etatsgenerauxdurenouveaugrenoble.html</a></em></p>
<p>Lorenzo Ciampolini, PD Grenoble</p>
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		<title>Giovedi 17 giugno alle 18,30: Lorella Zanardo a Parigi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 12:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[
IL CORPO DELLE DONNE
Proiezione del documentario e discussione con  l&#8217;autrice.
Cinema Le Studio des Ursulines
10 , rue des Ursulines 
Il &#8220;Corpo delle donne&#8221; è il titolo di un libro e di un  documentario di 25? sull’uso del corpo della donna in tv. Scrive  Lorella Zanardo, autrice del libro e del documentario: &#8220;Siamo partiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcorpodelledonne.com/"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcorpodelledonne.net/bannercdd.gif" border="0" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/?page_id=94">IL CORPO DELLE DONNE</a><br />
Proiezione del documentario e discussione con  l&#8217;autrice.</p>
<p>Cinema Le Studio des Ursulines</p>
<p><a href="http://www.ratp.info/Pivi/proxi.php?exec=proxi&amp;cmd=LexicoAdresse&amp;Recherche[Saisie]=10%2C+rue+des+ursulines+75005+PARIS&amp;Profil=RATP_HOME">10 , rue des Ursulines </a></p>
<p>Il &#8220;Corpo delle donne&#8221; è il titolo di un libro e di un  documentario di 25? sull’uso del corpo della donna in tv. Scrive  Lorella Zanardo, autrice del libro e del documentario: &#8220;Siamo partiti da  un’urgenza. La constatazione che le donne, le donne vere, stiano  scomparendo dalla tv e che siano state sostituite da una  rappresentazione grottesca, volgare e umiliante. La perdita ci è parsa  enorme: la cancellazione dell’identità delle donne sta avvenendo sotto  lo sguardo di tutti ma senza che vi sia un’adeguata reazione, nemmeno da  parte delle donne medesime. Da qui si è fatta strada l’idea di  selezionare le immagini televisive che avessero in comune l’utilizzo  manipolatorio del corpo delle donne per raccontare quanto sta avvenendo  non solo a chi non guarda mai la tv ma specialmente a chi la guarda ma  “non vede”. L’obbiettivo è interrogarci e interrogare sulle ragioni di  questa cancellazione, un vero ” pogrom” di cui siamo tutti spettatori  silenziosi. Il lavoro ha poi dato particolare risalto alla cancellazione  dei volti adulti in tv, al ricorso alla chirurgia estetica per  cancellare qualsiasi segno di passaggio del tempo e alle conseguenze  sociali di questa rimozione&#8221;.</p>
<p>Il PD di Parigi e  Altritaliani.net (www.altritaliani.net) ne parlano con l&#8217;autrice.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ma il cielo è sempre più su</title>
		<link>http://partitodemocraticoparigi.org/blog/?p=711</link>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 09:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[










Vi ricordiamo l’appuntamento di venerdì  28 alle ore 19 presso il Café Le Twickenham (68, bd Saint-Germain) per la presentazione del libro di Luca Bianchi e Giuseppe Provenzano “Ma il cielo è sempre più su?”, l’emigrazione meridionale ai tempi di Termini Imerese. Proposte di riscatto per una generazione sotto sequestro. Un libro sul Meridione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div>
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<div><a href="http://partitodemocraticoparigi.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/volantino_cielo_pd-41-1.jpg"></a><a href="http://partitodemocraticoparigi.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/volantino_cielo_pd-41.pdf"></a></div>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-713 aligncenter" title="volantino_cielo_pd-41-1" src="http://partitodemocraticoparigi.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/volantino_cielo_pd-41-1-212x300.jpg" alt="" width="349" height="493" /></p>
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<div></div>
<div>Vi ricordiamo l’appuntamento di venerdì  28 alle ore 19 presso il Café Le Twickenham (68, bd Saint-Germain) per la presentazione del libro di Luca Bianchi e Giuseppe Provenzano “Ma il cielo è sempre più su?”, l’emigrazione meridionale ai tempi di Termini Imerese. Proposte di riscatto per una generazione sotto sequestro. Un libro sul Meridione, un libro sull’Italia, i suoi problemi e le sue potenzialità.</p>
<p>Per avere una copia del libro e/o ulteriori informazioni: <a href="mailto:partitodemocraticoparigi@gmail.com" target="_blank">partitodemocraticoparigi@gmail.com</a></p>
<p>A venerdì!</p>
<p>PD Parigi</p></div>
<p>&#8211;<br />
Info<br />
Beatrice Biagini<br />
0033 6 50 23 77 10</p>
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		<title>Maria Luisa Busi lascia il TG1: &#8220;Oggi l&#8217;informazione del TG1 è un&#8217;informazione parziale e di parte&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 13:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[

Maria Luisa Busi.

Una schiena dritta. La cosa terribile è che è  sola. Sia nel senso che non sono molti i colleghi che sembrano  seguirla, sia nel senso della solitudine di questa scelta. 

