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Feb 04

Per chi ha visto il documentario, e per chi non lo ha visto consiglio di farlo per provare un sano senso di rabbia, vergogna, indignazione, Il corpo delle donne è anche un blog continuamente aggiornato di “chicche” sul rispetto che la società e lo stato italiano (che paga gli stipendi RAI, valida con svariate commissioni i suoi dirigenti e programmi) portano alle donne che non portano il burqa.

Ecco qualche esempio tratto dal monitoraggio svolto nel 2009 sulla TV italiana.

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Feb 04

Le Monde pubblicava alcuni mesi fa una sorta di tassonomia del velo islamico (per sapere di cosa si parla quando si condanna il burqa è utile). La ripropongo su questo blog, insieme a reportage di Repubblica su ‘Io dentro il burqa per le strade di Milano‘. E insieme ad un articolo apparso il 24 gennaio sul Sunday Times che descrive in dettagli l’atteggiamento British (”live and let live”) verso il burqa nel mentre che discute le ragioni del rappresentante dell’UKIP per schierarsi per la proibizione del burqa.

Per tenersi informati.

Elena Pasquinelli

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Feb 02

Continua la discussione sull’opportunità di proibire il velo integrale, offesa indiscutibile alla dignità delle donne (o meglio: segno indiscutibile di una dignità offesa, di un’immagine deleteria della donna).

Vorrei introdurre nell’argomentario la reazione degli Stati Uniti, o almeno di una testata importante: il New York Times. Cito:

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Feb 01

In seguito agli ultimi post di questo blog, e alla discussione nata all’interno del PD Parigi, pare importante creare una più ampia base documentaria sulla “questione burqa” (e velo), che ci permetta di capire e agire nell’interesse del rispetto donne e dell’integrazione delle persone che migrano verso la Francia, come verso l’Italia. Due argomenti chiave della definizione di un partito democratico e progressista.

In qualità di PD Parigi ci sentiamo sollecitati due volte da queste questioni: in quanto cittadini francesi confrontati alle politiche della destra del presidente Sarkozy - che dell’identità nazionale e non dell’integrazione fa il vessillo di ogni campagna elettorale; e in quanto cittadini italiani, recentemente richiamati dalla Ministro Carfagna a guardare alle politiche francesi sul burqa come ad un esempio da seguire.

Un po’ di storia (a ritroso) per fare il punto sulla situazione:

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Feb 01

Mi pare che il Pd Parigi, in generale Francia, sia chiamato in causa direttamente da questo asse di riflesisone franco-italiano surlle donne e il burqua

Inizio con una breve battuta: quando il Ministro Carfagna parla del burqua come offesa ai valori nazionali italiani spero non faccia riferimento alle donne della TV italiana, che di certo sono senza veli, ma non meno ‘minori’ (per usare il termine molto giusto della Ministro della necessità di un’uscita dalla minorità per le donne e anche relativamente al burqua).
Mi pare che un’iniziativa pubblica si imponga, con un cahier de charges e riflessioni da trasmettere al più presto al PD nazionale, forti del dibattito francese e dei risultati (negativi) della proibizione del velo (citati nell’intervista: le donne vengono chiuse in casa invece di venire chiuse nel velo).
Ho dei dubbi che una cultura dell’integrazione possa essere imposta a suon di divieti, che di solito hanno l’effetto di rinforzare posizioni estremiste e di spingere a considerare il burqua come un affare culturale o religioso.
Cosa che non sono  comunque disposta ad accettare. Trovo il burqa vergognoso, come il niqab, e anche il velo. Lo trovo orrendo, come trovo orrende le donne costrette a stare in bikini accanto a un presentatore in giacca e cravatta e a infilarsi sotto un tavolo in plexiglas o a farsi una doccia vestite in un programme tv per famiglie.
Un’iniziativa deve essere fatta, a partire dalla proiezione del corto documentario sulle donne in tv, per mostrare che la nostra cultura non ha molto da invidiare a quella del velo dal punto di vista della minorità delle donne. E che se si parla di burqa si deve mostrare di essere pronti a mettere in discussione anche i comportamenti della nostra società, non solo quelli delle società altrui, sulla base dei principi che andiamo sbandierando.
Con questo e con le considerazioni che ho espresso, si io sono per azioni decise contro  i burqa, e per aiutare le donne immigrate a liberarsi da un giogo che come dicono molti imam non ha nulla a che fare con la religione, ma solo con l’umiliazione delle donne. Ma mi piacerebbe appunto coinvolgere gli imam, chiedere loro di prendere posizione contro il burqa.
E mi piacerebbe che il PD dicesse anche: se vinciamo noi vi promettiamo che la televisione nazionale bandirà da un giorno all’altro tutte le trasmissioni che umiliano le donne e forniscono un’immagine distorta del loro ruolo nella società. Apriremo una commissione donne per la RAI. Perché è la televisione nazionale. E la nostra nazione non appoggia certi messaggi.
Elena Pasquinelli
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Feb 01