L&#8217;associazione democratici Parigi insieme al PD Parigi è solidale con la  giornalista Maria Luisa Busi.
Ripubblichiamo  qui la lettera inviata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">
<div><span style="font-size: 13px; border-collapse: collapse; font-family: arial,sans-serif;">Maria Luisa Busi.</span></div>
<div class="im">
<div><span style="font-size: 13px; border-collapse: collapse; font-family: arial,sans-serif;">Una schiena dritta. La cosa terribile è che è  sola. Sia nel senso che non sono molti i colleghi che sembrano  seguirla, sia nel senso della solitudine di questa scelta. </span></div>
</div>
<div><span style="font-size: 13px; border-collapse: collapse; font-family: arial,sans-serif;">L&#8217;associazione democratici Parigi insieme al PD Parigi è solidale con la  giornalista Maria Luisa Busi.</span></div>
<div><span style="font-size: 13px; border-collapse: collapse; font-family: arial,sans-serif;">Ripubblichiamo  qui la lettera inviata dalla Busi al suo direttore, Augusto Minzolini  in cui spiega perché chiede di rinunciare alla conduzione del TG1.  Dire  no è possibile. Grazie Maria Luisa.</span></div>
<div><img src="http://www.neropercaso.it/wp-content/uploads/2006/10/maria_luisa_busi1.jpg" alt="http://www.neropercaso.it/wp-content/uploads/2006/10/maria_luisa_busi1.jpg" /></div>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;"><span style="font-size: x-small; font-family: Arial;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Una scelta  difficile ma obbligata </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">“Caro direttore ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di  conduttrice dell&#8217;edizione delle 20 del TG1, essendosi determinata una  situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza  pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me -  prosegue - una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea  editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di  dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una  definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">Come ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza  Rai Sergio Zavoli: &#8216;la più grande testata italiana, rinunciando alla sua  tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua  identità, parte dell&#8217;ascolto tradizionale’.<br />
Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perchè è un  grande giornale. È stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi,  Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee  diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro  giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai  loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati.  Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale  degli italiani.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">Il giornale che ha  dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola.  Oggi l&#8217;informazione del TG1 è un&#8217;informazione parziale e di parte.<br />
<strong>Dov&#8217;è  il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono  aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi  salari peggiori d&#8217;Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare  avanti perchè negli asili nido non c&#8217;è posto per tutti i nostri figli?  Devono farsi levare il sangue e morire per avere l&#8217;onore di un nostro  titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un  milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;"><strong>Dove sono i giovani,  per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni  ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un  divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i  cassintegrati dell&#8217;Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di  aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la  vita perchè falliti? Dov&#8217;è questa Italia che abbiamo il dovere di  raccontare? Quell&#8217;Italia esiste. Ma il tg1 l&#8217;ha eliminata.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">Anche io compro la  carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una  scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo spazio solo ai  ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per  la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva  multimediale.<br />
L&#8217;Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario  morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un&#8217;informazione di  parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un  altro sull&#8217;inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere  indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l&#8217;infotainment  quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla  caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">Una scelta editoriale  con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di  satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del  servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese.  Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che  potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di  più alto profilo e interesse generale.<br />
Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie  convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un  conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a  questo punto. Nell&#8217;affidamento dei telespettatori è infatti al  conduttore che viene ricollegata la notizia. È lui che ricopre  primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste  con i telespettatori.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">I fatti dell&#8217;Aquila ne  sono stata la prova.<br />
Quando centinaia di persone hanno inveito  contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho  capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro  pubblico era davvero compromesso. È quello che accade quando si  privilegia la comunicazione all&#8217;informazione, la propaganda alla  verifica.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">Ho fatto dell&#8217;onestà e  della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione.  Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente.<br />
Pertanto:</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">1) respingo l&#8217;accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le  critiche che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio  diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le  avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente.  Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il  nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costit  uisca un arricchimento.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">Per questo ho  continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c&#8217;è più alcuno  spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del pensiero  unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">2) Respingo l&#8217;accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui  mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che  chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti.  Tutti e onesti.<br />
E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai,  lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a  presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del  servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">3) Respingo come  offensive le affermazioni contenute nella tu a lettera dopo l&#8217;intervista  rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato  all&#8217;azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai  accusato di ‘danneggiare il giornale per cui lavoro’, con le mie  dichiarazioni sui dati d&#8217;ascolto.<br />
I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni.<br />
Trovo  inoltre paradossale la tua considerazione seguente: &#8216;il tg1 darà conto  delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a  campagne ideologiche’. Posso dirti che l&#8217;unica campagna a cui mi dedico  è quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire  altrettanto.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">Viceversa ho notato  come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna  diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale  Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a  me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie  critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare  subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni.<br />
Sono stata definita &#8216;tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista  senza cronaca, editorialista senza editoriali&#8217; e via di questo passo.<br />
Non  è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint  Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il  mio legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la  conduzione delle 20.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 12pt;">Thomas Bernhard in  Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto:  rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo  bisogno.<br />
Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per  le notizie, per il pubblico, per la verità. Quello che nutro per la  storia del TG1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il  rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo  ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere.</p>
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