Vi invitiamo a guardare questo documentario:

Lasciate un vostro commento e contattateci a partitodemocraticoparigi@gmail.com

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Jan 25

Venerdi 22 gennaio Enrico Letta, vicesegretario del PD, ha partecipato alla “IV journée franco-italienne” organizzata dall’ambasciata italiana a Parigi, da quella francese in Italia e da Sciences Po Paris, che ha anche ospitato l’evento. Tema dell’incontro: un contributo franco-italiano al rilancio della crescita nel contesto di una nuova governance mondiale. Tra gli altri relatori dell’incontro, svolto in videoconferenza con Palazzo Farnese a Roma, erano presenti Tommaso Padoa-Schioppa e Marc Lazar.

L’intervento di Enrico Letta ha avuto una prospettiva spiccatamente europeista, presentando l’Europa come unica ricetta per un rilancio oltre la crisi. Dopo aver preso atto del fallimento della strategia di Lisbona e non trascurando delle critiche alle nuove figure a capo dell’Unione che il trattato di Lisbona ha creato, Letta ha indicato delle possibili soluzioni economiche per i mesi e gli anni a venire. Il contesto in cui inscrivere  tali soluzioni è la creazione di una unione effettivamente economica oltre che monetaria tra i 27. Per raggiungere tale obiettivo sono state proposte la nascita di giganti economici transnazionali e la creazione di authorities per la sorveglianza finanziaria a livello europeo (http://bit.ly/6zOCko).

L’interesse dell’intervento di Enrico Letta, come molti altri nello svolgersi della giornata, risiede nel suo aver collocato i rapporti franco-italiani inevitabilmente nel contesto europeo, una prospettiva ricca di opportunità ma che la difesa degli interessi nazionali tende spesso ad offuscare.

Alessio Sacchi

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Jan 20

Buongiorno,

la prossima riunione del PD Parigi è fissata per il mercoledi 27 gennaio alle ore 19,00 presso la Fédération de Paris du Parti socialiste
32 rue Alexandre Dumas
75011 Paris
tel : 01 42 80 64 40

con il seguente odg:

  • Partecipazione alla giornata sui diritti degli immigrati del 1° marzo
  • Congresso PSE di dicembre 2009
  • programma iniziative PD Parigi
  • varie ed eventuali

Sperando di incontrarci presto ancora un augurio per il 2010.

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Jan 20

Sul caso della nomina al Sant’Orsola di Bologna uscito sui quotidiani del 20 gennaio

http://www.corriere.it/politica/10_gennaio_20/Marino-e-la-nomina-a-Bologna-saltata-per-le-primarie-gerevini_3f83b9b4-0593-11df-a1d7-00144f02aabe.shtml

ecco la risposta di Ignazio Marino: http://www.youtube.com/watch?v=Y-SZ-ciEuas&feature=player_embedded

Jan 19

Qui un’intervista a Paola Concia, deputato PD presente al congresso del PSE di Praga del dicembre 2009.